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ToggleGuida completa al bonus colonnine domestiche 2026: come accedere all’incentivo MIMIT, scadenze, spese ammissibili, requisiti tecnici e documenti
A partire dalle 12 del 22 settembre, i cittadini italiani e i condomìni possono inoltrare le istanze per ottenere il rimborso statale destinato all’acquisto e alla messa in opera di dispositivi di ricarica per veicoli a trazione elettrica. Gestita per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il tramite della piattaforma telematica di Invitalia, il bonus colonnine elettriche 2026 si inserisce nel quadro programmatico pluriennale delineato per il settore automotive, vantando una dotazione finanziaria complessiva pari a 68 milioni di euro suddivisa in tranche annuali: quindici milioni di euro per l’annualità 2026, quindici milioni per ciascuna annualità dal 2027 al 2029 e otto milioni di euro per l’anno 2030. Il testo normativo di riferimento affonda le radici nel DPCM del 10 giugno 2026, registrato dalla Corte dei conti il 25 giugno 2026, pubblicato sul sito del MIMIT il 26 giugno 2026 e inserito nella Gazzetta Ufficiale n. 155 del 7 luglio 2026, oltre ai decreti direttoriali attuativi dell’11 settembre 2026 che regolano termini, controlli e procedure di erogazione. Come evidenziato dai vertici istituzionali, l’iniziativa del bonus colonnine domestiche 2026 non persegue unicamente l’obiettivo di agevolare l’utenza privata nella transizione energetica, ma intende valorizzare la filiera produttiva interna, considerando che oltre la metà delle apparecchiature tecnologiche di nuova generazione installate sul territorio nazionale viene fabbricata direttamente all’interno dei confini italiani.
A chi spetta il contributo e quali spese risultano ammissibili
L’agevolazione statale copre l’80% delle spese globali affrontate per la compravendita e l’installazione materiale delle infrastrutture, ponendo un tetto massimo di rimborso pari a 1.500 euro per ogni singola persona fisica richiedente. Tale soglia limite si innalza sensibilmente fino a 8.000 euro qualora gli interventi di posa in opera interessino le aree, gli spazi e le parti di uso comune all’interno degli edifici condominiali. Possono accedere legittimamente al beneficio esclusivamente le persone fisiche residenti stabilmente nel Paese e i condomìni regolamentati dalle norme del Codice Civile. La normativa esclude tassativamente i titolari di ditte individuali e le società commerciali, per le quali il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica prevede differenti forme di sostegno nell’ambito del PNRR. Ciascun soggetto beneficiario ha facoltà di presentare una sola domanda di contributo; tuttavia, qualora la prima istanza risulti improcedibile, è consentito inoltrare una sola ulteriore domanda entro il 31 gennaio 2027, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, oltre la quale non saranno ammesse ulteriori richieste.
Il perimetro delle spese rimborsabili comprende non soltanto il costo vivo delle colonnine o dei dispositivi wall box di fabbrica e di potenza standard, ma abbraccia anche i lavori elettrici complementari, le opere murarie indispensabili, i sistemi di monitoraggio, i compensi per la progettazione e la direzione tecnica, i collaudi, gli oneri per la sicurezza e i costi vivi di allacciamento alla rete mediante l’attivazione di un nuovo punto di prelievo.
Requisiti tecnici delle colonnine domestiche
Le colonnine o le wall box oggetto del contributo devono obbligatoriamente essere nuove di fabbrica e caratterizzate da una potenza di tipo standard. Una volta completata l’installazione, l’infrastruttura deve rispettare precisi criteri di destinazione d’uso: nel caso delle persone fisiche deve essere a esclusivo uso privato e non accessibile al pubblico, mentre nel caso dei condomìni deve essere destinata all’utilizzo collettivo dei condòmini e parimenti non accessibile al pubblico. Le spese ammissibili al beneficio comprendono l’acquisto e la messa in opera dei dispositivi di ricarica, gli impianti elettrici connessi, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi dedicati al monitoraggio, i costi di progettazione, la direzione dei lavori, le spese per la sicurezza e i collaudi, nonché i costi per l’effettiva connessione alla rete elettrica tramite l’attivazione di un nuovo POD (point of delivery). Il contributo non può in alcun modo essere richiesto in via preventiva prima di aver sostenuto la spesa e installato il dispositivo, e sono severamente escluse le spese saldate in contanti, poiché tutti i pagamenti devono essere tracciabili ed effettuati tramite bonifico bancario, SEPA Credit Transfer, carta di credito o carta di debito intestate al beneficiario ed eseguite da un conto corrente a lui intestato.
Procedura telematica, finestre temporali e dotazioni finanziarie annuali
Le spese e le installazioni per essere ritenute valide devono essere completate entro periodi temporali circoscritti in base all’annualità: dal 26 giugno 2026 al 31 dicembre 2026 per l’annualità 2026; dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno per le annualità dal 2027 al 2029; e dal 1° gennaio al 31 marzo 2030 per l’annualità finale del programma. Per inoltrare l’istanza tramite la piattaforma online, alla quale si accede mediante SPID, CIE o CNS, è obbligatorio allegare una documentazione tecnica e amministrativa completa a pena di inammissibilità. Per le persone fisiche occorrono il codice fiscale e il documento d’identità del richiedente, le fatture elettroniche in formato XML scaricabili dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate (oppure fatture analogiche accompagnate da idonea documentazione che comprovi l’esonero normativo del fornitore), gli estratti del conto corrente bancario che attestino i pagamenti tracciati (o in alternativa la richiesta di emissione dell’estratto conto inviata all’istituto di credito unita a una lista movimenti con timbro e firma del funzionario bancario su ogni pagina), la relazione finale dell’investimento, la dichiarazione di conformità dell’impianto rilasciata dall’installatore abilitato ai sensi del DM 37/2008, i dati del conto corrente per l’accreditamento e un indirizzo PEC attivo per l’intera durata del procedimento. Per i condomìni, oltre ai documenti di spesa, alla relazione finale e alla conformità, è richiesto il codice fiscale del condominio, il documento d’identità dell’amministratore pro tempore (o del condomino delegato per stabili fino a otto partecipanti) con la dichiarazione di possesso dei requisiti di cui all’articolo 71-bis delle disposizioni di attuazione del Codice Civile, e la delibera assembleare di autorizzazione dei lavori corredata dalla dichiarazione dell’amministratore che attesti la mancata impugnazione della delibera nei termini previsti dall’articolo 1137 del Codice Civile. Eventuali chiarimenti di carattere generale sulle disposizioni attuative possono essere richiesti contattando Invitalia tramite l’apposito modulo online o telefonando al numero verde gratuito 800 77 53 97 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00).
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