Un nuovo modo di viaggiare (e lavorare) con Leonardo Travel: la TMC che mette al centro del business travel innovazione, tecnologia e relazione

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Il 2026 rappresenta un passaggio importante per Leonardo Travel. L’inaugurazione dei nuovi uffici il 18 aprile segna simbolicamente una fase di crescita, ma è soprattutto la direzione intrapresa a raccontare l’evoluzione dell’azienda: un posizionamento sempre più chiaro nel mondo del business travel, sostenuto da tecnologia proprietaria e da una visione fortemente orientata all’innovazione.

Leonardo Travel è una Travel Management Company italiana specializzata nella gestione dei viaggi aziendali, che integra tecnologia proprietaria e consulenza personalizzata. Con un approccio ibrido, unisce innovazione digitale, self booking tool e supporto umano per offrire soluzioni efficienti, flessibili e su misura per aziende e viaggiatori.

Leonardo Travel si distingue nel panorama italiano per un modello che non si limita a digitalizzare i processi, ma li ripensa in chiave strategica e con un approccio tailor made.

Per capire meglio questa trasformazione abbiamo incontrato Marco Andreetti. E, da osservatrice del settore, è interessante notare come, pur senza la notorietà delle grandi TMC internazionali, la società segua da decenni importanti gruppi industriali. Una crescita costruita nel tempo, partita dal territorio piemontese e sviluppatasi progressivamente in diverse regioni italiane, sempre con un principio chiaro: puntare sull’eccellenza del servizio e sulla solidità delle relazioni.

“La tecnologia business travel è nostra, ma il valore resta umano”

Marco, cosa rende oggi Leonardo Travel diversa da una tradizionale Travel Management Company?

«Negli anni abbiamo fatto una scelta molto precisa: investire nello sviluppo di tecnologia proprietaria. Questo ci permette di costruire strumenti realmente aderenti alle esigenze dei nostri clienti, senza doverci adattare a soluzioni standard.»

Andreetti si ferma un attimo, poi aggiunge un punto chiave: «La differenza non la fa la tecnologia in sé, ma il modo in cui la utilizziamo. Per noi è un acceleratore della relazione, non un sostituto. Il cliente vuole velocità, ma anche qualcuno su cui poter contare.»

Quindi il vostro è un modello ibrido?

«Sì, ed è una scelta molto consapevole. Oggi si parla molto di automazione, ma noi crediamo che il futuro del travel management sia nell’equilibrio: la tecnologia deve semplificare e velocizzare, mentre le persone devono garantire controllo, qualità e supporto.»

AI e Self Booking Tool: il futuro del Business Travel è già operativo

Uno dei temi più interessanti è quello dell’intelligenza artificiale applicata al business travel, su cui Leonardo Travel sta investendo in modo concreto.

Come funziona il vostro sistema di AI?

«Abbiamo sviluppato una soluzione che analizza automaticamente le richieste dei clienti, indipendentemente dal canale: e-mail, WhatsApp, anche messaggi vocali. L’AI è in grado di leggere, interpretare e strutturare tutte le informazioni contenute nella richiesta.»

Il passaggio chiave è ciò che accade subito dopo: le informazioni vengono trasformate in una proposta concreta, già pronta per essere validata.

«Il sistema è progettato per collegarsi direttamente al nostro Self Booking Tool proprietario e generare in autonomia una proposta di viaggio completa: voli, orari e opzioni coerenti con la travel policy e con il profilo del viaggiatore. È una funzionalità in fase di rilascio, che permetterà di accelerare in modo significativo i tempi di risposta e la qualità delle proposte. »

E il ruolo del travel agent?

«Resta centrale. L’AI prepara il lavoro, ma l’emissione finale è sempre gestita da una persona. Il travel agent verifica, rifinisce e interviene dove serve.»

Questo modello consente di ottenere risultati molto concreti.

«Oggi siamo in grado di rispondere in brevissimo tempo, con un livello di completezza e precisione molto alto. È un cambio di paradigma importante.»

Andreetti definisce questo approccio come una AI conversazionale ibrida, ma capace di evolvere nel tempo:

«È uno strumento che apprende. Più viene utilizzato, più migliora. L’obiettivo è arrivare a un sistema sempre più autonomo nella fase di preparazione, ma mantenendo il controllo umano sulle decisioni.»

Nel business travel management, infatti, ogni viaggio non è mai un’operazione standard: dietro una richiesta ci sono dinamiche aziendali, priorità spesso non esplicitate e variabili che cambiano rapidamente.

«L’AI è molto efficace nel costruire in tempi rapidi una proposta coerente, ma è la persona che dà senso alla scelta finale. Il travel agent, infatti, non si limita a verificare: interpreta, valuta alternative e prende decisioni che tengono conto anche di ciò che non è scritto nella richiesta.»

È proprio in questo equilibrio che si crea il valore. «La tecnologia prepara, accelera e organizza. L’intervento umano è ciò che trasforma una proposta corretta in una soluzione davvero adatta.»

Vantaggi concreti per aziende e viaggiatori

Quali sono i benefici più evidenti per l’azienda?

«Direi tre: velocità, chiarezza delle informazioni e dei costi e controllo. L’azienda riceve rapidamente una risposta completa, già coerente con le policy aziendali e con i profili dei viaggiatori.»

Ma c’è un altro aspetto che, secondo Andreetti, sta diventando sempre più centrale.

Parliamo del viaggiatore?

«Esatto. Oggi il viaggio di lavoro non è più solo uno spostamento. È un’esperienza che incide sul benessere della persona e, di conseguenza, sulla sua produttività.»

È in questa direzione che si inserisce lo sviluppo della app proprietaria Leonardo Experience, realizzata con tecnologia Amadeus.

«Attraverso l’app il viaggiatore ha accesso a una serie di servizi che migliorano concretamente l’esperienza: il check-in può essere automatizzato, la carta d’imbarco generata direttamente, e vengono suggeriti servizi utili come parcheggi, fast track e anche le lounge ad esempio.»

Ma il punto non è solo semplificare il viaggio.

«In base alla profilazione, il sistema suggerisce anche attività in destinazione. L’idea è quella di accompagnare il viaggiatore durante tutta la trasferta, rendendola più fluida e anche più piacevole.»

Dal business al leisure: bleisure integrato e Viziati.net ampliano l’esperienza di viaggio

Da qui il passaggio è naturale: l’esperienza del viaggio si estende oltre il momento strettamente lavorativo.

Avete sviluppato anche una componente dedicata al tempo libero. Come nasce questo progetto?

«Nasce da un’esigenza molto concreta. Sempre più spesso il viaggiatore business sceglie di prolungare la trasferta con momenti personali. Il bleisure è ormai parte integrante del modo di viaggiare.»

Questa evoluzione è stata integrata direttamente negli strumenti aziendali.

«All’interno del nostro Self Booking Tool abbiamo già inserito la componente bleisure, così il viaggiatore può arricchire il viaggio in modo semplice, restando all’interno dello stesso ecosistema.»

Accanto a questo, Leonardo Travel ha sviluppato anche una piattaforma dedicata: Viziati.net

«Viziati.net nasce per estendere questa logica anche al di fuori del viaggio di lavoro. È una piattaforma pensata per il tempo libero, accessibile ai dipendenti come servizio leisure privato.»

Un passaggio che amplia il perimetro del servizio.

«Il cliente può organizzare in autonomia viaggi personali – voli, hotel, esperienze, tour, assicurazioni  ecc..- con la stessa qualità e competitività che garantiamo nel business travel.»

Qual è il valore aggiunto rispetto ad altri strumenti?

«Da un lato la qualità dell’offerta, grazie a una rete di oltre 100 DMC locali che offrono condizioni davvero vantaggiose. Dall’altro la continuità: lo stesso operatore che segue il cliente nel business travel può diventare un punto di riferimento anche per il leisure.»

Integrazione e PMI: la vera sfida del mercato italiano

A che punto siamo in Italia sul fronte della digitalizzazione del business travel?

«C’è ancora una forte differenza tra grandi aziende e PMI. Le prime hanno già intrapreso percorsi strutturati, mentre le seconde si trovano spesso all’inizio.»

Dove si incontrano le principali difficoltà?

«Nell’integrazione dei sistemi. Spesso viene richiesto un Self Booking Tool, ma poi emergono ostacoli operativi, ad esempio nella gestione dei pagamenti o nella connessione con i sistemi interni.»

Leonardo Travel ha scelto di affrontare questa complessità con un approccio flessibile.

«Possiamo adattarci a diversi livelli di maturità digitale: dal servizio completamente assistito al modello ibrido, fino al full self booking. E lavoriamo molto sull’integrazione con i sistemi di gestione spese.»

Un esempio concreto è il collegamento con piattaforme di expense management e gestionali che apre la strada a sviluppi interessanti anche in ottica di controllo e reporting.

Trasparenza e saving: quando il valore è condiviso

Marco, un altro tema centrale è quello delle tariffe. Come lo affrontate?

Per Leonardo Travel la gestione delle tariffe è prima di tutto una questione di consapevolezza. Rendere visibili le condizioni applicate – dalle tariffe NDC agli accordi corporate negoziati – significa mettere le aziende nella condizione di capire davvero dove si genera valore.

«Il tema, infatti, non è solo il prezzo finale, ma tutto ciò che c’è dietro» spiega Marco Andreetti. «Spesso le aziende si aspettano di ottenere sempre il massimo risparmio possibile, ma senza avere piena visibilità delle dinamiche che lo determinano.»

È proprio qui che entra in gioco il modello di saving sharing, pensato per creare un equilibrio più maturo e sostenibile.

«Quando lavoriamo su un’ottimizzazione reale – che sia una tariffa migliore, una combinazione più efficiente o una strategia di acquisto più intelligente – il beneficio viene condiviso. In questo modo il cliente percepisce concretamente il valore del lavoro svolto e si costruisce una logica di collaborazione più trasparente.»

Un approccio che sposta il focus dalla semplice ricerca del prezzo più basso a una gestione più evoluta del travel, dove competenza, negoziazione e tecnologia contribuiscono insieme a generare risultati misurabili nel tempo.

Uno sguardo al futuro

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

«Continueremo a sviluppare la nostra AI e a rafforzare le nostre piattaforme. Il 18 aprile lanceremo nuove soluzioni che andranno proprio in questa direzione.»

Dalle parole di Marco Andreetti emerge una visione chiara: Leonardo Travel sta costruendo un modello di business travel in cui tecnologia e relazione lavorano insieme, senza sovrapporsi.

L’innovazione c’è, ed è concreta – dall’AI al self booking – ma resta sempre inserita in un processo governato dalle persone.

Un equilibrio che oggi rappresenta uno dei temi più rilevanti per l’evoluzione del travel management.

I.P.

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