Cybercrime in viaggio di lavoro. Quanto siamo preparati?

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Qualche settimana fa un ladro è entrato in un hotel a Torino e ha rubato alla mia amica, che era in viaggio di lavoro, il personal computer.

In quel PC c’era la sua “Vita”: fotografie della nipotina, documenti personali, ma anche tante informazioni di carattere professionale. E sì, perché quando fai il libero professionista ti capita spesso di avere in un solo computer molte informazioni e di vario tipo.

Ma non poteva mettere il PC in cassaforte? Vi starete domandando…. Lo ha fatto! peccato che il ladro sia riuscito indisturbato anche a manomettere la cassaforte di quella stanza e di tante altre quella sera.

Ma in che cavolo di hotel è andata a dormire? In un albergo di grande catena, e di tutto rispetto! Uno di quelli che si usa frequentemente quando si viaggia per affari.

Quindi, non è una scelta di buon albergo o meno, perché la giornata sfortunata ti può sempre capitare.

Anche in questi giorni non si fa altro che parlare dei recenti attacchi ad Uber da parte di Hacker, tanto che il Garante della Privacy in Italia, Antonello Soro, ha espresso una forte preoccupazione per questa violazione che ha esposto i dati di 57 milioni di utenti in tutto il mondo.

Indirizzi e-mail, numeri di cellulare, informazioni personali e anche tante informazioni di carattere aziendale sono andate in pasto ad hacker.

Se pensiamo al mondo del Cybercrime e quello del Cyber Espionage questi hanno compreso, abbastanza di recente, quanto sia più “comodo” e semplice violare gli hotel o gli spazi comuni (aeroporti, centri congressi) e servizi di mobilità dove i VIAGGIATORI D’AFFARI si recano.

Quello che mi domando è:

I Corporate Travel e Mobility Manager sanno gestire questi aspetti nelle loro Travel Policy?

I viaggiatori sanno come comportarsi per prevenire questi incidenti?

cosa devono fare se capita loro un cybercrime durante una trasferta?

Questi crimini, anche mediante l’ausilio di mezzi informatici e di telecomunicazione, hanno lo scopo di acquisire illegalmente informazioni e di tramutarle in denaro.

Ma quanto il fattore umano è l’anello debole della protezione dei dati aziendali?

La mobilità dei dipendenti può dimostrarsi disastrosa se non è ben gestita.

Ecco perché il prossimo 5 dicembre 2017 Travel for business (la prima community dei business traveller italiana) ha organizzato a Milano un evento per aiutare i Travel Manager e chi si occupa di trasferte aziendali, a contribuire alla protezione dei dipendenti in viaggio e alla relativa sicurezza aziendale.

L’evento è organizzato con la collaborazione di

  • Roberto Obialero – Senior Cybersecurity Advisor – CTS Clusit
  • Chiara Ponti – Avvocato – Centro Studi di Informatica Giuridica
  • Guido Savio – Consulente, formatore organizzazione e processi aziendali

L’evento è gratuito per i membri della Community . Iscrizioni a numero chiuso, soggette a conferma.

Per iscriversi clicca il seguente link: https://www.travelforbusiness.it/2017/11/12/la-vulnerabilita-dei-viaggi-lavoro-iscriviti-allevento-5-dicembre-2017/

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In quel PC c’era la sua “Vita”: fotografie della nipotina, documenti personali, ma anche tante informazioni di carattere professionale. E sì, perché quando fai il libero professionista ti capita spesso di avere in un solo computer molte informazioni e di vario tipo.

Ma non poteva mettere il PC in cassaforte? Vi starete domandando…. Lo ha fatto! peccato che il ladro sia riuscito indisturbato anche a manomettere la cassaforte di quella stanza e di tante altre quella sera.

Ma in che cavolo di hotel è andata a dormire? In un albergo di grande catena, e di tutto rispetto! Uno di quelli che si usa frequentemente quando si viaggia per affari.

Quindi, non è una scelta di buon albergo o meno, perché la giornata sfortunata ti può sempre capitare.

Anche in questi giorni non si fa altro che parlare dei recenti attacchi ad Uber da parte di Hacker, tanto che il Garante della Privacy in Italia, Antonello Soro, ha espresso una forte preoccupazione per questa violazione che ha esposto i dati di 57 milioni di utenti in tutto il mondo.

Indirizzi e-mail, numeri di cellulare, informazioni personali e anche tante informazioni di carattere aziendale sono andate in pasto ad hacker.

Se pensiamo al mondo del Cybercrime e quello del Cyber Espionage questi hanno compreso, abbastanza di recente, quanto sia più “comodo” e semplice violare gli hotel o gli spazi comuni (aeroporti, centri congressi) e servizi di mobilità dove i VIAGGIATORI D’AFFARI si recano.

Quello che mi domando è:

I Corporate Travel e Mobility Manager sanno gestire questi aspetti nelle loro Travel Policy?

I viaggiatori sanno come comportarsi per prevenire questi incidenti?

cosa devono fare se capita loro un cybercrime durante una trasferta?

Questi crimini, anche mediante l’ausilio di mezzi informatici e di telecomunicazione, hanno lo scopo di acquisire illegalmente informazioni e di tramutarle in denaro.

Ma quanto il fattore umano è l’anello debole della protezione dei dati aziendali?

La mobilità dei dipendenti può dimostrarsi disastrosa se non è ben gestita.

Ecco perché il prossimo 5 dicembre 2017 Travel for business (la prima community dei business traveller italiana) ha organizzato a Milano un evento per aiutare i Travel Manager e chi si occupa di trasferte aziendali, a contribuire alla protezione dei dipendenti in viaggio e alla relativa sicurezza aziendale.

L’evento è organizzato con la collaborazione di

L’evento è gratuito per i membri della Community . Iscrizioni a numero chiuso, soggette a conferma.

Per iscriversi clicca il seguente link: https://www.travelforbusiness.it/2017/11/12/la-vulnerabilita-dei-viaggi-lavoro-iscriviti-allevento-5-dicembre-2017/