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ToggleCittà più sostenibili al mondo 2026: scopri la classifica del GDS-Index e il grande traguardo di Milano, unica città italiana nella top 20
Le città nel mondo stanno affrontando un cambiamento senza precedenti, cui contribuiscono notevolmente un turismo sempre più sfrenato e un’inurbamento che inficia sulla mobilità urbana e quindi, in ultima istanza, sulla vivibilità delle città. La necessità inderogabile è quindi di coniugare lo sviluppo economico con la tutela ambientale e la rigenerazione sociale. In questo scenario in continua evoluzione, il prestigioso Global Destination Sustainability Index (GDS-Index) ha pubblicato i risultati della sua undicesima edizione, fotografando un anno record per le destinazioni di tutto il mondo. Come evidenziato dai dati ufficiali dell’edizione 2026, il 74% delle città partecipanti ha migliorato le proprie performance complessive rispetto all’anno precedente, con punte di eccellenza ancora più marcate nella Top 10, dove la crescita media ha toccato l’89%. La competizione tra le città più sostenibili al mondo 2026 è diventata estremamente serrata: le soglie d’accesso e di mantenimento nella ambita classifica delle prime quaranta città globali non sono mai state così elevate, a dimostrazione del fatto che la sostenibilità non rappresenta più un obiettivo accessorio, ma il parametro fondamentale per definire la competitività e la resilienza futura dei grandi centri urbani e turistici.
I criteri di valutazione del GDS-Index e le eccellenze globali
Il Global Destination Sustainability Index costituisce il punto di riferimento internazionale più rigoroso per misurare e guidare le performance di sostenibilità di enti di gestione turistica, convention bureau e amministrazioni comunali. La metodologia di valutazione si basa su un quadro strutturato e basato sui dati che analizza quattro macro-aree chiave: la governance e la strategia delle Destination Management Organisations (DMO), l’impegno e la maturità sostenibile della filiera industriale e locale dei fornitori (compresi hotel, aeroporti, agenzie ed eventi), i miglioramenti legati al progresso sociale (che integrano indicatori di benessere, sicurezza, inclusività e integrazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU) e, infine, le performance ambientali vere e proprie. Quest’ultime esaminano con attenzione le politiche climatiche delle città, l’efficienza nella gestione delle risorse idriche ed energetiche, la qualità della mobilità pubblica, i livelli di inquinamento atmosferico e la tutela della biodiversità. Ecco i protagonisti dell’edizione 2026, tra conferme e nuove entrate.
l primato nordico: Helsinki, Göteborg e Copenaghen
In cima alla classifica globale trionfa per il terzo anno consecutivo Helsinki, che conquista la prima posizione assoluta grazie a un punteggio eccezionale guidato da un impegno straordinario della filiera locale e da politiche climatiche all’avanguardia. La capitale finlandese vanta una catena di fornitura turistica e congressuale vicinissima alla certificazione totale, con percentuali record di hotel, centri congressi e attrazioni dotati di riconoscimenti terzi di sostenibilità. Subito dopo, al secondo posto, si colloca Göteborg, la cui forza risiede nella stretta e virtuosa collaborazione tra l’ente di promozione turistica cittadino e il tessuto imprenditoriale locale, finalizzata a raggiungere obiettivi condivisi di neutralità climatica e gestione intelligente delle risorse. Sul gradino più basso del podio troviamo Copenhagen, che nel 2026 raccoglie i frutti della sua celebre strategia “Tourism for Good”, distinguendosi per un equilibrio perfetto tra eccellenti performance ambientali e una governance orientata alla qualità della vita dei residenti e dei visitatori.
L’eccellenza danese e britannica: Aarhus, Aalborg, Glasgow e Belfast
Proseguendo nella parte alta della graduatoria, la Danimarca conferma il suo straordinario fermento ecologico occupando la quarta e la quinta posizione rispettivamente con Aarhus e Aalborg. Aarhus si distingue per una pianificazione strategica rigorosa e un punteggio eccellente nella gestione dei fornitori e delle politiche di destinazione, mentre Aalborg mostra un rendimento ambientale particolarmente elevato, superiore persino a diversi competitor nordici. Spostandosi nel Regno Unito, Glasgow conquista il sesto posto confermandosi la prima città britannica della classe grazie a solide pratiche di gestione e a un forte focus sulle performance ecologiche. Poco più sotto, all’ottavo posto, troviamo Belfast, la quale ha impresso una svolta radicale alle proprie politiche urbane grazie alla sua Resilience Strategy, un piano climatico strutturato su trenta programmi di trasformazione volti a traghettare la città verso un’economia inclusiva e a zero emissioni nel giro di una generazione.
L’espansione globale: Sydney, Montréal e Reykjavík
La Top 10 del 2026 accoglie con grande rilievo anche rappresentanti extraeuropee e nordiche d’eccellenza. Al settimo posto si inserisce Sydney, che conquista per la prima volta i vertici della classifica globale grazie a un balzo in avanti straordinario nelle categorie di performance ambientale, rappresentando l’unica realtà dell’Oceania nell’élite mondiale. Nona in classifica è Montréal, il cui percorso virtuoso poggia sul piano strategico “Montréal 2030”, imperniato su quattro pilastri fondamentali: l’accelerazione della transizione ecologica, il rafforzamento della solidarietà e dell’inclusione sociale, la partecipazione democratica e il sostegno all’economia circolare. Chiude la prestigiosa top ten Reykjavík, la capitale islandese che eccelle in modo particolare sul fronte del progresso sociale, dell’uguaglianza e della qualità della vita. La città unisce una geografia unica, fondata sull’utilizzo massiccio di energia pulita e su risorse idriche incontaminate, a primati storici in materia di parità di diritti, coesione sociale e benessere della comunità.
Il grande traguardo di Milano: l’unica città italiana nella Top 20 mondiale
La vera notizia di rilievo per il panorama nazionale e per gli operatori del settore risiede nell’ingresso e nella conferma di Milano all’interno dell’elenco d’elite del GDS-Index. Il capoluogo lombardo si distingue infatti come l’unica città italiana a figurare stabilmente tra le prime quaranta destinazioni più sostenibili al mondo, posizionandosi con autorevolezza all’interno della top 20 globale (precisamente al ventesimo posto). Questo straordinario riconoscimento premia gli sforzi profusi negli ultimi anni dall’amministrazione comunale, dagli operatori turistici e dalle aziende locali nell’implementazione di politiche avanzate di transizione ecologica, riqualificazione urbana e promozione della mobilità dolce e collettiva. Milano ha saputo dimostrare che una grande metropoli economica e finanziaria può trasformare il proprio modello di sviluppo urbano in chiave rigenerativa, investendo in infrastrutture per il trasporto pubblico a basse emissioni, nella valorizzazione delle aree verdi, nella digitalizzazione dei servizi e in una filiera congressuale e ricettiva sempre più attenta ai parametri ESG (Environmental, Social, and Governance).
Mobilità sostenibile e prospettive per il business travel e il turismo
Il successo di Milano all’interno del GDS-Index offre spunti di riflessione fondamentali anche per il mondo del corporate travel e del mobility management aziendale. La transizione di una grande metropoli verso standard elevati di sostenibilità ambientale e sociale incide direttamente sulla qualità della vita dei lavoratori, dei pendolari e dei viaggiatori d’affari. Un sistema di mobilità urbana efficiente, basato sull’intermodalità, sulla riduzione della dipendenza dai veicoli privati a combustione interna e sulla diffusione di servizi di sharing mobility avanzati, riduce drasticamente lo stress quotidiano e migliora la produttività aziendale. Per i mobility manager e le imprese che operano sul territorio milanese, la presenza della città nell’élite globale della sostenibilità rappresenta un’opportunità straordinaria per allineare le proprie policy di viaggio e i Piani Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL) agli obiettivi di transizione ecologica promossi a livello internazionale. Continuare a investire in pratiche di mobilità attiva, flessibilità e scelte di viaggio a basse emissioni non significa soltanto contribuire al mantenimento di questi prestigiosi traguardi globali, ma costruire un futuro lavorativo più sano, efficiente e a misura d’uomo.
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Photo credit: Francesco Ungaro















