Che fine farà la flotta aziendale?

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La notizia della tassa sulle auto aziendali ad uso promisquo, ha gettato nel panico molti utilizzatori. In questi giorni la manovra di Bilancio è in discussione al Senato, sicuramente sarà emendata, ma probabilmente vedrà come riportato anche dal sole 24 ore, un aumento dei costi (il doppio) per molti modelli ora in circolazione.

 

Il doppio dei costi per gli utenti e maggiori emissioni inquinanti nell’aria nel futuro

Non voglio entrare nel dibattito se è o meno opportuno un provvedimento che frenerà la produzione e la vendita di auto, se si considera la quota di mercato relativa alle auto aziendali (40% circa), ne tantomeno rimarcare il problema legato alle emissioni inquinanti, che il ritorno all’utilizzo delle auto di proprietà, più vecchie e meno ecologiche rispetto a quelle assegnate dalle aziende, in leasing o in noleggio a lungo termine, provocherà considerato che il parco auto circolante in Italia è il più vecchio d’Europa se si esclude la Grecia.

Mi interessa invece osservare come inevitabilmente le flotte aziendali saranno nei prossimi anni ridotte, in ragione della convenienza (con questi costi molti dipendenti rinunceranno all’auto restituendo il bene); o per opportunità (la crescita delle offerte di servizi in sharing che saranno studiate e realizzate per un uso aziendale).

Nasceranno nuovi servizi di sharing dedicati alle aziende?

Appare subito evidente che, seguendo la tendenza, i produttori di automobili, anche gestori dei principali servizi di sharing si attrezzeranno per organizzare l’offerta e rispondere alla domanda di mobilità che l’auto di flotta aziendale non sarà più in grado di soddisfare. Infatti, sul fronte della protesta i costruttori si sono limitati a dichiarazioni di circostanza, e non hanno certo alzato le barricate, come invece ha fatto fin da subito Aniasa (l’associazione delle società di noleggio in Confindustria) che vede in prospettiva una forte riduzione del proprio business. Segnali che indicano interessi divergenti tra le parti e di cambiamenti in arrivo sul fronte dell’offerta.

Meno potere decisionale ai Fleet Manager

Flotte ridotte significherà anche riduzione delle attività e del potere decisionale dei Fleet Manager, fino a qualche tempo fa ancora forti della loro posizione, oggi invece, sempre più stretti all’angolo dalla crescita delle attività legate alla Mobilità e al Welfare, oltre che al dinamismo e alle crescenti competenze dei Mobility Manager. Ma di questo avremmo occasione di parlarne sempre di più nei prossimi articoli approfondendo i temi di attualità.

 

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