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ToggleIl 22 ottobre torna il percorso dedicato allo sviluppo professionale del Travel Manager. Un progetto che supera la logica della formazione tradizionale e lavora sulle situazioni reali, sui comportamenti e sulla capacità di incidere nelle organizzazioni.
Ci sono professioni che cambiano perché cambia il mercato. E ce ne sono altre che cambiano perché aumenta la complessità delle decisioni che devono governare.
Il Travel Manager oggi appartiene a entrambe le categorie.
Gestisce fornitori, policy, costi e processi, ma contemporaneamente si trova sempre più spesso al centro di esigenze diverse: quelle del management, del Finance, delle Risorse Umane, dei viaggiatori, dei fornitori. Deve tradurre priorità differenti, anticipare problemi, gestire eccezioni, orientare decisioni. E deve farlo, nella maggior parte dei casi, senza una vera autorità gerarchica sugli interlocutori con cui lavora.
È proprio da questa osservazione che BCD Travel Italy in collaborazione con Travel for business Academy e Ilenia La Leggia- Executive Coach e Formatrice -hanno costruito un percorso di Action Learning dedicato al ruolo professionale del Travel Manager.
Un progetto che il prossimo 22 ottobre entrerà nel suo secondo appuntamento con il modulo “Leadership in azione: trasformare gli attriti in opportunità”, guidato da Ilenia La Leggia, Executive Coach, in collaborazione con Travel for business Academy.
Dalla formazione all’allenamento del ruolo
La differenza rispetto a un normale percorso formativo sta prima di tutto nel metodo.
L’Action Learning combina coaching, facilitazione, formazione e confronto tra pari con un obiettivo molto concreto: imparare attraverso l’esperienza e allenare il proprio ruolo dentro situazioni professionali reali.
Ed è qui che il progetto assume un carattere particolarmente interessante per il business travel.
Durante il primo incontro il lavoro è partito da una domanda apparentemente semplice: quanto del tempo del Travel Manager viene realmente dedicato all’esecuzione, alla gestione, alla consulenza e alla strategia?
I partecipanti hanno analizzato il proprio lavoro quotidiano, ricomponendolo attraverso quattro “cappelli”: esecutore, gestore, consulente e stratega, per confrontare il ruolo realmente esercitato con quello che sarebbe necessario assumere per aumentare efficacia e impatto.
Da qui il percorso si è spostato sul terreno della leadership.
Una leadership diversa da quella tradizionalmente associata alla gestione di persone o team. Nel lavoro del Travel Manager, infatti, l’influenza si esercita spesso senza una leva gerarchica diretta: attraverso qualità della lettura, dati, linguaggio, domande, capacità di comprendere il contesto e di orientare decisioni.
Il percorso continua quando l’incontro finisce
Probabilmente è questo uno degli elementi più interessanti del progetto.
Il lavoro non si esaurisce nella giornata in aula.
Tra il primo e il secondo modulo ai partecipanti è stato chiesto di scegliere alcune situazioni ricorrenti del proprio lavoro, osservare il comportamento che normalmente adottano, riconoscere quale “cappello” stanno indossando e sperimentare intenzionalmente una risposta diversa.
Un piccolo laboratorio professionale che dura settimane.
Perché l’Action Learning parte da un principio preciso: la consapevolezza diventa competenza quando viene portata dentro le decisioni quotidiane.
Il percorso era stato pensato fin dall’inizio proprio in questa direzione: creare tra un modulo e l’altro uno spazio di sperimentazione in cui osservare il proprio ruolo, mettere in pratica nuove azioni e riflettere sulle dinamiche incontrate, per riportarle successivamente nel gruppo.
Il 22 ottobre: lavorare sugli attriti
Il secondo appuntamento farà quindi un passo avanti.
Dopo avere lavorato sul ruolo e sugli automatismi che guidano molte risposte professionali, il focus si sposterà sulle situazioni nelle quali la leadership viene realmente messa alla prova: conflitti, resistenze, comunicazione, relazioni con gli stakeholder interni.
L’obiettivo sarà comprendere come affrontare situazioni di attrito, sviluppare una comunicazione più assertiva e individuare modalità di intervento coerenti con il contesto. Il lavoro partirà nuovamente dalle esperienze concrete dei partecipanti per arrivare a strategie utilizzabili nel quotidiano.
È un passaggio importante. Perché in molte organizzazioni il Travel Manager possiede già competenze tecniche solide. La sfida si sposta sempre più sulla capacità di portare quelle competenze dentro i processi decisionali dell’azienda, costruendo credibilità e influenza.
Un laboratorio sulla professione
È forse questa la chiave più interessante dell’intero progetto.
BCD Travel Italy e Travel for business Academy hanno scelto di lavorare sul Travel Manager partendo dalla persona che esercita il ruolo, dai suoi comportamenti e dalle dinamiche organizzative dentro cui deve muoversi.
Un format ancora raro nel business travel italiano, dove la formazione professionale è tradizionalmente concentrata su procurement, tecnologie, fornitori, policy e processi.
Al centro c’è il modo in cui il Travel Manager agisce il proprio ruolo.
Perché evolvere una professione significa certamente aumentare competenze e strumenti.
Ma significa anche imparare a riconoscere quando intervenire, come intervenire e con quale obiettivo.
Ed è probabilmente proprio in questo spazio che oggi si gioca una parte importante del futuro del Travel Management.















