Per molto tempo il viaggio d’affari ha avuto un indirizzo quasi obbligato: l’hotel. Una camera, una sala meeting, una colazione veloce e, quando possibile, un ristorante interno per la cena di lavoro. Un modello funzionale, ma costruito intorno a una concezione del lavoro nella quale il luogo aveva un ruolo centrale.
Oggi quella logica sta cambiando.
La diffusione del lavoro ibrido, la crescita dei professionisti digitali, la maggiore attenzione al benessere delle persone e la necessità delle aziende di creare occasioni di incontro realmente significative stanno modificando anche il modo di concepire il business travel. Il viaggio aziendale non è più soltanto uno spostamento necessario per partecipare a una riunione: sempre più spesso diventa un’esperienza capace di combinare lavoro, relazione, formazione, networking e tempo libero.
È in questo scenario che le strutture open air possono diventare un’alternativa interessante all’hotellerie tradizionale.
È qui che sta prendendo forma una trasformazione interessante del turismo business.
Perché chi arriva a Rimini per lavorare non cerca necessariamente più soltanto un hotel.
Cerca un’esperienza.
A Rimini il caso Marketers World racconta una nuova generazione di viaggi di lavoro: non più soltanto camere e sale congressi, ma villaggi, community, natura e spazi per lavorare. Il modello open air di Club del Sole intercetta la crescita di nomadi digitali, workation e retreat aziendali.
Sommario
ToggleIl caso Marketers World
Un esempio arriva proprio da Rimini con Marketers World, appuntamento dedicato al mondo del marketing, dell’imprenditoria digitale e dei creator.
L’evento, che dal 2018 si svolge a Rimini, non si limita più alla dimensione congressuale. Attorno al programma professionale si è sviluppata una vera esperienza di community, con il Marketers Village: un luogo nel quale i partecipanti possono vivere insieme per più giorni, prolungando il tempo dell’evento oltre le sessioni sul palco.
È un cambio di prospettiva importante.
Il congresso rimane il momento centrale, ma l’esperienza comincia prima e finisce dopo.
Nel 2025 il Marketers Village ha portato questa logica all’interno di una struttura sul mare, trasformando l’ospitalità in una parte integrante dell’evento. La formula mette insieme accommodation, socialità, networking e vita quotidiana.
In altre parole, il villaggio diventa una sorta di campus temporaneo della community.
E il concetto di campus è forse quello che meglio descrive la nuova generazione del business travel.
Il successo di format come questo non può essere spiegato soltanto con il desiderio di stare all’aria aperta. C’è un fattore più profondo: la ricerca di relazioni.
Il lavoro digitale ha moltiplicato le possibilità di connessione, ma ha anche reso più rare alcune forme di socialità professionale spontanea. Per chi lavora da remoto o costruisce la propria attività online, incontrare fisicamente persone che condividono interessi, competenze e obiettivi può avere un valore enorme.
È una delle ragioni per cui il fenomeno dei nomadi digitali si sta evolvendo.
Il nomade digitale non è necessariamente più la persona che cambia città ogni settimana. È sempre più spesso un professionista che sceglie una destinazione per qualche settimana o qualche mese e cerca un ambiente nel quale lavorare, vivere e costruire relazioni.
Da qui nasce la contaminazione tra digital nomadism, coworking, coliving e workation.
E da qui arriva anche una nuova opportunità per il turismo.
Dal glamping al working glamping
Se il glamping ha portato comfort e design all’interno del campeggio, il passo successivo è utilizzare la stessa infrastruttura per ripensare il modo di lavorare durante un soggiorno.
È il principio alla base di Workin’Glamp, il format sviluppato da Club del Sole per il segmento MICE.
L’idea è portare meeting, formazione e attività di team building fuori dagli spazi congressuali tradizionali, utilizzando accommodation, verande, giardini e spazi naturali come ambienti di lavoro.
Non significa semplicemente mettere una connessione Wi-Fi dentro una lodge.
Significa riprogettare il meeting.
Una veranda può diventare una breakout room. Un prato può ospitare un workshop. Una passeggiata può trasformarsi in un walking meeting. Un’area verde può diventare lo spazio per una sessione di brainstorming.
Il progetto propone, tra gli altri, format come il Breakout Balcony, il Garden Circle, il Nature World Café e il Walking Meeting.
La natura, quindi, smette di essere lo sfondo dell’evento.
Diventa parte della metodologia di lavoro.
CHE COS’È IL WORKING GLAMPING?
Il working glamping (https://www.travelforbusiness.it/workinglamp-lout-of-office-unconventional-di-cui-si-sentiva-il-bisogno/ )è l’evoluzione del glamping applicata al mondo professionale.
La formula combina:
- accommodation open air di fascia medio-alta;
- spazi per meeting e formazione;
- connettività e tecnologia;
- ristorazione;
- attività outdoor;
- wellness e sport;
- team building;
- momenti di networking informale.
L’obiettivo è creare un’esperienza nella quale lavoro, ospitalità e socialità convivano nello stesso luogo.
Per le aziende significa poter organizzare retreat, incentive, convention e attività di team building in un contesto meno formale rispetto all’hotel e più orientato alla relazione.
Il valore per le aziende
Il punto non è stabilire se un villaggio open air sia “migliore” di un hotel.
I due prodotti rispondono a esigenze differenti.
L’hotel resta imbattibile quando servono centralità urbana, elevata standardizzazione, soggiorni brevi e meeting tradizionali.
L’open air introduce invece un’altra dimensione: quella dell’esperienza collettiva.
Per un’azienda può significare trasformare un semplice viaggio di lavoro in un retreat aziendale. Un gruppo arriva, soggiorna nello stesso luogo, lavora, mangia, si confronta e trascorre insieme anche il tempo libero.
La separazione tra orario di lavoro e momento informale diventa meno rigida.
E proprio questa contaminazione può essere preziosa per attività di team building, formazione manageriale, onboarding, innovation workshop e iniziative dedicate alla cultura aziendale.
C’è poi il tema del wellbeing. Lavorare per alcuni giorni in un contesto naturale, alternando momenti concentrati a movimento e attività all’aperto, risponde alla crescente attenzione delle aziende verso il benessere delle persone. L’evento non è più soltanto qualcosa da organizzare. Diventa uno strumento di engagement e retention.
Il cambiamento può essere letto anche dal punto di vista dell’organizzazione degli eventi.
Il MICE tradizionale tende a separare nettamente le funzioni: hotel per dormire, centro congressi per lavorare, ristorante per mangiare, attività esterne per il tempo libero.
Il format open air prova invece a riunire tutto nello stesso ecosistema.
È una logica che semplifica l’organizzazione e, nello stesso tempo, aumenta le occasioni di incontro.
La struttura diventa una piccola città temporanea. Ci sono luoghi privati, come le accommodation, e luoghi pubblici, come ristoranti, piscine, aree verdi e spazi meeting.
Ci sono momenti formali e momenti informali. E soprattutto c’è continuità.
Per le aziende con team giovani, organizzazioni ibride, community digitali e una forte cultura aziendale, il valore sarà nella possibilità di vivere insieme per qualche giorno.
È una tendenza che il mondo corporate farebbe bene a osservare.
Perché quando cambiano le modalità con cui lavoriamo, inevitabilmente cambiano anche i luoghi nei quali scegliamo di incontrarci.
La mappa di Club del Sole
Il caso di Rimini si inserisce in una rete molto più ampia.
Club del Sole conta oggi strutture in diverse regioni italiane e ha costruito un’offerta che comprende Family Resort, Family Collection, Boutique Resort ed Easy Camping Village.
La rete consente di leggere l’open air non più come un prodotto stagionale esclusivamente balneare, ma come una piattaforma che può adattarsi a diversi segmenti del turismo contemporaneo.
È soprattutto la Romagna a mostrare come il modello possa incrociare turismo leisure e turismo professionale: il territorio dispone di infrastrutture congressuali, aeroporto, rete ferroviaria e una lunga tradizione nell’accoglienza di eventi.
La rete prosegue lungo la costa toscana, dove il paesaggio diventa parte integrante dell’esperienza: mare, natura, enogastronomia e cultura possono essere combinati con programmi di retreat e incentive.
Nelle Marche, Le Mimose Family Resort è particolarmente interessante per il mercato business perché dispone di spazi destinati anche a meeting, conferenze ed eventi.
Tenuta Primero Grado Family Resort, in Friuli, rappresenta una scala particolarmente interessante per retreat aziendali più raccolti, dove il gruppo e la dimensione relazionale diventano centrali. Le strutture sul lago di Garda hanno una dimensione adatta a incentive e attività outdoor, con una forte componente internazionale.
Non solo mare e non solo estate. La rete arriva anche in montagna, con tre strutture in Trentino Alto Adige.















