Dopo il lancio operativo in Italia nel 2024, NORA, l’assistente AI per il business travel sviluppato da SIAP, si prepara a entrare nel mercato francese. L’annuncio, arrivato durante Le Grand Live du Voyage d’Affaires, segna una fase nuova per la piattaforma: espansione geografica e apertura tecnologica verso Self Booking Tools di terze parti, a partire dal primo progetto di integrazione con Goelett.
Abbiamo incontrato Davide Rosi, CEO di SIAP, per capire cosa c’è dietro questa mossa strategica e quali effetti potrebbe avere sull’evoluzione del business travel europeo.
Il mercato francese è diverso da quello italiano in termini di maturità digitale e aspettative corporate?
“In realtà no. Le differenze non sono così marcate: alcuni segmenti risultano più concentrati, ma nel complesso parliamo di mercati comparabili, sia per livello di digitalizzazione sia per esigenze delle aziende clienti. Questo ci consente di replicare il modello già validato in Italia senza dover ripensare l’architettura del prodotto”.
Cosa ha dimostrato l’esperienza italiana nel primo anno di operatività di NORA?
“Ha dimostrato che l’AI conversazionale può entrare nei processi quotidiani senza creare frizioni. NORA oggi gestisce richieste testuali, vocali e visive, interpreta screenshot, applica policy aziendali e si collega direttamente ai Self Booking Tools per completare le prenotazioni. Non parliamo di sperimentazione, ma di utilizzo operativo continuo.
Questo ha ridotto i tempi di risposta, alleggerito il carico sui team di assistenza e migliorato la user experience dei travel manager e dei viaggiatori aziendali. In un contesto in cui le TMC devono fare i conti con margini sempre più compressi, l’automazione intelligente diventa un fattore estremamente competitivo e decisivo”.
L’apertura verso Self Booking Tools di terze parti segna un cambio di strategia rispetto ai modelli più chiusi del settore. Perché questa scelta?
“Il mercato si sta muovendo verso ecosistemi aperti e modulari. Le aziende non vogliono più soluzioni monolitiche, ma piattaforme che possano dialogare con strumenti diversi e adattarsi alle specificità operative. L’integrazione con Goelett è il primo passo concreto in questa direzione. Significa rendere NORA un layer intelligente sopra sistemi già esistenti, senza costringere i clienti a rivoluzionare la propria infrastruttura tecnologica. È una scelta che aumenta la scalabilità del prodotto e riduce le barriere all’adozione”.
State parlando sempre più spesso di AI “agentic”. Cosa cambia nell’introduzione di questi sistemi nei team di lavoro?
“Qui entra in gioco una nuova fase dell’evoluzione dell’AI. Non solo supporto, ma integrazione nei team operativi. Introdurre un sistema di questo tipo richiede, da un lato, un’analisi accurata dei flussi per configurarlo correttamente e, dall’altro, una gestione attenta del cambiamento organizzativo. È un processo simile all’onboarding di una nuova risorsa. I dipendenti devono percepire il “collega digitale” come un’opportunità e non come una minaccia, altrimenti l’adozione rischia di rimanere superficiale”.
Quanto pesa il contesto macroeconomico nelle decisioni di investimento in AI per il travel?
“Pesa molto. Le imprese sono sottoposte a pressioni crescenti: inflazione, volatilità dei prezzi, necessità di controllo delle policy interne. In questo quadro, l’AI diventa uno strumento di razionalizzazione. Automatizzare i processi, ridurre errori manuali, aumentare la compliance non è solo una scelta tecnologica, ma una risposta diretta alle dinamiche macroeconomiche. È qui che vediamo il vero valore di NORA: una leva di efficienza”.
C’è il rischio che l’AI venga percepita come una minaccia per il ruolo delle TMC?
“Al contrario. Noi vediamo l’AI come un moltiplicatore di valore per le TMC. Le attività ripetitive e a basso valore aggiunto possono essere automatizzate, liberando risorse umane per la consulenza strategica, la gestione delle eccezioni e il supporto personalizzato. Il futuro del settore non è una sostituzione dell’uomo con la macchina, ma una collaborazione strutturata tra competenze umane e sistemi intelligenti”.
Guardando ai prossimi 12-24 mesi, quale sarà l’evoluzione di NORA?
“L’obiettivo è consolidare la presenza in Francia e, parallelamente, preparare l’ingresso in altri mercati europei. Sul piano tecnologico continueremo a investire sull’intelligenza multimodale, sull’integrazione con nuovi ecosistemi e sull’analisi predittiva dei comportamenti di viaggio. Vogliamo che NORA diventi uno strumento proattivo di supporto decisionale per aziende e travel manager”.









