Viaggiare diventerà più intelligente? Gli scenari del dopo-pandemia

Condividi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Viaggi d’affari sospesi, Smart working a tempo indeterminato, previsioni negative continue: non è semplice orientarsi in mezzo alle più o meno realistiche ipotesi sulle dinamiche del prossimo futuro che ogni giorno ci troviamo a leggere da studi, trend e vision dei grandi player del mercato.

Proviamo a fare ordine.

Quando si tornerà a viaggiare?

In questa fase della pandemia, la priorità è quella delle vaccinazioni: molti Paesi si stanno orientando sul sistema del passaporto sanitario (scopri in quali Paesi in cui puoi già viaggiare se sei vaccinato) ma le tempistiche necessarie per vaccinare milioni di persone sono ovviamente lunghe.

I viaggi d’affari sono quindi tendenzialmente bloccati e le previsioni a breve termine dicono almeno fino al secondo semestre 2021.

C’è chi si spinge oltre: IATA prevede che il traffico globale di passeggeri non tornerà ai livelli pre-COVID-19 fino al 2024, un anno dopo rispetto a quanto previsto nei precedenti studi di qualche mese fa.
Eurocontrol nella sua ultima proiezione, non prevede che i numeri dei voli nello spazio aereo europeo torneranno ai livelli del 2019 fino al 2026.

L’incertezza causata dal susseguirsi di tante ipotesi in un crescendo di allarmismo non giova a nessuno. Ci pare più importante cominciare a riflettere invece su come cambieranno i viaggi quando ripartiranno.

L’ombra lunga dello Smart Working

Alcune aziende globali, come Twitter, Microsoft e Spotify, hanno deciso di puntare sullo smart working per sempre.

Ma anche aziende del nostro settore, come BCD Travel, hanno scelto recentemente un nuovo modello organizzativo con la formula del lavoro a distanza per tutti i collaboratori in Italia.  

È ovvio, quindi, che lo smart working, o meglio telelavoro, non resterà confinato al periodo dell’emergenza. Come riportato da Digital4, durante la fase più acuta dell’emergenza lo smart working ha coinvolto il 97% delle grandi imprese, il 94% delle PA italiane e il 58% delle PMI, per un totale di 6,58 milioni di lavoratori agili, circa un terzo dei lavoratori dipendenti italiani, oltre dieci volte più dei 570mila censiti nel 2019.

Incentivare la collaborazione tra dipendenti con le riunioni di team

Lo smart working, tanto più se scelto come via privilegiata, rende necessario abilitare la collaborazione tra i dipendenti anche lontano dall’ufficio e garantire l’accessibilità alle informazioni a distanza.

Saranno più importanti e probabilmente cresceranno le riunioni di lavoro tra team fissate con una periodicità più cadenzata.

Recuperare le relazioni e allinearsi sulle strategie

I viaggi d’affari in solitaria forse saranno meno in una prima fase, ma ci saranno più trasferte dove si incontreranno più persone (colleghi) per recuperare le relazioni, allinearsi sulle strategie aziendali. In quest’ottica si può immaginare un’importanza crescente degli eventi aziendali, occasioni fondamentali e strategiche per rincontrarsi di persona visto che si lavora da remoto.

Le organizzazioni incentrate sulle vendite avranno maggiore urgenza di tornare agli incontri faccia a faccia per acquisire clienti chiave, con la consapevolezza che per farlo sarà necessario che entrambe le parti si sentano a proprio agio con il viaggio richiesto

Le fiere assumeranno un significato centrale: cambieranno aspetto, cureranno maggiormente il distanziamento, manterranno una parte di attività online, ma diventeranno ancora più strategiche perché permetteranno di riuscire a fare incontri mirati.

Un ruolo importante, va sottolineato, oltre alla sicurezza lo giocherà il budget, perché tutti sono stati gravemente danneggiati dall’emergenza. È uno dei fattori che abbiamo analizzato nell’articolo dedicato alle tendenze e criteri di scelta dei viaggi d’affari 2021.

Le fasi del ritorno alla normalità

Secondo McKinsey, i viaggi d’affari alla fine torneranno, ma in fasi. Le prime a ripartire saranno trasferte su piccole distanze, su mezzi propri o a noleggio, seguiranno poi i voli nazionali e infine quelli sulle lunghe distanze.

Saper calcolare il ritorno dell’investimento dei viaggi di lavoro

In questo nuovo contesto sarà ancora più importante valutare i benefici di un viaggio di lavoro. Il Travel Manager e l’azienda dovranno identificare le correte e opportune metriche per i singoli progetti o per i specifici casi aziendali rispetto all’obiettivo da misurare e raggiungere.

Se necessiti di informazioni sul nostro modello T-ROI® che ti permette di valutare tutti gli aspetti dei viaggi d’affari per calcolare il ritorno sull’investimento delle trasferte aziendali, clicca qui

Sull'autore

Condividi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

ULTIMI ARTICOLI

I NOSTRI SUGGERIMENTI

Rilassati, alle spese di viaggio ci pensa Soldo

DI COSA PARLIAMO

I NOSTRI SUGGERIMENTI

Attività della community