La tavola rotonda sul business travel green testimonia le azioni concrete per la mobilità sostenibile

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Sostenibilità è la parola chiave dei prossimi anni e il settore dei viaggi non può non tenerne conto. Come, è il nodo da definire per poter trovare un equilibrio efficiente e valorizzante tra le esigenze del business e tutela del Pianeta. Il tema del Business Travel: modelli per la sostenibilità ambientale e sociale è stato al centro della tavola rotonda di giovedì 29 gennaio, moderata da Rosemarie Caglia di Travel for business, alla fiera Geco Green Tourism, Mobility & Energy Expo. Video completo al fondo dell’articolo

“I risultati dell’indagine “Business travel: modelli per la sostenibilità ambientale e sociale” condotta dalla nostra divisione Research insieme ad Alma Travel sono stati lo spunto per partire dai dati per confrontarsi con le aziende partecipanti al dibattito” ha commentato Rosemarie Caglia.

“La ricerca scatta una fotografia chiara dello stato dell’arte delle aziende italiane sulla gestione dei viaggi green e sostenibili: da un lato la consapevolezza dell’importanza di una maggiore attenzione all’ambiente, dall’altro la difficoltà di renderla concreta nelle pratiche aziendali e nelle trasferte. Una dicotomia fra intenzioni e prassi da superare affinché anche il mondo dei viaggi aziendali si possa definire realmente sostenibile” ha aggiunto.

Alma Travel e la certificazione Esg

È stato Riccardo Ricci, Business Travel Manager di Alma Travel, agenzia di viaggi di Roma con mezzo secolo di storia, a portare la testimonianza dell’azienda che da sempre ha creduto ed investito nella sostenibilità: prime tra le Travel Management Company certificate ISO 9001 e ISO 14001, oggi è la prima agenzia in Italia certificata Esg con rating A. “Perché abbiamo deciso di intraprendere il percorso virtuoso verso un modello di business sostenibile? Dall’insegnamento che traiamo dai nostri clienti. Ci siamo sempre messi in ascolto delle loro esigenze e da questi abbiamo imparato molto – ha spiegato -. Se sono qui oggi, devo ringraziare Legambiente che da oltre quarant’anni si affida ai nostri consigli per i suoi viaggi, oppure a un altro cliente che abbiamo avuto l’onore di conoscere tanti anni fa, all’inizio della nostra carriera: il Cardinale di Cracovia Karol Wojtyla, a tutti noto come San Giovanni Paolo II, che abbiamo avuto l’onore di far viaggiare in Italia assieme ai suoi parrocchiani”.

Perché qualità e prezzo nella mente degli intervistati vengono prima di sostenibilità? “Il motivo è probabilmente dovuto al fatto che la parola sostenibilità è pronunciata sempre più spesso ma ancora molti non ne hanno compreso il vero significato – ha commentato Ricci -. A volte un’azienda sostenibile è percepita come elitaria, qualcuno che vende servizi ad alto valore aggiunto a un prezzo più alto rispetto a quello di mercato. Questo è il primo falso mito da sfatare. La sostenibilità è una scelta per rispettare l’ambiente, le persone e la gestione oculata delle finanze. Non rappresenta un maggior costo rifornirsi di elettricità solo da fonti rinnovabili; non è un maggior costo decidere di abbattere il consumo di carta a favore della digitalizzazione; non è un maggior costo destinare una parte degli utili a progetti che possano aiutare le persone o l’ambiente. Tutto si riduce solo a una scelta. Io non vendo i miei servizi ad un prezzo più alto perché ho una certificazione Esg, ma faccio sapere ai miei clienti che anche loro possono fare la scelta di avere un fornitore sostenibile”.

È questa la direzione in cui si muove il pianeta: “L’Unione Europea, a seguito della sottoscrizione dell’Accordo di Parigi sul clima e dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ha intrapreso con decisione un percorso volto a realizzare la transizione verso modelli di crescita attenti alle tematiche ambientali. Storica la decisione presa l’11 dicembre 2020 per un taglio del 55% delle emissioni entro il 2030 e del 100% entro il 2050. È un traguardo difficile da raggiungere se non iniziamo subito a pensare in ottica Esg”, ha concluso il Travel manager.

La sostenibilità diventi come il Wi-Fi: l’esperienza di BWH Hotel Group Italia

Cosa può fare in concreto una catena alberghiera? Federica Angelucci, Director of Sales & Revenue BWH Hotel Group Italia, ha spiegato: “Abbiamo iniziato il nostro percorso di sostenibilità con LifeGate già nel 2009, lanciando il programma Stay for The Planet nel 2012, e l’attenzione che i Travel Manager pongono sulle scelte green in ambito alberghiero conferma la strategicità del nostro impegno in questo ambito. Costanti sono i risultati ottenuti, in termini di riduzione di CO2 e fabbisogno energetico (-3% rispetto al 2017); circa 400.000 litri di acqua in meno mediamente per struttura. Nel 2019, sempre in collaborazione con LifeGate abbiamo lanciato anche il programma Stay Plasticless, volto alla riduzione delle plastiche monouso in hotel”.

Anche nell’esperienza di BWH Hotel, la scelta green non è necessariamente la più costosa: “Sicuramente presuppone investimenti anche importanti agli hotel, soprattutto nella fase inziale. Sulla lunga distanza, però, alcuni di essi, come l’efficientamento energetico o la riduzione dei consumi dell’acqua, possono diventano un reale beneficio per l’albergatore stesso con ricadute positive sui clienti – ha dichiarato -. Credo che affinché il green possa diventare Top of mind tra i parametri di scelta dei fornitori, sia necessario un incremento sensibile degli attori della filiera che mettono in campo azioni e politiche green. Più cresce l’offerta green, più sarà visibile dai Travel Manager e più verrà scelta, fino a diventare uno standard di settore. Un po’ come il Wi-fi, per usare un esempio concreto, seppur banale”.

Per ottenere questo risultato, la centralità della sostenibilità deve essere condivisa: “Sempre a supporto della diffusione delle politiche green, è importante il coinvolgimento e la cooperazione tra tutti gli attori della filiera, senza limitarsi al proprio ambito di business. A tal proposito, supportiamo i nostri clienti anche sul piano della mobilità, pur non essendone attori protagonisti. BW ha siglato già da qualche anno un’importante partnership con Tesla Motors per l’istallazione delle colonnine di ricarica della auto elettrice. Oltre 40 sono oggi gli alberghi che rendono disponibili ai clienti colonnine di ricarica multi-brand in aree riservate del parcheggio e il 75% di loro garantisce il servizio gratuitamente. Le installazioni hanno subito un rallentamento nel 2020, ma stanno riprendendo. Altri 50 alberghi sono pronti per le istallazioni di punti di ricarica”.

Amadeus: la sostenibilità non è un costo ma un investimento sul futuro

Uno degli aspetti emersi come centrali per riuscire a creare e diffondere sostenibilità all’interno delle aziende è il coinvolgimento del Top Management, sottolineato Amadeus Italia. Dietro, la consapevolezza del valore delle pratiche green: “L’investimento in sostenibilità non è un costo maggiore, ma è investire nel proprio futuro, interrelato con tutti gli altri attori del mercato – ha spiegato Marco Franzese, -Sales Manager Corporations di Amadeus Italia -. Amadeus è al centro della Travel Industry, e il nostro obiettivo è contribuire a costruire una Travel Industry più responsabile, inclusiva e sostenibile, attraverso le competenze del personale e la nostra tecnologia”.

In concreto, Amadeus Italia mette a disposizione dei clienti delle soluzioni paperless, cioè senza l’uso di carta, per contribuire alla digitalizzazione dei processi Travel & Expense  e la configurazione dei servizi per favorire l’acquisto di servizi di viaggio più green: ad esempio calcolando le emissioni di Co2 oppure con l’ausilio di complessi sistemi di gestione aeroportuali per diminuire le emissioni e i consumi degli aeromobili.

Bizaway: l’investimento in sostenibilità è redditizio

La sostenibilità come investimento è un concetto condiviso da Giovanni Bernardi, Business development manager di Bizaway: “Il costo si focalizza esclusivamente su una logica finanziaria a breve termine, che purtroppo molto spesso fa da padrone nei dipartimenti di acquisti, e per questo ci induce a soffermarci su un impatto negativo e di costo-opportunità – ha affermato -. Il valore della sostenibilità invece, rappresenta il frutto degli sforzi aziendali, cioè non solo un impatto positivo sul nostro pianeta, che già di per sé varrebbe la pena, ma in ottica più “egoistica”, anche un miglior posizionamento sul mercato e maggiore identificazione dei nostri clienti con i nostri valori. C’è un’evidenza scientifica a riguardo: basti guardare al brand di aziende come Patagonia, che sono stati i pionieri in ambito fashion e che già hanno raccolto questi frutti, o per esempio al Sustainability Screened Index di S&P che ha surclassato i rendimenti del mercato. La sostenibilità non è un costo ma un investimento, e un investimento redditizio”.

Non si tratta quindi soltanto di un buon auspicio difficilmente attuabile: “Sostenibilità nella maggior parte dei casi significa efficienza operativa, e cioè ottimizzazione delle risorse a disposizione, sia a livello macro, del pianeta, che a livello micro, dell’azienda e dei privati. Basti pensare agli esempi degli ultimi anni nella supply chain di tantissimi gruppi industriali, che grazie alla tecnologia hanno reso più efficienti le loro catene di valore, per esempio diminuendo l’impatto energetico ma lasciando invariata la produzione. Nel mondo del travel questo si applica per esempio ad una maggiore condivisione delle soluzioni di viaggio da parte dei viaggiatori, che in BizAway abbiamo implementato con numerosi clienti, anche se è stata resa più complicata dal Covid”.

Non è tutto, ha sottolineato il manager: “Inoltre, sostenibilità significa educazione dei nostri stakeholder (e cioè non solo dipendenti, ma anche clienti, fornitori, investitori e tutto l’ecosistema). Prima di fare un investimento economico iniziamo a fare un investimento di tempo per instillare una cultura green in ambito aziendale. Che come è emerso nella ricerca, rappresenta l’ostacolo numero uno all’introduzione di una Travel Policy Green. Cerchiamo quindi di guardare alla sostenibilità in un’ottica di valore, di investimento, e non di mero costo, e se proprio dobbiamo pensare a livello di costo, perché la nostra dinamica aziendale ce lo impone, non pensiamo al costo di essere sostenibile, ma piuttosto alla domanda: che costo ha il non essere sostenibile?”.

Il mondo del business travel, che spesso descriviamo come un unico contenitore, è in realtà un universo enorme ed eterogeneo, che spazia dai voli alle auto a noleggio, dai treni ai taxi, dagli hotel alla mobilità interurbana. Ogni segmento ha le sue regole e caratteristiche, e in più ogni zona geografica ha standard qualitativi, legislativi e istituzionali diversi. “Per adesso, l’unico standard realmente universale è quello dell’Icao, che permette di calcolare le emissioni di CO2 dei viaggi aerei in modo piuttosto accurato – ha proseguito Bernardi -. In BizAway per esempio, abbiamo integrato questo calcolatore per permettere ai nostri clienti di conoscere con un buon grado di precisione le emissioni di CO2, integrato da una stima nelle altre categorie. Dopo il primo passo, il calcolo della nostra carbon footprint, il secondo è la compensazione di queste emissioni di CO2, che nel caso di BizAway avviene tramite la collaborazione con Eden Reforestation Projects, una ONG che pianta mangrovie e altri alberi in paesi in via di sviluppo, e lo fa supportando le popolazioni locali. Negli ultimi mesi abbiamo piantato +60.000 mangrovie grazie al supporto dei nostri clienti”.

Quanto alle certificazioni, BizAway è in procinto di ottenere la certificazione BCORP: “È una delle più importanti a livello globale – ha detto il manager – Speriamo possa spianare la strada a uno standard condiviso di sostenibilità. È necessario oggi più che mai un grande sforzo condiviso da parte dei leader di mercato e dalle istituzioni per convergere su certificazioni davvero globali ed affidabili”.

Qatar Airways: una flotta di ultima generazione e un programma di compensazione delle emissioni

La scelta di sostenibilità di Qatar Airways passa innanzitutto dall’uso di aerei moderni. “Qatar Airways si impegna costantemente per migliorare la gestione dell’impatto ambientale delle sue attività e aderisce attivamente all’orientamento dell’industria aeronautica nel combattere i cambiamenti climatici – ha detto Sandro Magnetta, che ne è Corporate sales manager IT -. Qatar Airways opera una delle flotte più giovani di aeromobili di ultima generazione, con la certezza di operare una flotta efficiente in termini di ridotte emissioni e ridotto consumo di carburante. L’investimento strategico e lungimirante in aerei bimotore a basso consumo di carburante, tra cui la più grande flotta di aerei Airbus A350, ha permesso alla compagnia di continuare a volare per tutta la durata della crisi posizionandola alla guida della ripresa sostenibile del trasporto aereo”.

La varietà di aeromobili a disposizione ha permesso una soluzione sostenibile e mirata. La compagnia ha continuato a volare con una domanda complessiva inferiore. “A causa dell’impatto del Covid-19 sulla domanda, Qatar Airways ha deciso di lasciare a terra la sua flotta di Airbus A380 non essendo giustificabile né a livello commerciale, né sul fronte ambientale, utilizzare un aereo così grande nel contesto attuale, e ha continuato a volare con l’intera flotta Airbus A350 e Boeing 787 – ha detto Magnetta -. Qatar Airways è stata la prima compagnia aerea in Medio Oriente a ottenere l’accreditamento al più alto livello nel programma di valutazione ambientale Iata. Mentre la sua sede e il suo hub, l’Hamad International Airport, sarà il primo aeroporto della regione a ottenere un rating Gsas (Global Sustainability Assessment System) a 4 stelle”.

Come sottolineato, Qatar Airways ha avviato una collaborazione con Iata e ClimateCare per lanciare un programma che consente ai passeggeri di compensare volontariamente le emissioni di carbonio associate al loro viaggio al momento della prenotazione, riducendo in questo modo la propria impronta ambientale. “La partnership con il programma di compensazione delle emissioni di carbonio dell’International Air Transport Association (Iata), garantisce ai clienti Qatar Airways la garanzia che i crediti acquistati per compensare queste emissioni provengono da progetti che offrono riduzioni di carbonio verificate in modo indipendente, oltre a più ampi benefici ambientali e sociali”.

Guarda tutto il video della Tavola Rotonda

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