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Il Brasile, un partner importante per le imprese italiane

Le relazioni commerciali di cooperazione economica tra i due Paesi hanno reso il Brasile un importante partner per le imprese italiane. Il legame è fondato su radici profonde storiche e culturali, dovute all’immigrazione italiana nel XIX secolo e nel secondo conflitto mondiale. L’Italia ha sempre favorito nel tempo lo sviluppo imprenditoriale del Brasile, incrementato dai nostri connazionali, dai viaggiatori d’affari alla ricerca di business e dalle imprese italiane che hanno investito credendo nelle opportunità di questo grande Paese. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Economia Brasiliano, l’Italia è diventato il principale partner in materia di investimenti, partecipando attivamente alla crescita economica del Paese in diversi settori strategici.

La presenza delle imprese italiane in Brasile

L’ultimo censimento a maggio del 2019 ha rilevato 969 presenze di imprese italiane in Brasile, fornito dal CCIE (Camera di Commercio Italiana all’Estero) e da fonti governative, ha confermato gli aspetti positivi dei rapporti commerciali tra Italia e Brasile. Un dato importante è emerso da un censimento effettuato dalla Banca Centrale Brasiliana basato sui capitali stranieri investiti in imprese locali.

Nel 2015 si contavano 1262 imprese italiane in Brasile, un esito che risultava troppo ampio rispetto alle fonti governative. Si rilevò che la presenza dei capitali stranieri provenivano anche da persone fisiche o da società industriali che avevano deciso di trasferire la loro sede in Brasile. Quindi, considerando solo le società amministrate da persona giuridica italiana o da italiani che si sono trasferiti in Brasile, si possono definire 17 macro settori, tra i più importanti troviamo: macchinari e componenti industriali, automotive, chimico e petrolchimico, alimentare, telecomunicazioni, edilizio, trasporti e tessile.

La maggior parte delle imprese industriali si concentrano nel sud, sud-est del Brasile confermando la distribuzione geografica storica dell’economia del Paese. Vanno menzionate alcune tra le storiche e principali aziende italiane presenti in Brasile: Tim, Pirelli, Enel, Ferrero, Leonardo, Fincantieri, Luxottica, Bonfiglioli, Prada, Armani, Valentino, Intesa San Paolo, Unicredit, Generali, Alitalia, Eataly, Barilla, Campari, Illy e Almaviva.

Lo sviluppo dell’imprenditoria italiana in Brasile

L’interscambio commerciale dopo una flessione tra il 2016 e il 2017 dovuta alla crisi economica del Brasile, ha proseguito il suo recupero favorendo l’Italia, incrementando i viaggi di lavoro e il business tra i due Paesi. Secondo i dati pubblicati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel 2018 il commercio bilaterale ha raggiunto + 1,8% a 7,248 miliardi di euro. L’Italia è tra i cinque membri del “Memorandum d’intesa sugli Investimenti” insieme a Usa, Cina, Giappone e Francia e nel 2018 si è affermata come primo partner commerciale. Nell’ultimo periodo i migliori flussi in entrata si sono riscontrati in comparti come le telecomunicazioni, i trasporti e l’energia, rafforzando maggiormente l’incremento nel settore energetico durante il primo trimestre del 2019. Enel è diventato il primo distributore di energia elettrica, investendo su fonti rinnovabili e sostenibili come solare ed eolico. Basti pensare che San Paolo detiene oltre 7 milione di utenti ed è la prima città al mondo con il maggior numero di clienti Enel.

San Paolo, la città del futuro sostenibile

 L’imprenditoria italiana è sostenuta e finanziata da programmi di ricerca e sviluppo, fornendo servizi e prodotti di qualità con investimenti a medio o lungo termine. E’ opportuno sottolineare quanto il business tra l’Italia e il Brasile si sia incrementato e quanti viaggiatori d’affari intraprendano nuove strade per lo sviluppo di un’economia proiettata verso il futuro. Tra le aziende italiane impegnate in Brasile su progetti tecnologicamente all’avanguardia troviamo Enel.

Proprio a San Paolo, la capitale economica del Paese ha preso vita il 9 ottobre del 2019 l’iniziativa “Urban Futurability” sviluppata dall’ azienda italiana. Un modello di quartiere del futuro creato in un’area metropolitana di San Paolo, Vila Olímpia, oggi definita la “Silicon Valley di San Paolo”. Il progetto mette a punto quello che si definisce la “tecnologia Industry 4.0” attraverso la realizzazione del primo Network Digital Twin del sud America: automazione di rete con intelligenza artificiale. Stiamo parlando di un modello digitale tridimensionale che riproduce l’infrastruttura elettrica, con l’installazione di circa 500 sensori che trasmettono in tempo reale tutte le informazioni della rete elettrica, all’interno della rete stessa.

L’energia diventa un servizio che contribuisce alla creazione di un ecosistema urbano e sostenibile, puntando alla prevenzione del rischio, alla sicurezza, oltre che alla manutenzione correttiva, fornendo informazioni e dati che hanno origine dall’infrastruttura elettrica. Livio Gallo direttore della divisione globale Infrastrutture e reti di Enel ha dichiarato: “le reti elettriche sono le infrastrutture urbane più importanti: è essenziale renderle più flessibili per aumentare la resilienza totale della città. In questo senso, il gemello digitale aiuta a capire come la rete può reagire nel modo migliore quando si verifica un evento imprevisto come gli eventi meteorologici, che sono sempre più frequenti e intensi ”.

Questo è anche e soprattutto un progetto “green”, un esempio virtuoso con l’obiettivo di aumentare l’efficienza energetica e la riduzione di emissioni di gas serra. Lo sviluppo delle potenzialità delle reti digitalizzate sono passi fondamentali per la transazione energetica, perché capaci di integrarsi con fonti rinnovabili e sostenibili. Concludendo la presentazione del progetto Livio Gallo ha affermato: “megalopoli come San Paolo possono essere laboratori viventi della rivoluzione energetica 4.0”.


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