Rimini conquista ESMAC 2029: quando la conoscenza di un territorio diventa una leva per attrarre congressi internazionali

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La città romagnola supera Istanbul e Lisbona e si aggiudica il congresso europeo dedicato all’analisi del movimento umano. Una candidatura che racconta molto più di un successo congressuale: il valore delle competenze scientifiche locali, la capacità di costruire alleanze e una strategia di destinazione che guarda al 2030.

Quanto vale, per una destinazione, riuscire a trasformare le proprie eccellenze scientifiche in un motivo concreto per essere scelta sulla scena internazionale? E quanto può incidere, nella competizione tra città, la capacità di riconoscere e valorizzare le competenze che già esistono sul territorio, mettendole in relazione con un sistema congressuale organizzato e con una visione di sviluppo condivisa?

La notizia dell’assegnazione a Rimini del congresso internazionale ESMAC 2029 offre l’occasione per affrontare queste domande e osservare da vicino un modello di attrazione congressuale che sta assumendo un’importanza crescente nel settore MICE, dove il successo delle candidature si costruisce attraverso relazioni scientifiche, credibilità professionale, infrastrutture adeguate e capacità di progettazione.

Dal 27 al 29 settembre 2029, il Palacongressi di Rimini ospiterà il congresso della European Society for Movement Analysis in Adults and Children (ESMAC), appuntamento europeo di riferimento per gli specialisti che studiano il movimento umano, le alterazioni del cammino e le applicazioni cliniche delle più avanzate tecnologie di analisi biomeccanica.

La candidatura riminese ha prevalso su quelle di Istanbul e Lisbona, due destinazioni affermate nel mercato internazionale degli eventi. Una competizione che rende particolarmente significativo il risultato e conferma la capacità della Riviera romagnola di presentarsi come interlocutore credibile anche nei segmenti congressuali ad alta specializzazione.

ESMAC 2029: la scienza del movimento torna in Italia dopo quindici anni

Il congresso ESMAC rappresenta un importante momento di confronto per professionisti e ricercatori impegnati nello studio del movimento umano, un ambito nel quale la ricerca scientifica incontra direttamente la pratica clinica, la chirurgia, la riabilitazione, le neuroscienze e la bioingegneria.

Al centro dell’attività della società scientifica europea vi è l’obiettivo di comprendere sempre meglio il funzionamento del movimento, identificare le alterazioni che possono compromettere l’autonomia delle persone e sviluppare approcci diagnostici e terapeutici più efficaci.

È un settore nel quale l’innovazione tecnologica sta contribuendo a migliorare le possibilità di osservazione e misurazione del movimento, aprendo prospettive interessanti per la personalizzazione dei trattamenti e per la valutazione dei risultati clinici.

A Rimini sono attesi oltre 500 professionisti provenienti da tutta Europa, tra chirurghi ortopedici, fisiatri, neurologi, fisioterapisti, ingegneri biomedici e scienziati del movimento. In concomitanza si svolgerà anche la conferenza nazionale della Società Italiana di Analisi del Movimento in Clinica, SIAMOC, creando un’ulteriore opportunità di confronto tra ricerca internazionale ed esperienza clinica italiana.

L’assegnazione assume anche un valore simbolico: l’Italia ha ospitato il congresso ESMAC soltanto una volta, nel 2014, presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Dopo l’edizione 2026 organizzata tra Maastricht e Hasselt, il percorso europeo proseguirà a Vienna nel 2027, a Jyväskylä in Finlandia nel 2028 e quindi a Rimini nel 2029.

Il valore di una candidatura nasce prima della candidatura stessa

Uno degli elementi più interessanti di questa assegnazione riguarda il percorso che ha consentito a Rimini di conquistare il congresso.

Nella competizione internazionale tra destinazioni, l’attenzione si concentra spesso sulle caratteristiche delle sedi congressuali, sulla disponibilità alberghiera, sui collegamenti e sulla qualità dei servizi. Sono tutti fattori determinanti, soprattutto quando occorre accogliere delegazioni provenienti da Paesi differenti e rispondere a esigenze organizzative articolate.

Esiste tuttavia un’altra componente, meno immediatamente visibile, che può orientare in maniera significativa le decisioni delle associazioni scientifiche: la presenza di professionisti autorevoli, istituzioni e centri di ricerca capaci di costruire un collegamento autentico tra il congresso e la destinazione ospitante.

Il caso di Rimini è particolarmente rappresentativo perché la candidatura prende forma a partire da una competenza specialistica già radicata sul territorio, quella dell’ospedale privato Sol et Salus di Torre Pedrera, centro di riferimento nella neuro-ortopedia e nella ricerca dedicata alle patologie neurologiche di bambini e adulti.

Da questa esperienza nasce la possibilità di sviluppare una proposta internazionale, successivamente valorizzata attraverso il lavoro di coordinamento del Convention Bureau della Riviera di Rimini.

Si tratta di un passaggio strategico. Il territorio diventa protagonista del processo di acquisizione congressuale attraverso la capacità di individuare al proprio interno competenze riconosciute, accompagnarle nella costruzione delle relazioni internazionali e sostenerle con un sistema professionale in grado di trasformare l’opportunità in un progetto concreto.

In questa prospettiva, il Convention Bureau svolge una funzione che va oltre la promozione della destinazione. Diventa un punto di raccordo tra il mondo scientifico, il sistema dell’ospitalità, le istituzioni e gli organizzatori, contribuendo a costruire quelle condizioni di fiducia e affidabilità che possono fare la differenza nella scelta della sede di un congresso.

Sol et Salus: quando l’eccellenza sanitaria diventa ambasciatrice del territorio

Dietro il successo di Rimini emerge dunque una storia che merita particolare attenzione, perché dimostra come una realtà sanitaria possa contribuire allo sviluppo e alla visibilità internazionale dell’intera destinazione.

Sol et Salus opera a Torre Pedrera e dispone di competenze specialistiche nell’analisi del cammino, nella biomeccanica e nella riabilitazione delle persone con patologie neurologiche.

Il suo laboratorio di Gait & Motion Analysis è dedicato allo studio della deambulazione e delle alterazioni del movimento, attraverso tecnologie di misurazione e strumenti che consentono di supportare le valutazioni cliniche e le decisioni terapeutiche.

Questa esperienza rappresenta un collegamento particolarmente coerente con le finalità scientifiche di ESMAC, facendo emergere un elemento essenziale per la qualità della candidatura: la corrispondenza tra le competenze sviluppate localmente e il contenuto scientifico dell’evento.

Ma c’è anche un ulteriore aspetto che contribuisce a raccontare l’identità di questa realtà.

Da tre anni Sol et Salus sviluppa Inclusive Care, un progetto rivolto ai minori e alle loro famiglie che affianca all’eccellenza clinica una visione più ampia dell’esperienza di cura, attraverso un accordo quadro con il Comune di Rimini, le associazioni di volontariato cittadine e il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, con il recente sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.

Il progetto esprime una concezione della salute nella quale competenze mediche, attenzione alla persona, contesto familiare e qualità dell’esperienza assistenziale contribuiscono a costruire un percorso integrato.

È interessante osservare come questa sensibilità possa dialogare anche con il valore più ampio di un congresso scientifico, perché la circolazione delle conoscenze rappresenta un’opportunità per migliorare progressivamente le pratiche professionali e per favorire collaborazioni che possono proseguire ben oltre la durata dell’evento.

Tra i protagonisti del percorso di candidatura figura l’ingegner Andrea Merlo, responsabile scientifico di Sol et Salus, che il prossimo 3 novembre riceverà il premio Rimini Mundi nell’ambito del riconoscimento agli ambasciatori della destinazione.

Un riconoscimento che valorizza proprio il ruolo delle persone capaci di mettere il proprio patrimonio professionale e relazionale al servizio dell’attrattività internazionale del territorio.

Rimini e il modello degli ambasciatori: il capitale relazionale come infrastruttura della destinazione

L’esperienza di ESMAC porta a riflettere su un concetto che dovrebbe occupare uno spazio sempre maggiore nelle strategie di sviluppo congressuale: il capitale relazionale di una destinazione può diventare un vero e proprio asset competitivo, al pari delle infrastrutture e dei servizi.

Ogni territorio possiede un patrimonio di conoscenze che si sviluppa all’interno delle università, dei centri di ricerca, delle strutture sanitarie, delle imprese e delle associazioni professionali. Spesso queste competenze alimentano relazioni internazionali attraverso progetti, pubblicazioni scientifiche, partecipazioni a congressi e collaborazioni professionali.

Quando un Convention Bureau riesce a intercettare questo patrimonio e a costruire un dialogo continuativo con i suoi protagonisti, può trasformare relazioni già consolidate in nuove opportunità di candidatura.

È il principio sul quale si sviluppano i programmi di Congress Ambassador, sempre più rilevanti nelle strategie di molte destinazioni internazionali.

Il valore di un ambasciatore risiede nella sua conoscenza del settore scientifico o professionale di appartenenza, nella credibilità maturata all’interno delle reti associative e nella capacità di contribuire alla costruzione di una proposta che risponda alle aspettative degli organizzatori.

La destinazione, a sua volta, mette a disposizione competenze organizzative, strutture, servizi e un sistema di interlocutori capace di sostenere il progetto in tutte le sue fasi.

Si genera così una collaborazione nella quale il successo congressuale diventa il risultato di un interesse condiviso: la società scientifica trova un contesto adatto ai propri obiettivi, mentre il territorio rafforza il proprio posizionamento attraverso la capacità di ospitare contenuti di elevato valore professionale.

Il premio Rimini Mundi assume, in questo quadro, un significato particolare perché contribuisce a rendere riconoscibile una figura strategica per lo sviluppo del turismo congressuale: quella del professionista che, attraverso la propria autorevolezza e la rete di relazioni, diventa ambasciatore della destinazione.

Il Palacongressi e la forza di un sistema congressuale integrato

La capacità di attrarre congressi internazionali si fonda naturalmente anche sulla qualità dell’infrastruttura e sulla sua integrazione con i servizi della città.

Il Palacongressi di Rimini rappresenta uno degli elementi centrali di questo sistema, con una configurazione progettata per accogliere manifestazioni di dimensioni differenti e organizzazioni congressuali caratterizzate da molteplici sessioni scientifiche, attività formative ed esposizioni.

39

sale congressuali

9.000

posti complessivi

11.000 m²

area espositiva

Capacità dichiarate dal Palacongressi di Rimini.

A questi elementi si affiancano gli spazi flessibili, le dotazioni tecnologiche e la possibilità di raggiungere a piedi il centro storico, caratteristiche che contribuiscono alla qualità complessiva dell’esperienza congressuale.

Per un’associazione internazionale, tuttavia, il valore della sede si completa attraverso la capacità dell’intera destinazione di accompagnare i partecipanti durante il soggiorno, facilitando gli spostamenti, l’accesso ai servizi alberghieri e la partecipazione alle occasioni di incontro professionale.

Rimini dispone di una tradizione consolidata nell’ospitalità e di un sistema turistico articolato, elementi che possono sostenere una strategia di diversificazione orientata alla crescita del segmento congressuale durante tutto l’anno.

È proprio questa integrazione tra capacità ricettiva, competenze organizzative e qualità dell’esperienza a rappresentare una delle condizioni fondamentali per competere con destinazioni internazionali di grande richiamo.

Una programmazione che guarda al 2030: Rimini investe nella continuità

L’assegnazione di ESMAC si inserisce in un percorso più ampio di acquisizione di eventi scientifici internazionali, che testimonia la volontà di costruire una programmazione capace di svilupparsi su più anni.

Con quest’ultima candidatura salgono a dodici i congressi internazionali già programmati a Rimini fino al 2030, mentre sono ancora in valutazione ulteriori proposte.

Tra le acquisizioni annunciate nel corso del 2026 figurano anche il congresso europeo FEMS EUROMAT, dedicato alla scienza e alla tecnologia dei materiali, il 14° International Phycological Congress nel 2029 e il 12° International Conference on Geomorphology nel 2030.

Si tratta di appuntamenti che coinvolgono ambiti scientifici molto differenti, dalla metallurgia alla biologia, dalla geomorfologia alle scienze della salute, e che contribuiscono ad ampliare il posizionamento della destinazione presso associazioni, centri di ricerca e organizzazioni internazionali.

La continuità della programmazione assume un’importanza particolare anche per gli operatori turistici locali, perché consente di sviluppare una prospettiva commerciale di medio-lungo periodo e di programmare con maggiore anticipo investimenti, risorse e servizi.

Per le strutture alberghiere, ad esempio, la presenza di un calendario congressuale pluriennale può favorire una gestione più evoluta dei segmenti di clientela, la costruzione di offerte dedicate e una migliore valorizzazione dei periodi esterni alla stagione balneare.

Per gli operatori della mobilità e dell’accoglienza, invece, la conoscenza anticipata dei flussi consente di pianificare soluzioni coerenti con le esigenze dei partecipanti, dagli arrivi internazionali ai collegamenti con il centro congressi.

Il beneficio potenziale riguarda quindi un’intera filiera economica e professionale, che può utilizzare il calendario degli eventi come strumento di pianificazione e di sviluppo.

Dal numero dei congressi al valore che rimane sul territorio

C’è un ulteriore tema che merita attenzione e che riguarda il modo in cui una destinazione misura il successo della propria strategia congressuale.

Tradizionalmente, i risultati vengono osservati attraverso indicatori come il numero degli eventi acquisiti, le presenze, i pernottamenti e la spesa generata dai partecipanti.

Sono parametri indispensabili per valutare l’impatto economico immediato, ma la crescente specializzazione del mercato internazionale invita ad ampliare l’analisi verso una dimensione che potremmo definire di valore generato e trattenuto dal territorio.

Un congresso scientifico, infatti, può lasciare una serie di risultati che proseguono nel tempo: nuove collaborazioni tra istituzioni, opportunità di ricerca, relazioni con università straniere, maggiore visibilità per i centri di eccellenza locali e occasioni di sviluppo professionale.

Nel caso di ESMAC, la presenza a Rimini di specialisti europei impegnati nello studio del movimento umano può rappresentare un’opportunità per rafforzare il dialogo tra competenze cliniche, tecnologie e ricerca scientifica.

Sarà interessante osservare come la destinazione e gli organizzatori sapranno valorizzare questa possibilità, coinvolgendo le realtà scientifiche locali e favorendo iniziative capaci di prolungare gli effetti dell’evento anche oltre settembre 2029.

È il tema della congress legacy, l’eredità che un grande appuntamento può contribuire a costruire per la destinazione ospitante.

Una prospettiva nella quale la valutazione del successo si estende dalle ricadute economiche immediate al consolidamento di conoscenze, competenze e collaborazioni che possono produrre valore negli anni successivi.

Il futuro delle destinazioni congressuali si costruisce sulle competenze che sanno mettere in relazione

La vittoria di Rimini nella candidatura ESMAC 2029 racconta una trasformazione interessante per il settore MICE, sempre più orientato verso modelli di attrazione nei quali l’identità della destinazione e la qualità delle sue relazioni professionali assumono un ruolo centrale.

La scelta di una città da parte di un’associazione scientifica nasce dall’incontro tra esigenze organizzative, obiettivi culturali e professionali, fiducia negli interlocutori e capacità della destinazione di offrire un contesto coerente con i contenuti dell’evento.

In questo scenario, Rimini mostra come una struttura congressuale competitiva possa esprimere pienamente il proprio potenziale quando viene sostenuta da un territorio capace di riconoscere e valorizzare le proprie eccellenze.

Il contributo di Sol et Salus, il ruolo di Andrea Merlo e il coordinamento del Convention Bureau della Riviera di Rimini rappresentano le diverse componenti di un percorso che ha portato una competenza scientifica locale a diventare protagonista di una candidatura internazionale.

Ogni territorio possiede un patrimonio di conoscenze, professionalità e relazioni che può diventare una risorsa strategica per la propria attrattività. La differenza risiede nella capacità di farlo emergere, organizzarlo e trasformarlo in una visione condivisa di sviluppo.

Rimini, con ESMAC 2029, aggiunge un nuovo appuntamento al proprio calendario congressuale internazionale e offre allo stesso tempo un esempio concreto di come la collaborazione tra scienza, istituzioni e industria degli eventi possa contribuire a costruire il futuro competitivo di una destinazione.

E forse è proprio questo il risultato più interessante da osservare nei prossimi anni: quanto le città sapranno competere attraverso le competenze che esprimono, le relazioni che costruiscono e il valore che riescono a generare per chi sceglie di incontrarsi sul loro territorio.

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