Incentivi per biciclette e aziende: il ruolo dei fondi pubblici

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Gli incentivi per biciclette e le iniziative aziendali: come spingere le persone a recarsi al lavoro su due ruote? Scopri il progetto “Bike to Work”.

Le politiche per rendere più efficienti le infrastrutture e ridurre l’impatto ambientale della mobilità ricorre sempre più a strumenti finanziari innovativi destinati a coinvolgere investimenti privati, innovazioni tecnologiche e incentivi. Questo è il cuore dei due rapporti “Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità” e “Investire in infrastrutture: strumenti finanziari e sostenibilità” elaborati dalle Commissioni di studio istituite ad aprile 2021 dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini. Tra le politiche di mobilità legate alla transizione ecologica e la decarbonizzazione del settore dei trasporti giocano un ruolo centrale finanziamenti e bonus, tra questi ci sono gli incentivi per biciclette che vogliamo approfondire in questo articolo.   

Politiche di incentivazioni per una mobilità green

Le proposte innovative presentate nei due rapporti “Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità” e “Investire in infrastrutture: strumenti finanziari e sostenibilità” vogliono contribuire a definire strategie per la mobilità sostenibile coerenti con il Green Deal Europeo e gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU. I due rapporti elaborati dalle due commissioni illustrano gli impatti attuali e futuri della crisi climatica sulle infrastrutture e sui sistemi di trasporto nazionali e locali, fornendo indicazioni sulle linee da applicare per adattare il sistema delle infrastrutture alle esigenze climatiche e sulla tipologia di investimenti necessari. Gli investimenti dovranno quindi essere indirizzati verso l’estensione delle metropolitane e delle reti tranviarie, verso l’incremento dell’alta velocità, verso il miglioramento delle reti ferroviarie regionali, ma senza dimenticare il potenziamento del trasporto pubblico locale a basse emissioni, la realizzazione di piste ciclabili nelle città, lo sviluppo della rete di ricariche elettriche.

Nell’ottica delle politiche adatte ad agevolare la transizione ecologica sono necessarie anche forme di incentivazione, che siano sussidi o politiche fiscali, come un’agevolazione delle tariffe dei servizi di trasporto sulla base delle emissioni, il rafforzamento del green public procurement e la parziale detassazione degli investimenti sostenibili certificati. Importante è anche fornire degli incentivi alle aziende affinché promuovano spostamenti green tra i propri dipendenti.

Smart Mobility Report 2021 

Lo Smart Mobility Report 2021 ha evidenziato come uno degli ambiti in cui puntare è la mobilità su due ruote. Le biciclette elettriche stanno ridisegnando, insieme ai veicoli elettrici, il mondo della mobilità. In particolare il rapporto ha dedicato una particolare attenzione al tema dello “sharing”, che ha confermato nel 2020 una certa vitalità nel nostro paese.

Per dare qualche numero: il parco circolante di biciclette disponibili in sharing in Italia a fine 2020 è stato pari a 34.705veicoli: un + 4% rispetto al 2019. Se allarghiamo ulteriormente lo sguardo, il peso delle biciclette elettriche all’interno del parco circolante in condivisione italiano è passato dal 7% nel 2017 al 30% nel 2020. Si tratta di un’ottima opportunità per continuare ad investire in questo trend. D’altronde è altrettanto necessario mettere i cittadini nelle condizioni di scegliere le due ruote per spostarsi nell’area urbana. Insomma le realtà locali dovrebbero investire parallelamente in infrastrutture come piste ciclabili, flotte di veicoli sostenibili e incentivi per invogliare i cittadini a preferire una bicicletta all’automobile. 

I concetti di “sharing mobility” e di “green mobility” sono due valori da diffondere presso i cittadini. Megafono fondamentale in questo senso sono proprio le aziende che d’altro canto devono già per legge occuparsi di rendere gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti il più ecosostenibili possibile. Ecco perché l’offerta di bandi e incentivi per l’acquisizione di biciclette da includere nel parco veicoli aziendali è un potenziale propulsore alla riduzione dell’impatto ambientale collettivo. Ma come già accennato, buona parte delle loro strategie per una mobilità sostenibile sono limitate dalle concrete condizioni delle infrastrutture territoriali in cui sorgono le loro sedi.

Progetti comunali per finanziare gli spostamenti in bicicletta

Alcune iniziative sparse qua e là in Italia già lavorano per ridurre l’impatto ecologico degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti delle diverse aziende. Ad esempio il progetto “Bike to work” rientra tra le iniziative promosse dal Comune di Reggio Emilia per migliorare la qualità dell’aria e delle condizioni di vita in area urbana. Le aziende e gli enti locali che hanno aderito a questo progetto scelgono di stimolare i propri dipendenti ad incrementare i benefici ambientali e urbani scegliendo le due ruote per andare a lavoro. Il Mobility Manager, che ha il compito di pianificare, gestire e promuovere soluzioni di mobilità della propria azienda o ente, è il referente del progetto “Bike to work”.

Come funziona l’iniziativa? I lavoratori delle aziende aderenti si registrano su un’apposita app che permette di monitorare e verificare l’utilizzo effettivo della bicicletta messa a disposizione sul territorio e il chilometraggio percorso nel tragitto casa-lavoro per quantificare gli incentivi economici accumulati. I contributi vengono erogati direttamente al dipendente per 20 centesimi al chilometro e si può maturare un credito fino ad un massimo di 50 euro mensili. Per questa prima fase sperimentale di smart mobility management sono stati messi a disposizione oltre 150mila euro, di cui circa 100mila sono fondi regionali.

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