Turismo 2026 in Italia: 44% usa IA per organizzare un viaggio

Turismo 2026 in Italia

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Turismo 2026 in Italia: l’ospitalità cresce a 40,7 miliardi di euro (+5%) e i trasporti toccano quota 28,5 miliardi. Scopri trend, dati e l’impatto dell’AI

L’industria del turismo 2026 in Italia prosegue il suo cammino di sviluppo, trainata in primo luogo dall’afflusso internazionale e dalla forte spinta della digitalizzazione, mentre le preferenze dei vacanzieri risultano sempre più condizionate dall’instabilità geopolitica globale, dai fenomeni di sovraffollamento nelle mete di punta, dalle alterazioni climatiche e dall’avvento pervasivo dell’intelligenza artificiale. Sulla base delle stime preliminari elaborate dall’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, il valore complessivo dell’ospitalità ricettiva nel nostro Paese tocca quota 40,7 miliardi di euro, registrando un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Al contempo, il settore dei trasporti raggiunge i 28,5 miliardi di euro, segnando un progresso del 3%. Mostra invece una tendenza opposta il segmento del turismo organizzato, che flette del 2% attestandosi a 6,4 miliardi di euro (nello specifico, i tour operator si mantengono stabili a 3,5 miliardi con una lieve flessione dell’1%, mentre le agenzie di viaggio scendono a 5,2 miliardi registrando un calo del 5%). Di pari passo, la penetrazione dell’eCommerce consolida il proprio ruolo strategico, arrivando a coprire il 59% del mercato ricettivo e ben il 79% di quello dei trasporti, dove prevalgono nettamente le transazioni dirette rispetto all’intermediazione.

Le evidenze dell’indagine europea e l’impatto dei fattori esterni

Oltre ai dati contabili di mercato, l’edizione di quest’anno ha introdotto un’approfondita rilevazione basata su 7.590 interviste telematiche somministrate nel mese di agosto ad altrettanti viaggiatori residenti in quindici differenti nazioni europee, inclusa l’Italia. Tale studio, condotto con metodologia CAWI avvalendosi del panel Norstat, analizza le abitudini relative ai viaggi di piacere compiuti nel corso del 2026. Emerge chiaramente che il contesto internazionale condiziona fortemente le decisioni della domanda: il 52% del campione europeo afferma che la situazione geopolitica ha inciso sulle proprie scelte, generando un aumento della percezione di vulnerabilità e timori legati al carovita (percentuali particolarmente elevate si registrano in Italia, Portogallo, Irlanda, Grecia, Regno Unito e Spagna). In risposta a tale incertezza, il 37% dei viaggiatori italiani dichiara di aver evitato le aree ritenute rischiose, il 23% di aver optato per mete di prossimità e il 9% di aver inserito opzioni di cancellazione flessibile (a fronte rispettivamente del 32%, 18% e 6% calcolati sulla media dei quindici Paesi).

Non meno rilevanti sono i fattori ambientali e demografici: il 49% dei turisti europei tiene conto del sovraffollamento delle località prima di partire, mentre circa un quarto attribuisce un peso determinante ai cambiamenti climatici, con picchi marcati nelle aree mediterranee più esposte alle ondate di calore come Grecia, Portogallo e Italia.

Il ruolo centrale dell’Intelligenza Artificiale nelle scelte di viaggio

La tecnologia e l’intelligenza artificiale rivestono ormai un ruolo di primo piano nell’organizzazione delle vacanze, sebbene con tassi di adozione differenti a seconda dell’area geografica e dell’età degli utenti. Complessivamente, il 42% dei viaggiatori europei inclusi nell’indagine ha sfruttato strumenti basati sull’AI per pianificare la propria esperienza, con un primato marcato nell’Europa meridionale: la Grecia guida la classifica con il 61%, seguita da Spagna e Portogallo. In Italia la diffusione dell’AI nel turismo 2026 raggiunge il 44%, segnando un balzo in avanti di ben 11 punti percentuali rispetto al 2025. Per il 90% degli utenti italiani che ne fanno uso, tali soluzioni si rivelano preziose o addirittura indispensabili, concentrandosi soprattutto nelle fasi di ricerca informativa e di comparazione delle alternative, mentre l’impiego di agenti virtuali intelligenti per finalizzare transazioni di pagamento o prenotazioni dirette rimane ancora circoscritto. L’utilizzo di questi strumenti tecnologici si dimostra inoltre più frequente tra i soggetti con meno di 45 anni, con picchi di intensità d’uso nella fascia anagrafica compresa tra i 25 e i 54 anni.

Le analisi ufficiali e il quadro economico dei comparti

I dati completi sono stati illustrati a Rimini, in occasione del TTG Travel Experience 2026, nell’ambito del convegno intitolato “ViaggIAre: esistere nel viaggio, tra umano e artificiale”. Come sottolineato da Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, il 2026 certifica la solidità complessiva del comparto turistico italiano, pur evidenziando traiettorie divergenti tra le diverse filiere: la ricettività beneficia soprattutto della domanda internazionale (incoming in crescita del 4,8% nei primi sette mesi secondo l’ISTAT) e di una spinta inflattiva sui listini pari al 4,4%, mentre i trasporti crescono in modo più stabile e svincolato dai rincari (con tariffe aeree in calo del 6,1% e lievi variazioni per il noleggio auto e i collegamenti terrestri).

A completare lo scenario, Eleonora Lorenzini, Direttrice dell’Osservatorio, rimarca come il viaggiatore europeo risulti sempre meno riconducibile a uno standard omogeneo: la percezione del rischio, le motivazioni alla base della partenza e l’approccio all’innovazione digitale variano sensibilmente. Per le imprese e le destinazioni turistiche diventa pertanto imprescindibile offrire massima flessibilità, governare in modo sostenibile i flussi di visitatori e accompagnare la clientela lungo percorsi decisionali sempre più digitalizzati e smart.

Photo credit: Natasa Dav

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