Logistica dell’ultimo miglio: un’altra sfida del Mobility Manager

Logistica dell'ultimo miglio

Condividi

Oltre il pendolarismo: la logistica dell’ultimo miglio vuol dire integrare le spedizioni aziendali nella strategia di sostenibilità per ridurre l’impronta carbonica

La figura del Mobility Manager sta vivendo un’evoluzione strategica fondamentale che guadagna sempre più terreno in fatto di opportunità, essenzialità e responsabilità. Se fino a pochi anni fa il perimetro d’azione era circoscritto al monitoraggio dei flussi casa-lavoro del personale, infatti, oggi la responsabilità si estende verso una gestione olistica della logistica dell’ultimo miglio e delle spedizioni aziendali. Il concetto di green logistics è parente della mobilità sostenibile dei dipendenti poiché il trasporto delle merci in entrata e in uscita — dai campionari commerciali alla corrispondenza interna, fino alle piccole forniture di ufficio — non può più essere considerato un’attività a sé stante poiché impatta drasticamente sulle emissioni di CO2 collegate all’attività quotidiana, elevando il profilo di sostenibilità dell’intera organizzazione.

Monitorare l’impronta carbonica delle spedizioni, rendicontare il numero di consegne effettuate tramite mezzi non inquinanti e valutare le prestazioni dei partner logistici sono attività indispensabili per trarre valore dal proprio impegno. Affidare al Mobility Manager la gestione delle spedizioni significa dare una struttura scientifica a ciò che finora era gestito in modo parcellizzato. In questo modo, ogni pacco consegnato o spedito diventa un tassello del piano di decarbonizzazione aziendale, contribuendo a definire una realtà organizzativa che non si limita a dichiarare il proprio impegno per l’ambiente, ma lo vive quotidianamente attraverso ogni singolo spostamento, interno o esterno che sia.

Verso una mobilità delle merci integrata: dai corrieri alle cargo-bike

La gestione sostenibile delle spedizioni aziendali richiede una trasformazione profonda delle abitudini consolidate. L’obiettivo è superare la frammentazione dei viaggi, che spesso vede furgoni viaggiare semi-vuoti verso la stessa destinazione, per approdare a modelli più efficienti e meno impattanti. La strategia operativa si articola su tre direttrici principali: gestione della flotta, partnership con corrieri sostenibili e impiego di innovazioni urbane per una mobilità dolce.

La Gestione intelligente della flotta aziendale: I mezzi destinati alla movimentazione interna o alla consegna di campionari devono essere oggetto di un piano di rinnovo volto all’elettrificazione o all’uso di alimentazioni a basso impatto, con una manutenzione predittiva costante che ne garantisca l’efficienza energetica. La partnership con corrieri sostenibili: È cruciale selezionare fornitori di logistica espresso che abbiano integrato nei propri processi obiettivi di riduzione delle emissioni, privilegiando partner che utilizzano mezzi a trazione elettrica o ibrida per le tratte urbane. Infine la innovazione urbana con le cargo-bike: Per le consegne rapide nei centri storici, caratterizzati da ZTL e limitazioni al traffico, l’impiego di cargo-bike rappresenta oggi la soluzione d’eccellenza. Questi mezzi eliminano totalmente l’impatto inquinante, bypassano le congestioni stradali e azzerano le criticità legate alla ricerca di parcheggio per il carico/scarico, rendendo la logistica aziendale agile e silenziosa.

Il ruolo del Mobility Manager: dall’ottimizzazione alla visione strategica

In questo scenario, il Mobility Manager assume il ruolo di regista di un sistema complesso, agendo come facilitatore di una logistica più pulita e razionale. La sua missione non si esaurisce nella scelta del partner logistico, ma si declina in un lavoro costante di analisi dei flussi. Attraverso la mappatura delle spedizioni, il manager può identificare le inefficienze, accorpare le spedizioni in un’unica tornata anziché prevedere consegne multiple, e digitalizzare i processi di tracciamento per evitare spostamenti superflui. Il suo compito è quello di armonizzare le esigenze dei diversi dipartimenti aziendali — che spesso richiedono consegne rapide e improvvisate — all’interno di un’unica regia che privilegi la programmazione, il consolidamento dei carichi e la scelta di mezzi alternativi, trasformando ogni spedizione in un atto di responsabilità ambientale.

Sostenibilità e coerenza: la logistica nel PSCL di nuova generazione

Inserire la freight mobility all’interno del proprio PSCL (Piano Spostamenti Casa-Lavoro) significa dare coerenza alla narrazione ESG dell’impresa. Non è logico implementare politiche all’avanguardia per la mobilità dei dipendenti se poi, nei piazzali aziendali, si permette un viavai disordinato e inefficiente di mezzi pesanti alimentati a combustibili fossili. La logistica dell’ultimo miglio diventa quindi un elemento cardine del smart working sicuro e della gestione operativa: razionalizzare le entrate delle merci in ufficio permette di ridurre il numero di veicoli che sostano in sede, liberando spazi e riducendo le manovre di carico/scarico che spesso interferiscono con la viabilità dei dipendenti e degli ospiti. Questo approccio sistemico trasforma la logistica da centro di costo in un leva competitiva, migliorando l’efficienza operativa e rafforzando la reputazione aziendale agli occhi di stakeholder, partner e clienti sempre più sensibili alle tematiche green.

Scopri anche:

Sfida dell’ultimo miglio nella mobilità aziendale

Logistica e cyber attacchi

Car pooling in periferia

Integrare PSCL nel piano ESG

Photo credit: Artem Podrez

Sull'autore

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

Accedi alla community

Inizia anche tu a condividere idee, competenze e informazioni con gli altri professionisti del travel e della mobilità

Ultimi articoli

Consulenza

Ebook

Prossimi corsi