Visto Affari USA, programma VWP, ESTA e Paesi in Black List. Come richiedere il visto per gli Stati Uniti per chi viaggia per lavoro

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Riprendiamo la rubrica dedicata ai Visti Business – viaggi per lavoro – questa volta per gli Stati Uniti; trattando con una Super-potenza mondiale dove spesso e volentieri, tutti i Manager riescono a ritrovarsi, per qualche meeting oltre oceano o per visitare la famosa Silicon Valley.

I visti non-immigranti si rivolgono a coloro che desiderano recarsi negli Stati Uniti per un periodo di tempo limitato e poi rientrare in Italia o nel proprio paese di residenza, il classico visto B1 è quello dedicato ai viaggiatori per affari.

Dividerò in due le procedure: la prima tratterà il Manager viaggiatore occasionale, che non ha un passaporto avente paesi in Black list, la seconda tratterà il viaggiatore “scafato” che attraversa il mondo in lungo e in largo.

Scelgo un linguaggio semplice, appositamente, poiché per le consulenze tecniche ci sono altre sedi e organizzazioni opportune, ma se avete dubbi e volete sapere come svolgo il mio lavoro per conto della mia azienda ….scrivetemi pure i vostri commenti.

Il Viaggiatore con passaporto semplice (no paesi problematici)

In alcuni casi, potete viaggiare verso gli Stati Uniti SENZA un visto rientrando nei paesi che aderiscono al Visa Waiver Program, reperibili dal sito https://it.usembassy.gov/it/visti/visa-waiver-program/.

I Paesi che aderiscono al Programma “Viaggio senza Visto” sono: Andorra, Australia, Austria, Belgio, Brunei, Cile, Corea del Sud, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Monaco, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, San Marino, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Ungheria.

Il Programma Viaggio senza Visto consente ai cittadini di alcuni paesi di recarsi negli U.S.A. per turismo o per affari (incontri o conferenze) per un soggiorno di massimo 90 giorni senza visto, purché siano in possesso di determinati requisiti. Non va bene, se si intende recarsi in America per missioni lavorative continuative, superiori ai 90gg.

I cittadini di Paesi che aderiscono al programma VWP continueranno ad essere idonei a viaggiare senza l’obbligo di visto, anche se dovranno ottenerne l’autorizzazione prima di mettersi in viaggio verso gli Stati Uniti.

Come si ottiene tale autorizzazione?

Tramite compilazione modulo: ESTA Il Sistema Elettronico per l’Autorizzazione al Viaggio, è un sistema automatico utilizzato per determinare l’idoneità dei viaggiatori a recarsi negli Stati Uniti ai sensi del Visa Waiver Program (VWP). Costo del modulo (ad oggi, 19 novembre ’18): 14$; non usate agenzie compilatelo dal sito seguendo istruzioni, è alla portata di tutti, e vi risparmiate qualche costo accessorio.

Specifico però che il permesso ESTA non è un visto, in quanto non soddisfa i requisiti legali facenti le veci di un regolare visto USA, laddove richiesto. I viaggiatori in possesso di un regolare visto USA non sono tenuti a richiedere il permesso ESTA, e sono comunque autorizzati a recarsi negli Stati Uniti solo per gli scopi per i quali il visto stesso è stato emesso.

Va tenuto presente che il regolare visto e il permesso ESTA non garantiscono comunque l’ingresso negli Stati Uniti. L’autorizzazione ESTA ha una validità di 2 anni, oppure fino al momento della scadenza del passaporto ad essa associato, se precedente al periodo di scadenza ordinaria. Spesso viene richiesto durante i controlli aeroportuali: consiglio di tenerlo sempre a portata di mano. SE L’AUTORIZZAZIONE ESTA VIENE NEGATA, BISOGNERA’ PROCEDER CON LA RICHIESTA VISTO, PERTANTO SEGUIRE PROCEDURA di seguito identificata come GLOBE TROTTER.

Ricapitolando:

PASSAPORTO IN CORSO DI VALIDITA’, MODULO ESTA COMPILATO ON LINE, PAGAMENTO DELLA TASSA e biglietteria aerea + prenotazione hotel già effettuata.

Il Viaggiatore Globe-Trotter per gli Stati Uniti (con passaporto avente paesi in Black List)

Dobbiamo dare una contestualizzazione al paese: L’America, è un po’ come il MC-DONALDS sulla bocca di tutti. Il nuovo governo ha dato una svolta protezionista al paese e identificando perfino i loro stessi vicini di casa, i poveri messicani che smuovono la loro economica, come indesiderati. Viene identificato tutto, come “Potenziale minaccia per la sicurezza e il benessere degli Stati Uniti”.

Quindi non facciamoci cogliere impreparati e stiamo molto attenti alla compilazione della documentazione, per l’ingresso negli States. Vi renderete conto leggendo che un Mutuo in banca, richiede le stesse documentazioni.

Consiglio di presentare richiesta di visto con largo anticipo, nell’eventualità si rendano necessarie delle procedure aggiuntive. I viaggiatori con un viaggio imminente possono richiedere un appuntamento urgente. Per richiedere un appuntamento urgente per il visto, fissare prima un appuntamento regolare alla più vicina data disponibile.

Tipo di Visto per ingresso negli Stati Uniti

Resta fondamentale stabilire il tipo di visto per il quale dovete presentare domanda, in modo da identificare quali documenti vanno allegati e le modalità di richiesta.

Il più utilizzato è quello Affari, turismo e cure mediche:
I visti di categoria B (B1, B2, e B1/B2) sono destinati a coloro che intendono recarsi negli USA per affari, turismo o per sottoporsi a cure mediche, ma non hanno titolo per usufruire del Visa Waiver Program (Programma “viaggio senza visto”).

  • Se intendete recarvi negli USA per affari o per partecipare a meeting o conferenze, avete bisogno di un visto di categoria B1.
  • Se intendete recarvi negli USA come turista o per sottoporvi a delle cure mediche, avete bisogno di un visto di categoria B2.

Oppure quello di Transito:
Se intendete transitare attraverso gli USA prima di raggiungere un altro paese come destinazione finale, avete bisogno di visto di categoria C1.

I cittadini che hanno bisogno di visto USA devono seguire questo iter:

-Completare il modulo DS-160 online, accessibile al link https://ceac.state.gov/genniv/ e stampare la pagina di conferma; tale modulo vi richiederà dati anagrafici, famigliari, lavorativi e indicazioni di massima su cosa fate per vivere e un elenco di domande a risposta chiusa (y/n).  I moduli DS-160 con il codice a barre incompleto o errato non possono essere accettati, è dunque obbligatorio stampare il modulo nuovamente e con il codice a barre corretto.
-Registrarsi al sito: https://usvisa-info.com ;
-Pagare la tariffa consolare non rimborsabile (MRV) online;
-Prenotare un appuntamento per la data prescelta; I consolati presenti in Italia si trovano a Roma, Milano, Firenze e Napoli. Ovviamente i primi due sono quelli più congestionati, per le pratiche urgenti suggerisco di controllare agende, delle ultime due sedi indicate.

Presentarsi al colloquio in Consolato americano con la documentazione necessaria:

DS-160, Passaporto in corso, fototessera su sfondo bianco 5X5 cm degli ultimi sei mesi (non quelle belle, di quanto avevamo vent’anni per intenderci), ALTRA DOCUMENTAZIONE di supporto che dimostri il proprio stato economico, sociale e famigliare in Italia (stato di famiglia, certificato di residenza, ultime tre buste paghe, contratto d’assunzione) e la motivazione del viaggio (lettera d’invito della società ospitante o lettera su carta intestata del proprio datore di lavoro che indichi come mai vi recate in U.S.A. e che saranno a suo carico tutte le spese di viaggio)

Dopo un’attenta analisi documentale, il funzionario consolare si pronuncerà positivamente o negativamente sulla richiesta di visto. Andranno depositate le impronte digitali presso il consolato e può accedere alle sedi consolari solo colui che richiede l’appuntamento, no deleghe.

Se la richiesta è accettata il passaporto verrà trattenuto in Consolato per l’emissione del visto e dopo circa 48/72 ore, verrà rispedito ad un indirizzo concordato in fase di presa dell’appuntamento.
Se la richiesta è respinta verrà immediatamente riconsegnato il passaporto al proprietario.

Avere un doppio passaporto, permette di usare per i viaggi in America, il passaporto dedicato a paesi più delicati come Emirati Arabi e similari, il secondo passaporto per i viaggi ordinari.

Tenendo conto che rifare il passaporto o richiederne un secondo in teoria non esenta a rispondere alla domanda specifica presente sul modello Esta riguardo i viaggi effettuati in vari paesi, tra cui l’Iran, dopo il 1/3/2011.
Se si risponde di Sì a quella domanda l’autorizzazione non viene concessa, se risponde di No avendo timbri sul secondo passaporto di paesi a rischio, si sta dichiarando il falso e ad oggi non ci è dato sapere se gli americani possono sapere di eventuali viaggi fatti in Iran. Quindi io consiglio, un po’ di pazienza e seguire le procedure di richiesta visto, presentandosi in consolato per l’intervista.

Essendo una pratica piuttosto complessa, ci sono uffici e società appositi che a fronte di un compenso effettuano l’iter sopra indicato. Non sono garanzia di ottenimento visto, ma in caso di ufficio viaggi al limite del multi-tasking, possono esser una valida alternativa.

Vi ringrazio nuovamente per l’attenzione, e a presto

Anna Vessuti – Ambassador AITMM PIEMONTE OVEST

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