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Viaggiatori d’affari come in Anomalisa

Molti di voi avranno già visto o almeno sentito parlare del film “Anomalisa”. Il film diretto da Duke Johnson, uscito in Italia lo scorso febbraio e che è oggi candidato all’Oscar come miglior film di animazione.

Un film molto strano che racconta del soggiorno opprimente di un uomo d’affari  in un hotel di lusso di Cincinnati.

Il protagonista è Michael Stone, un uomo di mezza età, che spesso è in trasferta di lavoro per tenere conferenze motivazionali e insegna i trucchi del mestiere. Lui però è un uomo apatico, anche un po’ noioso e le esperienze negli hotel lo affliggono non poco.Anomalisa

I pernottamenti in hotel sono infatti una delle condizioni che più angosciano i viaggiatori. L’industria dell’ospitalità ha lavorato moltissimo negli ultimi anni per offrire ai clienti frequenti soluzioni di massimo comfort ed esperienze vivaci e coinvolgenti.

Eppure sembra che non basti. Perché? Vi segnaliamo alcuni dei commenti di alcuni viaggiatori d’affari che abbiamo raccolto.

Roberto ci dice che quando inserisce la chiave magnetica nella stanza dell’hotel lo avvolge un soffio d’aria nauseante….tipo odore di stantio e tutto si colora di dark. La paura più grande che ha è  quella della chiave smagnetizzata. Perché lo costringe a ritornare alla reception e rifare tutto l’iter…

Andrea ci racconta che l’unico momento felice, dopo una notte oscura, è quello di una colazione continentale gratuita.

Olaf, nostro caro amico internazionale invece, appena sente parlare di hotel gli percorrere sulla schiena un brivido di freddo. Lui non ama stare da solo e si sente depresso in una camera vuota.

Carola ha viaggiato per business per oltre 20 anni e visitato moltissime camere d’albergo. Oggi si sente più serena quando ritorna a pernottare nello stesso hotel. Viaggia di quel tanto che le hanno assicurato sempre la stessa camera e questo la fa sentire quasi come a casa.

Piercarlo ama viaggiare e appena cammina sul finger per salire su un’areo viene avvolto da una strana atmosfera magica. Tutto cambia però quando arriva in albergo. “è come se tutto si arrestasse”, ci ha raccontato e spesso si chiede “che cosa faccio adesso?”

Eppure negli ultimi anni le grande catene alberghiere hanno aggiornato il loro stile, aggiunto servizi per i viaggiatori e fornito soluzioni di benessere come SPA, piscine e palestre. Tuttavia sembra che questi sforzi non siano ancora sufficienti per creare un’esperienza davvero vicina alle esigenze dei viaggiatori. Anzi, spesso, il lusso aggiunge loro un senso di vuoto quasi incolmabile.

Roberto ci dice “voli in prima classe, prendi macchinoni a noleggio quando arrivi in aeroporto, attraversi i varchi di controllo con tessere che ti fanno schizzare più veloce di una mosca…..ma quando arrivi in hotel ti prende un senso di solitudine che è difficile colmare”.

C’è chi ama mangiare fuori dall’hotel. “Così puoi sederti magari in un posto vivace e consumare la cena in una strana sensazione di allegria”. Lo fa Giovanna che appena dopo il check-in cerca un luogo dove poter trascorrere una serata piacevole. Ecco perché cerca sempre un hotel in centro in modo da potersi muovere anche a piedi.

Paolo, invece, appena fa il check-in in hotel cerca un luogo dove può lavorare e rilassarsi con qualche filmato.

Di opinione diversa è invece Giuliano che ci dice “ viaggiare da soli non vuol dire per forza stare da soli. Si può decidere di prendersi un momento di relax oppure andare in un posto e conoscere altri viaggiatori, che magari hanno stesse affinità e opportunità di business. Viaggiare vuol dire anche sforzarsi di scegliere i compagni di viaggio”.

E tu come affronti il tuo viaggio? Qual è  la tua esperienza in hotel?

Raccontalo alla Community di Travel for business!


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1 Comment

  1. Difficile generalizzare, ci sono alberghi da incubo, ci sono alberghi da favola.
    Ha ragione Roberto sull’odore stantio che dà subito un cattivo segnale, come l’alito di una persona sgradevole.
    Personalmente trovo irritante l’assenza di prese elettriche: dover strisciare sotto la scrivania, contendere la corrente alla lampada o al frigorifero per poter collegare il Mac è una delle peggiori esperienze della mia vita di viaggiatore seriale…
    Adoro le colazioni, viaggiando spesso nel Centro Italia, passai dalla pensione miramare rimasta agli anni Settanta che ti offre fette biscottate impacchettate e mini-porzioni di marmellata, ad alberghi nuovi, magari di catene, con eggs&bacon e altre delizie del palato…

    Reply

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