Neo-mamme e lavoro: come gestire la flessibilità

Neo-mamme e lavoro

Condividi

Neo-mamme e lavoro: sfide di conciliazione, gestione dell’allattamento per le lavoratrici con neonati

Naturalmente l’attenzione delle aziende tende a concentrarsi esclusivamente sulla produttività all’interno dei confini fisici dell’ufficio o sulla gestione formale delle trasferte professionali e, spesso solo per obbligo normativo, sui tragitti quotidiani dell’organico. Tuttavia, esiste una dimensione quotidiana che incide profondamente sul benessere psicofisico di una categoria di dipendenti, sul clima aziendale e persino sull’efficienza operativa complessiva dell’impresa: il tragitto casa-lavoro delle neo-mamme. Il tempo trascorso lungo questo percorso pendolare non rappresenta più un semplice intervallo neutro tra le mura domestiche e la scrivania, ma si è trasformato in un indicatore critico di stress, stanchezza e consumo energetico particolarmente sollecitante per queste donne.

Il momento del rientro alla scrivania dopo il periodo di maternità rappresenta per moltissime donne un punto di svolta radicale. econdo quanto emerge da una ricerca promossa da Anker eufy e focalizzata sulle esperienze delle lavoratrici neo-mamme, l’arrivo di un figlio modifica in modo marcato la percezione del proprio percorso professionale per l’ottantacinque per cento delle intervistate. La quotidianità subisce un’accelerazione e un ribaltamento di prospettiva tali che quasi tre lavoratrici su quattro arrivano a contemplare l’ipotesi di ridimensionare l’orario di impegno, di intraprendere una transizione verso una mansione differente, di abbandonare temporaneamente l’impiego o di ricercare soluzioni contrattuali caratterizzate da maggiore agilità. La conciliazione tra i tempi della famiglia e le scadenze del business, unita alla gestione pratica dell’allattamento e alla ricerca di un equilibrio sostenibile, si confermano come le vere grandi sfide che le organizzazioni e le professioniste devono affrontare in questa delicata fase di transizione.

Il 75% vorrebbe una ridefinizione del rapporto con il lavoro

Entrando nel dettaglio dei dati raccolti dall’indagine, circa il 75% delle neomamme ha valutato concretamente di rimodulare il proprio legame con la carriera: il 34% ha preso in considerazione una contrazione dell’orario giornaliero, il 17% ha meditato un cambio di occupazione, il 13% ha valutato le dimissioni, mentre oltre il 10% si è attivato per trovare un’occupazione flessibile. Questo profondo ripensamento, tuttavia, non si traduce affatto nella volontà di estromettersi dal mercato del lavoro o di rinunciare alla propria realizzazione professionale. Al contrario, in uno scenario ideale privo di rigidi vincoli economici o organizzativi, oltre il 70% delle donne continuerebbe a lavorare, chiedendo però condizioni operative rinnovate: il 45% auspica di mantenere la propria posizione beneficiando di una spiccata flessibilità, mentre circa il 26% preferirebbe comprimere temporaneamente il carico lavorativo durante i primissimi anni di crescita del bambino. Soltanto una percentuale inferiore al decimo sceglierebbe di proseguire senza alcuna modifica rispetto al passato, confermando che il modello lavorativo tradizionale rigido non risponde più alle reali necessità delle famiglie moderne.

Gli ostacoli quotidiani e la maggiore flessibilità del tempo

L’attrito principale percepito al momento del rientro in ufficio risiede nella complessità logistica di far coesistere gli impegni professionali con la cura della prole, una criticità segnalata dal quarantadue per cento del campione. Di conseguenza, alla domanda su quali interventi potrebbero agevolare il reinserimento lavorativo, la richiesta prioritaria si concentra sugli strumenti orientati alla flessibilità temporale: oltre sei intervistate su dieci invocano orari elastici, smart working e modalità ibride, il tredici per cento auspica un reinserimento graduale e l’undici per cento richiede sussidi o sostegni economici per asili nido e servizi di babysitting. Un ruolo determinante è giocato anche dal clima aziendale: solamente il 12% delle neo-mamme avverte un supporto elevato da parte del proprio datore di lavoro, mentre ben il 40% dichiara di sentirsi scarsamente o per nulla sostenuta. In questo contesto, come sottolinea Lavinia Fogolari, Marketing Head di Anker, la maternità impone una rivoluzione nella gestione del tempo che richiede ascolto attivo e soluzioni tecnologiche capaci di adattarsi ai ritmi familiari, alleggerendo le incombenze quotidiane.

La sfida dell’allattamento sul luogo di lavoro tra vincoli organizzativi e innovazione tecnologica

Un capitolo particolarmente complesso del rientro professionale è rappresentato dalla gestione dell’allattamento, che per circa due terzi delle neo-mamme si scontra con barriere di natura squisitamente organizzativa e logistica piuttosto che con una carenza di volontà personale. Quasi il 30% del campione individua l’ostacolo principale nella difficoltà di coordinare pause, spostamenti e orari lavorativi, oltre il 20% lamenta la carenza di tempo effettivo durante la giornata e il 17% segnala la totale assenza di spazi adeguati e riservati nei luoghi di lavoro. Questa rigidità strutturale produce effetti tangibili: oltre il 30% delle donne giudica l’allattamento fondamentale ma estremamente difficile da coniugare con i ritmi d’ufficio, e una percentuale analoga di madri che avrebbero voluto proseguire l’esperienza si è vista costretta a ridurla o a interromperla anticipatamente.

Integrando l’analisi sull’impatto della maternità nel vissuto professionale, emergono ulteriori dettagli significativi legati non solo alle percentuali statistiche già esaminate, ma anche alle specifiche dichiarazioni istituzionali e alle risposte tecnologiche concepite per agevolare la transizione delle lavoratrici. Approfondendo il quadro delineato da Lavinia Fogolari, Marketing Head di Anker, emerge con forza come il tema dell’allattamento si intrecci in modo indissolubile con la ricerca di autonomia e flessibilità organizzativa. Per molte professioniste, poter gestire l’estrazione e l’allattamento in serenità richiede la disponibilità di strumenti tecnologici lineari e semplici da integrare nella routine quotidiana, specialmente durante le prime fasi del rientro in ufficio, dove ogni minuto guadagnato rappresenta un valore prezioso per la conciliazione dei tempi di vita.

Scopri anche:

PSCL e lavoratori con figli

Community aziendale e PSCL

Gestire la gestione nei parcheggi aziendali

Photo credit: Sarah Chai

Sull'autore

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

Accedi alla community

Inizia anche tu a condividere idee, competenze e informazioni con gli altri professionisti del travel e della mobilità

Ultimi articoli

Consulenza

Ebook

Prossimi corsi