Business travel in Italia: il mercato cambia pelle tra internazionale dominante e nuova pressione sui budget corporate

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Dopo l’analisi macroeconomica globale e la lettura dei trend internazionali del business travel, il webinar odierno di BCD Travel Itay entra nel perimetro nazionale. L’intervento di Rosa Guerra, Director Program Management presso BCD Travel Italy, porta l’attenzione sul mercato italiano, traducendo le dinamiche globali in impatti concreti su rotte, capacità, prezzi e strategie di gestione dei programmi corporate. Il focus si sposta così dal quadro internazionale alle specificità di un mercato che continua a crescere grazie all’internazionale, mentre il domestico mostra segnali di debolezza strutturale.

La fotografia che emerge è quella di un sistema in riequilibrio, caratterizzato da una riallocazione della capacità verso i mercati più redditizi e da una crescente polarizzazione tra segmenti leisure ad alto potere di spesa e domanda corporate più sensibile ai costi.

Traffico domestico debole e centralità delle rotte internazionali

Nel corso del 2025 il traffico domestico italiano ha registrato volumi sostanzialmente stabili o in lieve contrazione. Le compagnie hanno progressivamente ridotto la capacità sulle rotte nazionali, soprattutto sulle tratte meno redditizie, generando un effetto diretto sui prezzi medi. Il caso dei collegamenti verso le isole rappresenta uno degli esempi più evidenti: la riduzione dei posti disponibili ha spinto verso l’alto le tariffe, accentuando la pressione sui budget aziendali.

In parallelo, il traffico internazionale continua a rappresentare il vero motore di crescita del mercato. Nel 2025 i voli long haul hanno registrato un incremento vicino all’8%, sostenuto da una capacità complessiva in aumento di oltre il 6%. L’Europa resta il principale driver con una crescita superiore al 9%, affiancata da mercati emergenti come Africa e Sud-Est asiatico, che stanno assumendo un peso sempre più rilevante nei flussi in entrata e in uscita dal Paese.

Questo riequilibrio conferma una trasformazione strutturale: la crescita del sistema aeroportuale italiano segue sempre più logiche di attrattività internazionale e meno la domanda interna, con conseguenze dirette sulla disponibilità di offerta per il segmento corporate domestico.

Nuovi assetti competitivi nel trasporto aereo italiano

Il 2025 ha segnato un punto di svolta anche sul fronte degli equilibri tra vettori. L’ingresso di Lufthansa nel capitale di ITA Airways, con una quota iniziale del 41% e prospettive di controllo totale, rappresenta una delle principali operazioni industriali degli ultimi anni nel panorama europeo. L’integrazione operativa procede rapidamente, con l’allineamento dei sistemi di distribuzione e delle piattaforme GDS già avviato.

Questa operazione ridisegna il peso competitivo del gruppo sul mercato italiano, in particolare negli hub strategici come Milano Linate, dove la combinazione ITA-Lufthansa consolida una posizione dominante. Parallelamente Ryanair mantiene la leadership sul domestico in termini di capacità, pur attraversando una fase di maggiore pressione regolatoria e competitiva. EasyJet rafforza invece la propria presenza sulle rotte internazionali, beneficiando della ripresa dei flussi europei.

Il risultato è un mercato più concentrato, con dinamiche di pricing sempre più influenzate dalla selettività della capacità e dalle strategie di posizionamento dei grandi gruppi aeronautici.

Tariffe aeree: dalla fase di recupero alla stabilizzazione progressiva

L’evoluzione dei prezzi aerei in Italia racconta una traiettoria ormai ben definita. Dopo il crollo durante la pandemia, con una contrazione di quasi il 50% rispetto ai livelli pre-Covid, il biennio successivo ha visto una forte accelerazione. Nel 2023 le tariffe hanno superato i livelli del 2019 con un incremento superiore al 15%, trainate dal rimbalzo della domanda e dalla capacità ancora limitata.

Nel periodo più recente la crescita prosegue con ritmi più contenuti, avviandosi verso una fase di stabilizzazione progressiva tra il 2026 e il 2028. Questo passaggio segna il ritorno a un mercato più maturo, in cui l’equilibrio tra domanda e offerta si ricompone gradualmente, pur mantenendo una pressione strutturale sui prezzi nelle finestre di alta stagionalità.

Hotel: stabilità dei prezzi medi e trasformazione dell’offerta

Anche il comparto alberghiero italiano mostra una dinamica apparentemente stabile sul fronte dell’Average Daily Rate, accompagnata da una profonda trasformazione strutturale. Nel 2025 emergono forti differenze territoriali: città come Roma e Venezia, dopo i picchi legati ai flussi turistici internazionali, registrano una fase di assestamento, mentre mercati secondari come Genova evidenziano una crescita più sostenuta.

La domanda internazionale continua a esercitare un ruolo determinante. I flussi provenienti da Stati Uniti, Medio Oriente e mercati ad alto potere di spesa stanno modificando la composizione della clientela e influenzando le strategie di pricing degli operatori alberghieri. Questo scenario ha favorito l’ingresso e l’espansione delle grandi catene internazionali, in particolare nel segmento luxury e branded high-end.

Il mercato italiano, storicamente caratterizzato da una forte presenza di strutture a conduzione familiare, sta vivendo una fase di consolidamento. Gruppi come Best Western, che mantiene la leadership per numero di strutture, Marriott, Accor e altri operatori globali stanno rafforzando la propria presenza, intercettando una domanda sempre più orientata verso standard internazionali e servizi premium.

Per il travel management questo cambiamento comporta una ridefinizione delle strategie di sourcing, con una crescente necessità di bilanciare disponibilità, condizioni contrattuali e flessibilità delle politiche di cancellazione.

Noleggio auto: stagionalità, inflazione e nuovi player

Il segmento del car rental segue una traiettoria simile a quella degli altri comparti travel. Nel 2025 i prezzi medi hanno registrato un aumento superiore al 5%, spinti da costi operativi in crescita e da una domanda stagionale particolarmente concentrata nei mesi estivi. Le previsioni per il 2026 indicano una crescita più moderata, accompagnata dall’ingresso di nuovi operatori nei sistemi di distribuzione GDS.

Questo ampliamento dell’offerta apre spazi di manovra per le aziende, ma richiede un’attenta valutazione dei servizi accessori, delle condizioni contrattuali e della reale disponibilità di flotta nei periodi di picco.

Dal dato alla strategia: il ruolo centrale del travel manager

Il filo conduttore dell’intervento è il passaggio dalla semplice gestione operativa alla costruzione di una strategia strutturata di governo della spesa travel. In un contesto caratterizzato da stagionalità marcata, concentrazione dei fornitori e maggiore volatilità dei prezzi, la difesa del budget passa sempre più attraverso regole chiare, processi di controllo e utilizzo sistematico dei dati.

La travel policy assume un ruolo centrale, a condizione che sia progettata per essere facilmente comprensibile e applicabile dai viaggiatori. La complessità normativa e procedurale rischia di ridurre l’adesione alle regole, mentre policy chiare e orientate al comportamento consentono di mantenere il controllo senza compromettere l’esperienza dell’utente.

La negoziazione con i fornitori si basa sempre più su analisi puntuali dei volumi, dei pattern di viaggio e delle esigenze aziendali. Conoscere i trend interni diventa fondamentale quanto comprendere quelli di mercato, permettendo di differenziare le strategie contrattuali tra vettori, hotel e operatori di mobilità.

Uno scenario in evoluzione per il 2026

Il quadro che emerge dall’analisi del mercato italiano di BCD Travel Italy conferma una traiettoria di trasformazione profonda. La crescita resta trainata dall’internazionale, la struttura competitiva si consolida, l’offerta alberghiera si riposiziona verso segmenti premium e la mobilità terrestre evolve verso modelli più flessibili.

Per i travel manager il 2026 si presenta come un anno di consolidamento operativo, in cui la capacità di anticipare la stagionalità, utilizzare i dati come leva negoziale e adattare le policy ai nuovi comportamenti di viaggio rappresenta un fattore decisivo per mantenere equilibrio tra controllo dei costi, qualità del servizio e resilienza organizzativa.

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