Share This Post

Travel management

Ruolo e competenze del Mobility Manager

La figura professionale del Mobility Manager, lo sappiamo non ha ancora avuto riconosciuto nelle aziende e nella società, il giusto ruolo e la corretta considerazione che merita.

Ci sono, per fortuna, anche molti esempi positivi di aziende che già dai primi anni dell’entrata in vigore del decreto Ronchi, la normativa che introduceva il Mobility Manager  nelle aziende, hanno formalizzato la Figura fornendo strumenti e supporto adeguato all’attività e ai compiti che deve svolgere nell’ambito della mobilità aziendale.

I compiti del Mobility Manager

Che cosa deve fare in pratica il Mobility Manager?  Quali sono i suoi obiettivi?

“La madre di tutte le battaglie” del Mobility Manager è disincentivare l’uso dell’auto privata a favore dei mezzi pubblici o collettivi come il car pooling, dei mezzi di trasporto alternativi come la bicicletta tradizionale o a pedalata assistita; la creazione di navette aziendali  per consentire la diminuzione del traffico, delle emissioni di CO2 e una migliore accessibilità all’azienda.

Le cinque fasi del Mobility Management

Al fine di ottenere questo risultato l’attività di Mobility management si svolge in cinque fasi:

  • Analisi
  • Progettazione
  • Confronto
  • Applicazione
  • Revisione e miglioramento

L’analisi è il primo passo da fare. Attraverso la verifica dei servizi di Trasporto e dell’accessibilità del Sito, sia questo un’azienda o una scuola, Il Mobility Manager attraverso interviste, questionari e raccolta dati, rappresenta in forma analitica la mobilità aziendale o scolastica  esistente, traccia i percorsi effettuati  in relazioni ai flussi di persone in termine di tempi e numeri, per definire le aree su cui poter intervenire per diminuire l’utilizzo dell’auto privata.

Nella fase di progettazione  sono individuati le azioni e gli interventi possibili, per definire i Piani di Spostamento Casa /Lavoro PSCL o Casa/ Scuola, PSCS.

Le soluzioni e i progetti nella fase di confronto sono oggetto d’incontri organizzati sia con i lavoratori /studenti sia con i vertici aziendali, le Amministrazioni  Pubbliche e le aziende di trasporto. Le linee guide devono essere condivise e compresi i benefici derivanti dalle stesse da parte di tutti. I cambiamenti legati alla mobilità interagiscono sulle abitudini consolidate delle persone, rientrano nelle azioni considerate come “scelte personali/private”  e pertanto  non sempre accettate se non sono compresi i vantaggi e percepiti come tali da ogni singolo individuo.

Una scarsa o errata gestione della comunicazione in questa fase può determinare l’insuccesso dell’intero progetto di mobilità aziendale. Pertanto è determinate non trascurare nessun dettaglio. Maggiore è la condivisione e la partecipazione da parte degli interessati nella fase di confronto maggiore sarà il successo!

Molto meglio procedere per gradi, in un’ottica di continuo miglioramento piuttosto che provare a stravolgere da un giorno all’altro la mobilità aziendale/scolastica. Si ottengono maggiori risultati con la costanza e la perseveranza che con un grande sforzo limitato nel tempo!

Tuttavia le soluzioni condivise, le convenzioni stipulate e gli PSCL/PSCS devono essere nella fase di applicazione resi operativi. I benefici e i vantaggi, se saranno evidenti e resi pubblici, consentiranno nella fase di revisione e miglioramento e durante la stesura annuale dei nuovi Piani di spostamento di implementare, nuove soluzioni alternative all’uso dell’auto privata, fino si spera, al suo completo abbandono per la maggioranza dei viaggiatori.

Il Mobility Manager oggi ha a disposizione, a differenza di qualche anno fa, maggiori strumenti digitali ed App per promuovere e gestire la mobilità aziendale come ad esempio il Car pooling. Ha la possibilità di integrare nei piani di spostamento, l’utilizzo della flotta di auto aziendali o di utilizzare il Car sharing la cui diffusione  ormai capillare nelle grandi città consente un facile utilizzo. Senza dimenticare la possibilità di sfruttare gli accordi siglati negli ultimi tempi, tra le ferrovie ed i servizi di Bike e Car sharing, per favorire l’intermobilità dei pendolari.

Le competenze del Mobility Manager,

saranno nel futuro sempre più integrate con le competenze del Fleet Manager, il gestore delle flotte aziendali e con quelle del Travel Manager, il gestore delle trasferte. In questo modo sarà possibile organizzare, integrando le attività di mobility e travel, le trasferte dei dipendenti, razionalizzare ed efficentare le risorse disponibili come la flotta di auto aziendali, in ottica green, ecosostenibile con una notevole riduzione di costi.

Queste soluzioni renderanno possibile alle aziende di risparmiare non solo sui costi diretti, ma anche sui costi legati alla compensazione delle emissioni di Co2, ai costi sociali dovuti all’inquinamento e i costi riguardanti gli incidenti stradali in itinere, di risparmiare tasse sulle aree oggi destinate al parcheggio delle auto, spazio del tutto improduttivo, che potrà invece essere utilizzato per la produzione o dismesso e messo a ricavo.

Mobility Manager di area

Il Mobility Manager d’area ha un’importante funzione di coordinamento, e funge da intermediario tra tutte le differenti parti coinvolte. E’ la chiave di collegamento tra il livello politico e quello gestionale.

Gli obiettivi strategici dell’attività dell’ufficio del Mobility Manager d’area sono:

  • promozione del Mobility Management;
  • riduzione dell’uso individuale delle auto private;
  • riduzione della congestione stradale;
  • promozione e potenziamento del trasporto collettivo;
  • riduzione dei livelli d’inquinamento atmosferico ed acustico;
  • riduzione del numero di incidenti;
  • introduzione di servizi per la mobilità integrativi e innovativi e migliore organizzazione degli spostamenti sistematici.

Inoltre deve individuare e coinvolgere  le aziende e gli Enti tenuti a nominare i responsabili della mobilità aziendale; definire la metodologia di analisi degli spostamenti sistematici dei lavoratori delle aziende e degli enti coinvolti. Promuovere  iniziative e attività d’informazione riorganizzando della mobilità integrata e l’intermodalità tra i servizi. Definire delle linee di indirizzo per accordi con enti gestori dei servizi di trasporto e della sosta come il Park Pricing o la regolamentazione delle ZTL, Road Pricing. Infine,  monitora gli effetti delle attività proposte ed attivate comunicando all’Amministrazione Pubblica e alla società civile i risultati ottenuti.

Un Manager dotato di competenze trasversali come il Mobilty Manager, ha la professionalità di relazionarsi a tutti i livelli con grandi doti di comunicazione, ha la capacità di gestire processi integrati come le trasferte dei dipendenti che determinano il MOL dell’azienda, deve vedere, a sua volta. riconosciute e valorizzate le attività che svolge e il ruolo che riveste.

La scuola per i Mobility Manager

Per chi desideri sviluppare le competenze di Mobility Manager TFB Academy organizza ogni anno corsi di formazione professionale per Travel e Mobility Manager.  Qualificati esperti del mondo della formazione e della mobility aziendale, permettono di far raggiungere più facilmente gli obiettivi, per affrontare le nuove sfide e opportunità del mobility manager in Italia.


Share This Post

Ivano Gallino
Curioso di tutto ciò che mi circonda, mi piace trasferire le mie esperienze e conoscenze agli altri. Nella mia attività professionale mi sono da sempre occupato di mobility e travel. Ricoprendo diversi ruoli di responsabilità, ho sviluppato competenze nel marketing, nella gestione dei processi aziendali, nella comunicazione sui social media e nello sviluppo motivazionale delle risorse umane. Formatore iscritto all'albo professionale AIF, Associazione Italiana Formatori.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>