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Travel management

Quanto conta per un Travel Manager il benessere dei viaggiatori?

Oggi un Travel Manager non ha più solo la responsabilità di ricercare nuove strategie di monitoraggio e contenimento dei costi di gestione dei viaggi aziendali. La globalizzazione ha incentivato il mercato dei viaggi d’affari, rendendo le aziende sempre più dinamiche e dislocate in molti Paesi del mondo. Inoltre, le innovazioni tecnologiche, il rispetto degli standard di sicurezza e la maggiore sensibilità verso un approccio green ha portato il settore dei viaggi aziendali ad un cambiamento irreversibile. Di conseguenza, la crescente richiesta di viaggi d’affari che inseriscano programmi di benessere ha reso il ruolo del Travel Manager sempre più strutturato e complesso. Secondo le nuove tendenze il benessere del viaggiatore d’affari è tra le maggiori priorità del 2020.

Il benessere del viaggiatore tra le maggiori priorità del 2020

Un recente sondaggio della BCD Travel condotto su 53 Travel Manager di tutto il mondo ha messo in luce un aspetto importante. Dall’ indagine è emerso che il benessere e la soddisfazione dei viaggiatori è la terza priorità dei Travel Manager, dopo il controllo dei costi ed il dovere di cura. Misurare la soddisfazione dei viaggiatori attraverso canali interni aziendali, lavorando per esempio con le risorse umane e utilizzando sondaggi formali o informali per ottenere dei feeback, aiuta il Travel Manager a migliorare le politiche di viaggio. Un lavoro efficace può far emergere le esigenze dei viaggiatori in modo coerente e tangibile. L’attività del Travel Manager, in questi termini, è in grado di fornire le linee guida e mettere in atto programmi a supporto del benessere dei viaggiatori.

Tuttavia, il contenimento dei costi di gestione dei viaggi potrebbe dare un taglio a questi programmi, ma è qui che entra in gioco il ruolo del Travel Manager. Come dichiara Jorge Cruz, vice presidente esecutivo, vendite globali e marketing presso BCD Travel: “identificare le opportunità che posizionano il loro programma di viaggio come motore di innovazione” per l’azienda. “Contribuendo a un programma di benessere per viaggiatori che mantiene soddisfatti viaggiatori frequenti come gli addetti alle vendite, i Travel Manager possono aiutare un’azienda a superare la concorrenza e quindi a creare un effetto molto più ampio dei soli viaggiatori felici“. Queste azioni aprono ampi scenari di opportunità. Esporre all’interno di un’azienda quelle che oggi vengono definite priorità, è prendersi cura dell’azienda e dei disagi che a volte un viaggiatore d’affari deve affrontare.

I fattori di stress di un viaggiatore d’affari

Recenti studi condotti da Capita Travel and Events hanno affermato che “Su tutta la forza lavoro e sull’intera popolazione, si tratta di un numero enorme di persone la cui salute soffre per la mancanza di viaggi intelligenti per lavoro”. Va considerato che la vita frenetica di un viaggiatore potrebbe essere fonte di stress non solo fisico ma soprattutto mentale. I fattori di disagio di un viaggiatore possono essere diversi. Mantenere uno stile di vita sano durante una trasferta di lavoro diventa difficile. Il jat lag, la mancanza di esercizio fisico e una cattiva alimentazione possono essere tra i fattori di stress. Ma già durante la pianificazione e la programmazione di un viaggio il dipendente è sottoposto a stress emotivo.

La psicologa comportamentale presso Capita Travel and Events, Jonti Dalal-Small, sottolinea questo aspetto: “Per molti, i viaggi di lavoro erano elettrizzanti, ma per la maggior parte delle persone ora è un vero lavoro di routine. Invece di essere un’avventura, provoca terrore, incertezza e ogni sorta di problemi”.

Anche la senior manager Natalia Tretyakevich di BCD Travel, afferma che nel sondaggio “ricerca e intelligence “ si evidenzia che i viaggi aziendali sono “tutt’altro che affari come al solito” e possono essere “estenuanti” per il personale. Inoltre dichiara che: “i viaggiatori d’affari devono affrontare le interruzioni e le incertezze della navigazione in territori sconosciuti. Stare lontano dalle comodità di un ambiente familiare influenza il loro benessere e felicità ”.

Pertanto molte aziende stanno valutando programmi e iniziative di salute e benessere. Un passo importante per la costruzione di una cultura aziendale più vicina alle buone pratiche di Duty of Care.

Una cultura aziendale più vicina al benessere dei viaggiatore d’affari

L’ultimo sondaggio annuale dell’ ITM (Institute of Travel Management) in collaborazione con FCM (Travel Solutions) ha posto alcune domande circa il benessere del viaggiatore all’ interno delle organizzazioni aziendali. Anche se la politica di viaggio delle aziende sta facendo i primi passi con grandi difficoltà, abbiamo i primi risultati positivi. Il 5% dei risultati affermano che le aziende siano riuscite ad integrare programmi mirati al benessere dei loro dipendenti. Mentre il 16% ha dichiarato di utilizzare nella propria organizzazione un criterio più coerente e proattivo. Dalle affermazioni di Graham Ross, direttore generale del Regno Unito, FCM Travel Solutions si sottolinea che: “Il benessere è un problema importante nella società in generale e stiamo assistendo a un colpo alla porta nei viaggi d’affari. Dopo molte discussioni sull’argomento negli ultimi due anni, stiamo assistendo alla trasformazione delle conversazioni in azioni”.


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