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La velocità della fiducia sostituisce il controllo e la mobilità aziendale accelera: così un PSCL che diventa leva concreta di performance, sostenibilità e benessere organizzativo
Passiamo al secondo capito di questo “manuale” sulla mobilità sostenibile vista dal punto di vista di un coach esperto in materia. Esiste una “tassa invisibile” che molte aziende pagano ogni giorno senza rendersene conto. Questa quota negativa non compare nei bilanci, ma incide pesantemente sulla produttività e sul clima aziendale. Stephen M.R. Covey la chiamava la “tassa sulla fiducia”. Nella gestione dei viaggi d’affari e della mobilità casa-lavoro, questa tassa si manifesta sotto forma di controllo eccessivo, burocrazia paralizzante e resistenza allo smart working. Quando la fiducia è bassa, tutto rallenta e i costi aumentano. Quando la fiducia è alta, la mobilità diventa un acceleratore di risultati. Ecco perché la velocità della fiducia nella mobilità agile è una chiave di volta.
I 4 Pilastri della Credibilità nel PSCL
Per un Mobility Manager, costruire un Piano Spostamento Casa Lavoro (PSCL) non è solo un esercizio tecnico; è un atto di costruzione di credibilità organizzativa. Seguendo il modello di Covey, possiamo declinare la credibilità in quattro pilastri fondamentali:
- L’Intento: Perché stiamo chiedendo ai dipendenti di cambiare abitudini? Se l’intento percepito è solo il risparmio sui costi o l’adempimento burocratico al DM 179/201, la fiducia calerà. Se l’intento è il reale benessere della persona e la sostenibilità del territorio, la collaborazione sarà naturale.
- L’Integrità: C’è coerenza tra i valori di CSR (Corporate Social Responsibility) dichiarati sul sito web e le scelte pratiche di mobilità? Un’azienda integra è quella che “cammina come parla”.
- Le Capacità: Qui entra in gioco la competenza professionale. Un manager certificato secondo la norma UNI 11977 ispira fiducia perché possiede gli strumenti tecnici per analizzare la spesa e ottimizzare i processi.
- I Risultati: Nulla alimenta la fiducia come i risultati tangibili. Mostrare ai collaboratori quanto tempo hanno risparmiato grazie alla flessibilità o quanta CO2 non è stata emessa valida l’intero progetto.
Depositare nel “Conto Corrente Emozionale”
Ogni volta che concediamo flessibilità oraria o supportiamo un progetto di car pooling basato sulla responsabilità individuale, stiamo effettuando un “deposito” nel conto corrente emozionale dei nostri collaboratori. Se oggi il Business Travel è sempre più complesso e i rischi sono regolati da norme rigorose come la ISO 31030, la fiducia diventa la moneta di scambio più preziosa. Non possiamo controllare ogni singolo chilometro percorso, ma possiamo fidarci delle persone che abbiamo formato e responsabilizzato.
Il valore della relazione oltre l’algoritmo
Oggi il mercato offre numerosi software per la redazione automatizzata del Piano Spostamento Casa Lavoro. Sono strumenti utili per processare dati, ma rischiano di trasformare un progetto di vita in una statistica fredda. La fiducia di cui parla Covey non si trova in un database. Si trova nella capacità del Mobility Manager di ascoltare le reali resistenze e i bisogni dei colleghi. Un software può dirvi quanti dipendenti vivono a 5 km dall’ufficio, ma non vi dirà mai perché hanno paura di lasciare l’auto in garage. Solo la relazione e la credibilità del professionista possono colmare questo divario. Quando il dipendente sente che il piano non è un monitoraggio calato dall’alto, ma un’opportunità costruita insieme, la qualità del dato inserito nel software cambia: diventa reale, onesto, partecipato.
Insomma, il compito del Mobility Manager moderno, certificato secondo la norma UNI 11977, è quello di essere un mediatore culturale prima che un analista di flussi. Dobbiamo nobilitare il PSCL trasformandolo da un semplice output di un software a un patto di fiducia tra azienda e territorio. Perché un’azienda che si fida dei propri collaboratori non ha bisogno di “spingerli” verso la sostenibilità; li ha già messi in condizione di sceglierla. Come ci ha insegnato Covey, la fiducia è l’unica cosa che cambia tutto.
Photo credit: fauxels










