Colonnine ricarica auto elettriche in Italia secondo lo Smart Mobility Report

Ricarica auto elettrica

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Colonnine ricarica auto elettriche sempre più diffuse. Nel 2020 in Italia è stato registrato +46% di installazioni. Ma qual è la distribuzione delle torrette?

La sostenibilità corre veloce e vola anche con le quattro ruote. Le auto elettriche sono oggi una realtà ma per diventare concreta al 100% bisogna macinare ancora qualche chilometro; siamo comunque sulla strada giusta. Lo studio La mobilità elettrica: inevitabile o no? Analisi dal punto di vista dei consumatori promosso da Motus-E e Quintegia mostra infatti che la metà degli automobilisti passerebbe volentieri alle zero emissioni già entro 2030, ma ad alcune condizioni. Si tratta della consapevolezza che, per poter portare avanti uno stile di vita sostenibile che prediliga le vetture elettriche, i cittadini vogliono avere la sicurezza di poter contare su un sistema di infrastrutture radicato, accessibile ed efficiente, tale da non far pentire loro di essersi convertiti al green. Qual è a tal proposito la risposta di istituzioni ed enti locali? Scopriamolo in questo articolo concentrandoci sulle colonnine ricarica auto elettriche, tra iniziative e incentivi.

Colonnine di ricarica auto elettriche

Dallo studio La mobilità elettrica: inevitabile o no? Analisi dal punto di vista dei consumatori promosso da Motus-E e Quintegia emergono in realtà diversi fattori che influenzano le intenzioni dei consumatori in fatto di auto elettriche. Un elemento è certo: a parità di prezzo e infrastrutture, i consumatori preferiranno le vetture elettriche piuttosto che quelle a combustione esterna; ma allora quali sono questi limiti? Innanzitutto, uno dei limiti che spinge semplicemente il 51% degli intervistati ad optare per il veicolo non inquinante nei prossimi 8 anni è il costo proibitivo attuale di questa tipologia di automobile. Tuttavia il gap di prezzo tra le auto termiche e quelle elettriche si sta via via assottigliando, proprio in considerazione del futuro sempre più green anche per le linee guida e le imposizioni di governi, UE e ONU.

Nel frattempo, l’altro fattore estremamente influente nella percezione dei cittadini è il ruolo degli incentivi in questo ambito e soprattutto la mancanza di colonnine di ricarica per auto elettriche. L’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici può essere classificata sulla base dell’accessibilità della torretta. Infatti le stazioni di ricarica possono essere pubbliche, dunque installate sul suolo pubblico alle quali possono accedere tutti indistintamente, private ad uso pubblico, installate su un suolo privato ma ugualmente accessibile a tutti (pensiamo ai centri commerciali), oppure solamente private, cioè installate su un suolo privato e accessibili solamente dai privati. La prospettiva di acquistare un veicolo sostenibile e di non avere nella propria zona o a disposizione stazioni di ricarica per veicoli elettrici è un freno decisivo, forse il più rilevante. 

Il ruolo delle istituzioni riveste in questo ambito un ruolo fondamentale, come dimostra anche lo Smart Mobility Report 2021 che ha analizzato le sfide nel settore dei trasporti per una mobilità sostenibile nello scenario post-Covid. 

Scoprite cosa dice il Decreto per l’erogazione dei contributi per l’installazione delle torrette elettriche.

La diffusione delle colonnine elettriche nello Smart Mobility Report 2021

Dallo Smart Mobility Report 2021 emergono diversi dati interessanti. Innanzitutto a fine 2020 si è registrato un aumento del 50% di colonnine di ricarica per veicoli elettrici sul suolo pubblico rispetto all’anno precedente. Un’impennata che non può di certo passare inosservata. Si sono stimate oltre 1.300.000 punti di ricarica pubblici disponibili a livello mondiale nel 2020. Alla fine dell’anno l’Europa contava il 27% delle installazioni globali per il normal charge (per veicoli elettrici di potenza pari o inferiore a 22 kW), mentre per il fast charge (per veicoli elettrici di potenza superiore a 22 kW) l’Europa ha registrato solamente il 10% delle installazioni mondiali. La crescita del numero di colonnine di ricarica pubbliche in Europa è aumentata del 35% rispetto all’anno precedente e per l’87% sono del tipo normal charge.

Il posizionamento dei paesi europei per numero di stazioni di ricarica per veicoli elettrici è piuttosto disomogenea. Norvegia e Olanda sono in testa, confermando il loro primato in termini di circolazione di auto elettriche, con oltre 300 punti di ricarica per ogni 100.000 abitanti. L’Italia, insieme a Spagna e Portogallo, mostra una diffusione più limitata delle installazioni per la ricarica (e di conseguenza della mobilità elettrica). Infatti nel nostro paese sono al 2020 20 i punti di ricarica per ogni 100.000 abitanti. Addentriamoci allora maggiormente nel quadro a livello nazionale.

Colonnine auto elettriche: in Italia +46% in un anno

Il report sulla smart mobility ha evidenziato come in Italia a fine 2020 si contassero oltre 13.300 punti di ricarica pubblici, in crescita di quasi il 46% rispetto all’anno precedente. Un andamento da evidenziare, dal momento che è di oltre 10 punti percentuali superiore rispetto allo scenario medio europeo. Oltre il 90% delle colonnine di ricarica è di tipo normal charge (oltre 12.000), mentre solamente il 9% dei punti di ricarica rientra nella tipologia fast charge (oltre 1.200). Nonostante l’evidente divario, l’incremento dei punti di ricarica delle due categorie è simile: +46% per il normal charge e +42% per il fast charge. La diffusione dei punti di ricarica ultra-fast è invece solamente dello 0,6%. Il 91% del totale delle installazioni è a corrente alternata.

Ionity ha installato in Italia 65 punti di ricarica nel luglio 2021, suddivisi in 16 stazioni di ricarica distinte, ognuna con 4 o 6 punti di ricarica ultra fast. Queste installazioni sorgono principalmente sull’Autostrada (ad esempio sulla A10) o nei pressi dell’imbocco autostradale per non limitare l’accesso solamente a chi transiti in autostrada. Un esempio è la stazione di ricarica installata a Carpi in prossimità della A22. Ma sono anche altri gli attori che hanno deciso di partecipare all’installazione di torrette di ricarica come Enel X, Neogy, Be Charge ed EvWay. Queste stesse aziende e partnership, insieme anche al piano di Autostrade per l’Italia, hanno in campo progetti di sviluppo per la ricarica ultra-fast che nei prossimi anni dovrebbe incrementarsi ulteriormente e vertiginosamente. 

Diffusione dell’infrastruttura di torrette di ricarica elettrica pubbliche e private in Italia

Il Trentino Alto Adige è la regione con la più elevata diffusione di mobilità elettrica, contando più di 150 torrette di ricarica per ogni 100.000 abitanti; inoltre vanta 2.100 auto elettriche per ogni 100.000 abitanti. Idealmente questi dati collocano il Trentino Alto Adige tra i primi paesi europei che seguono Norvegia ed Olanda. Il resto della penisola abbassa però la media. Tuttavia, a luglio 2021 sono stati registrati in Italia circa 21.500 punti di ricarica pubblici e privati ad accesso pubblico; ben +34% rispetto all’anno precedente. La distribuzione delle stazioni è però piuttosto disomogenea tra le diverse Regioni che sottolinea un non imprevedibile divario tra Nord e Sud.

In particolare, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino Alto Adige, Lazio e Veneto presentano un numero di installazioni superiore a 1.500 punti di ricarica. Seguono Sicilia, Puglia, Liguria, Sardegna e Abruzzo con punti di ricarica compresi tra 500 e 1.000. Le altre Regioni presentano una numerosità di punti di ricarica inferiore a 500.

A luglio 2021, si stimano in Italia circa 450 punti di ricarica pubblici e privati ad accesso pubblico della tipologia ultrafast charge. Anche in questo caso il divario tra le regioni settentrionali e quelle meridionali è ben evidente. In particolare, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto presentano superano le  50 unità di ricarica; seguono Trentino, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Toscana, Lazio e Campania con punti di ricarica compresi tra 10 e 50 e le restanti regioni presentano una quantità di punti di ricarica inferiore a 10 stazioni.

I punti di ricarica pubblici e privati ad uso pubblico installati sul territorio italiano ad agosto 2020 sono prevalentemente di tipo normal charge, in linea con lo scenario europeo. Dominano la classifica le installazioni in ambito urbano che costituiscono tra il 55-60%, su strada o in parcheggi pubblici, ma crescono anche le installazioni in ambito extra-urbano che hanno oggi raggiunto quasi il 10% del totale. Nel 2020 in Italia sono stati stimati oltre 24.000 punti di ricarica privati, ed è da sottolineare il fatto che essi si siano più che triplicati rispetto al 2019. Oltre il 75% delle installazioni di ricarica private è rappresentato da wallbox, in leggera riduzione rispetto allo scorso anno, mentre il restante 25% fa riferimento a colonnine. la maggioranza dei punti di ricarica privati rientrano nell’ambito residenziale, circa il 60-65% di cui circa il 5-10% presso condomini. Queste ultime presso residenze private registrano però una decrescita di circa il 10% nel 2020 rispetto ad una crescita registrata dalle installazioni di punti di ricarica privata presso aziende(25 – 35% dell’installato).

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