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ToggleDecennio della Mobilità Sostenibile 2026-2035: una strategia per decarbonizzare la logistica, garantire l’accessibilità universale e potenziare la sicurezza stradale nel prossimo decennio
Le Nazioni Unite hanno ufficialmente lanciato il “Piano di Attuazione per il Decennio della Mobilità Sostenibile (2026-2035)”, un documento programmatico di portata storica destinato a riscrivere le regole dello spostamento di merci e persone a livello mondiale. Questo piano non si limita a delineare una serie di obiettivi ambientali ambiziosi, ma propone un approccio sistemico che unisce la necessità di azzerare le emissioni nocive all’urgenza di promuovere equità sociale, sicurezza stradale e resilienza economica. D’altronde oggi la mobilità rappresenta oltre il 20% delle emissioni globali di gas serra. Per questo l’ONU appare risoluto nel rendere il settore non una fonte di inquinamento, ma il motore abilitante per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) entro il 2035.
I quattro pilastri della visione ONU: decarbonizzazione, accessibilità, efficienza e sicurezza
Il Piano d’Azione ONU per il decennio si articola attorno a quattro direttrici strategiche fondamentali, pensate per guidare i governi nazionali e il settore privato verso un’integrazione radicale delle tecnologie verdi e delle politiche inclusive. Il primo pilastro riguarda la decarbonizzazione accelerata, che richiede non solo l’elettrificazione dei mezzi leggeri e pesanti, ma anche l’adozione di carburanti alternativi, come l’idrogeno verde per il trasporto marittimo e aeronautico. Il secondo punto focale è l’accessibilità universale, intesa come il diritto imprescindibile di ogni individuo, indipendentemente dalla propria condizione socio-economica o geografica, di accedere a sistemi di trasporto sicuri ed economici. Il terzo pilastro punta all’efficienza del sistema logistico attraverso la digitalizzazione delle catene di fornitura, riducendo drasticamente gli spostamenti a vuoto e ottimizzando l’intermodalità. Infine, la sicurezza stradaleviene elevata a priorità globale, con l’obiettivo di dimezzare le vittime di incidenti mortali grazie all’adozione di standard infrastrutturali intelligenti e allo sviluppo di tecnologie di assistenza alla guida in grado di prevenire l’errore umano.
Decennio della Mobilità Sostenibile 2026-2035: il Piano d’Azione delle Nazioni Unite per trasformare il trasporto globale
Una strategia integrata per decarbonizzare la logistica, garantire l’accessibilità universale e potenziare la sicurezza stradale nel prossimo decennio
Cari professionisti della mobilità, esperti di pianificazione urbana e responsabili delle politiche di trasporto, le Nazioni Unite hanno ufficialmente lanciato il “Piano di Attuazione per il Decennio della Mobilità Sostenibile (2026-2035)”, un documento programmatico di portata storica destinato a riscrivere le regole dello spostamento di merci e persone a livello mondiale. Questo piano non si limita a delineare una serie di obiettivi ambientali ambiziosi, ma propone un approccio sistemico che unisce la necessità di azzerare le emissioni nocive all’urgenza di promuovere equità sociale, sicurezza stradale e resilienza economica. In un’epoca in cui la mobilità rappresenta oltre il 20% delle emissioni globali di gas serra, il mandato ONU è chiaro: il settore non deve più essere visto come una fonte di inquinamento, ma come il motore abilitante per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) entro il 2035.
I quattro pilastri della visione ONU: decarbonizzazione, accessibilità, efficienza e sicurezza
Il Piano d’Azione ONU per il decennio si articola attorno a quattro direttrici strategiche fondamentali, pensate per guidare i governi nazionali e il settore privato verso un’integrazione radicale delle tecnologie verdi e delle politiche inclusive. Il primo pilastro riguarda la decarbonizzazione accelerata, che richiede non solo l’elettrificazione dei mezzi leggeri e pesanti, ma anche l’adozione di carburanti alternativi, come l’idrogeno verde per il trasporto marittimo e aeronautico. Il secondo punto focale è l’accessibilità universale, intesa come il diritto imprescindibile di ogni individuo, indipendentemente dalla propria condizione socio-economica o geografica, di accedere a sistemi di trasporto sicuri ed economici. Il terzo pilastro punta all’efficienza del sistema logistico attraverso la digitalizzazione delle catene di fornitura, riducendo drasticamente gli spostamenti a vuoto e ottimizzando l’intermodalità. Infine, la sicurezza stradale viene elevata a priorità globale, con l’obiettivo di dimezzare le vittime di incidenti mortali grazie all’adozione di standard infrastrutturali intelligenti e allo sviluppo di tecnologie di assistenza alla guida in grado di prevenire l’errore umano.
L’integrazione delle tecnologie smart: digitalizzazione e intelligenza artificiale per il monitoraggio globale
Un elemento innovativo del piano ONU risiede nella centralità attribuita ai dati e alle infrastrutture digitali. Le Nazioni Unite incoraggiano tutti gli Stati membri ad adottare piattaforme di Smart Mobility capaci di raccogliere e analizzare in tempo reale i flussi di mobilità, riducendo le congestioni urbane attraverso algoritmi predittivi. Per i Mobility Manager aziendali, questa transizione verso il “trasporto definito dal software” implica la necessità di integrare i propri sistemi di gestione delle flotte con le reti di comunicazione pubbliche, permettendo ai veicoli di dialogare costantemente con le infrastrutture (V2I – Vehicle-to-Infrastructure). L’intelligenza artificiale, secondo il piano ONU, giocherà un ruolo fondamentale non solo nella protezione informatica contro attacchi di cybersecurity, ma anche nell’ottimizzazione del smart working e della logistica distributiva, minimizzando l’impronta carbonica di ogni singola consegna. La trasparenza dei dati diverrà il parametro cardine per misurare il successo di ogni piano di mobilità aziendale all’interno dei parametri ESG.
l ruolo del settore privato e la responsabilità dei Mobility Manager
Il Piano ONU sottolinea con forza che la responsabilità della transizione non ricade unicamente sui governi, ma richiede un partenariato solido con il settore privato. Le aziende sono chiamate a essere i primi attori nel testare modelli di mobilità condivisa e intermodale, riducendo il ricorso al possesso individuale del veicolo in favore di soluzioni di Mobility-as-a-Service (MaaS). Per i professionisti che si occupano di pianificazione dei viaggi aziendali, ciò significa ripensare radicalmente il PSCL (Piano Spostamenti Casa-Lavoro), orientandolo verso la multimodalità: incoraggiare l’uso di mezzi collettivi, implementare stazioni di ricarica in sede e incentivare il carpooling aziendale diventeranno indicatori di performance essenziali per le certificazioni di sostenibilità dell’impresa. Il Piano 2026-2035 invita esplicitamente a superare la frammentazione degli spostamenti privati, promuovendo il trasporto pubblico e la micro-mobilità elettrica come pilastri di una strategia aziendale consapevole e orientata al futuro.
Verso un 2035 resiliente: la mobilità come leva per la giustizia climatica globale
L’orizzonte del 2035, definito dal documento ONU, non è solo una data simbolica, ma rappresenta la scadenza entro cui il sistema dei trasporti globale dovrà dimostrare la propria resilienza di fronte agli impatti dei cambiamenti climatici. Il piano insiste sull’importanza di progettare infrastrutture capaci di resistere a eventi meteorologici estremi, dalla protezione dei porti dall’innalzamento del livello del mare alla garanzia di continuità operativa delle reti stradali durante ondate di calore prolungate. In questo scenario, ogni organizzazione è chiamata a integrare una visione di lungo periodo che preveda una mobilità capace di adattarsi alle nuove esigenze climatiche. Il raggiungimento degli obiettivi del piano porterà a città meno inquinate, più vivibili e capaci di generare una crescita economica diffusa, in cui la libertà di movimento non avverrà più a discapito della salute del pianeta. La sfida globale è aperta, e ogni singola strategia di mobilità, a partire da quella della nostra azienda, costituisce un tassello insostituibile per costruire la resilienza collettiva necessaria per i decenni a venire.
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Photo credit: Tom Fisk
















