Quanto conta la Travel Diversity nel Travel Risk Management?

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Un panel di esperti del settore business travel, e non solo, all’annuale evento ACTE in Italia, dove ho avuto il piacere di introdurre i lavori dedicati al Travel Risk Management.

Partiamo da qui:

Le politiche di Duty of care, che erano presenti fino a qualche anno fa principalmente nelle grandi organizzazioni e in particolar modo in quelle dedicate ai settori dell’energia, dei trasporti marittimi o in realtà multinazionali che dovevano far viaggiare i propri dipendenti in paesi a “rischio”, è oggi argomento di discussione anche per le medie e imprese italiane.

La dimensione dell’azienda, quindi, non è più un requisito di qualificazione del “duty of care”, ma una necessità (e un dovere) imprescindibile.

Ma quali sono le aree di possibile rischio nel business travel?

Ho presentato una visione di 10 possibili aree di rischio nei viaggi di lavoro quale base di discussione del panel composto da Cecilia Pantaleo di Airplus, Marco Franzese di Amadeus e Andrea Piovan Travel Security Manager di Bonatti.

Molti gli elementi messi in risalto, come l’importanza della carta di credito aziendale per la gestione dei pagamenti anche durante la trasferta. I vantaggi, infatti, non riguardano solo quello di non dover anticipare le spese di viaggio, ma in particolare anche la “sicurezza” dei pagamenti per garantire efficienza e gestione dei processi in linea con le aspettative e regole aziendali.
Anche la tecnologia gioca un ruolo fondamentale e viene a supporto di tutti quegli aspetti che impattano la produttività e l’efficacia del viaggio: dalla perdita del bagaglio alla gestione di uno sciopero o di un improvviso evento esterno, fino al tracking del viaggiatore in situazioni di rischio.

Assicurarsi che i propri viaggiatori affrontino le trasferte in maniera sicura e consapevole diventa quindi sempre più rilevante per ogni Travel Manager anche in un’ottica di Duty of Care.
Ma di questo ve ne parlerò più approfonditamente nel prossimo articolo.

Travel Diversity

L’evento ha avuto anche un altro interessante Panel che riguardava il tema  Diversity.
Moderato dalla padrona di casa Grazia Maria Giordano, ho raccolto alcuni dati che ritengo estremamente importanti per i lettori e che mettono in stretta correlazione la Travel Diversity con il Travel Risk Management:

  • sapevate che solo il 9% delle imprese nel mondo considera nelle travel policy i viaggiatori LGBT?
  • e che solo il 28% prende in considerazione la sicurezza delle donne che viaggiano per l’azienda?

Perché le aziende dovrebbero occuparsi di Diversity nelle Travel Policy?

Lo racconteremo bene nella nostra pubblicazione che uscirà il prossimo 19 novembre, ma qui vi lascio 4 suggerimenti che sono stati presentati ieri pomeriggio da Naomi Roland, Security Manager di International SOS:

  • Per la credibilità aziendale
  • Per una maggiore profittabilità aziendale
  • Per curare e trattenere i talenti anche se considerati “diversi”
  • Perché semplicemente lo dice la legge…

Non siete ancora convinti? Allora vi lascio un altro spunto di riflessione: sapevate che sono ben 70 i Paesi nel mondo che considerano l’omosessualità un crimine? Avete mai immaginato che cosa potrebbe succedere ad un vostro viaggiatore che dovesse recarsi in trasferta in uno di questi? Quali azioni avete considerato preventivamente? Che tipo di assistenza avete programmato?

Leggi il nuovo magazine che uscirà il 19 novembre per saperne di più https://www.travelforbusiness.it/ebook-travel-for-business-scaricare/

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