Convention Nazionale Travel & Mobility Manager

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Buongiorno,

ora vi spiego perché parteciperò alla convention nazionale travel e mobility manager organizzata per il 22 ottobre da AITMM che con notevoli sforzi si è dovuta adattare alla situazione del momento e quindi sarà in edizione virtuale.

Parlando con Paolo Tedesco è emersa la vera passione per la gestione del Travel Management nelle aziende medio grandi e la voglia di assolvere a questo complicato compito (si complicato se pensiamo alle variabili di una trasferta ed al notevole budget destinato dalle aziende per la mobilità) nella maniera migliore possibile. Da qui l’esigenza di creare una vera e propria professionalità riconosciuta dal MISE e dedicata a tutti i Travel Manager che infondono la stessa passione di Paolo nel loro lavoro.

Ma voi penserete che io sono dalla parte opposta della barricata visto che lavoro per una TMC (Travel Management Company) e quindi tra me e quelli di AITMM ci dovrebbe essere un muro, ma non è così. A parte che nella mia vita non ho mai intravisto in un muro un ostacolo insuperabile (piano piano con la giusta determinazione qualsiasi muro prima o poi cede e la storia ci ha insegnato che muri ben più forti sono venuti giù con il tempo) io riesco a vedere nella figura del Travel Manager solo un interlocutore con cui parlare alla pari mettendolo nella condizione di scegliere serenamente se la TMC che ha davanti rispetterà le sue aspettative di servizio oppure no. Sono stanco delle gare al massimo ribasso dove la differenza tra le varie TMC è rappresentata dall’euro di differenza per il biglietto. Questo approccio porterà solo alla distruzione delle TMC che non saranno portate ad investire su servizi sempre più evoluti a vantaggio dei loro clienti ma rimarranno chiusi nei loro vecchi schemi dalla fee più bassa tanto poi in qualche altro modo i ricavi arriveranno. Ecco abbiamo visto che il discorso dei ricavi che arriveranno con il Covid si è stravolto, e tutte quelle TMC che contavano su guadagni futuri versano in grandissime difficoltà.

Il Travel Manager deve essere formato per comprendere bene ciò che veramente occorre all’azienda per cui lavora e per scegliere serenamente la TMC che può offrire quel servizio al giusto prezzo.

Ecco perché io parteciperò alla convention e spero di imparare cose nuove in un percorso di crescita che per una TMC non si deve mai arrestare per far sì che quel muro si sgretoli ed inizi un periodo di collaborazione e consulenza più proficuo per tutti.

Grazie per avermi dedicato qualche minuto del vostro tempo

Riccardo

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Travel for business

Buongiorno,

ora vi spiego perché parteciperò alla convention nazionale travel e mobility manager organizzata per il 22 ottobre da AITMM che con notevoli sforzi si è dovuta adattare alla situazione del momento e quindi sarà in edizione virtuale.

Parlando con Paolo Tedesco è emersa la vera passione per la gestione del Travel Management nelle aziende medio grandi e la voglia di assolvere a questo complicato compito (si complicato se pensiamo alle variabili di una trasferta ed al notevole budget destinato dalle aziende per la mobilità) nella maniera migliore possibile. Da qui l’esigenza di creare una vera e propria professionalità riconosciuta dal MISE e dedicata a tutti i Travel Manager che infondono la stessa passione di Paolo nel loro lavoro.

Ma voi penserete che io sono dalla parte opposta della barricata visto che lavoro per una TMC (Travel Management Company) e quindi tra me e quelli di AITMM ci dovrebbe essere un muro, ma non è così. A parte che nella mia vita non ho mai intravisto in un muro un ostacolo insuperabile (piano piano con la giusta determinazione qualsiasi muro prima o poi cede e la storia ci ha insegnato che muri ben più forti sono venuti giù con il tempo) io riesco a vedere nella figura del Travel Manager solo un interlocutore con cui parlare alla pari mettendolo nella condizione di scegliere serenamente se la TMC che ha davanti rispetterà le sue aspettative di servizio oppure no. Sono stanco delle gare al massimo ribasso dove la differenza tra le varie TMC è rappresentata dall’euro di differenza per il biglietto. Questo approccio porterà solo alla distruzione delle TMC che non saranno portate ad investire su servizi sempre più evoluti a vantaggio dei loro clienti ma rimarranno chiusi nei loro vecchi schemi dalla fee più bassa tanto poi in qualche altro modo i ricavi arriveranno. Ecco abbiamo visto che il discorso dei ricavi che arriveranno con il Covid si è stravolto, e tutte quelle TMC che contavano su guadagni futuri versano in grandissime difficoltà.

Il Travel Manager deve essere formato per comprendere bene ciò che veramente occorre all’azienda per cui lavora e per scegliere serenamente la TMC che può offrire quel servizio al giusto prezzo.

Ecco perché io parteciperò alla convention e spero di imparare cose nuove in un percorso di crescita che per una TMC non si deve mai arrestare per far sì che quel muro si sgretoli ed inizi un periodo di collaborazione e consulenza più proficuo per tutti.

Grazie per avermi dedicato qualche minuto del vostro tempo

Riccardo