Visto d’ingresso per Paesi Asiatici. Le regole

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Non sono molti i Paesi che accettano la carta d’identità italiana valida per l’espatrio e si suggerisce, per trasferte oltre confine, di essere in possesso di passaporto in quanto universalmente riconosciuto.

Ma per viaggi in determinati Paesi il passaporto può non essere sufficiente se non corredato da regolare visto di ingresso.  Poi, ogni Paese ha le sue regole precise, limitazioni che riguardano la tipologia di attività che si svolge, vaccinazioni, informazioni pregresse su Paesi visitati.

Un’altra regola da tenere a mente è che in molti Paesi non è possibile richiedere il visto al momento dell’ingresso ma deve essere fatto prima della partenza dall’Italia attraverso  le agenzie turistiche o le  Rappresentanze diplomatico-consolari.

Alcune eccezioni sono fatte in  caso di transito con destinazione in un Paese terzo. Ad esempio in Cina è possibile ottenere un visto di transito valido per 72 ore presso gli aeroporti di Pechino, Shanghai, Canton e Chengdu. Se poi non ci si allontana dalla zona aeroportuale di transito, e la sosta è inferiore alle 24 ore, si è esentati dal visto.

In Giappone, invece, i cittadini italiani  possono recarsi senza visto per un massimo di 90 giorni di permanenza. Se però si pensa di fermarsi di più è necessario munirsi di un visto, che potrà essere richiesto presso l’Ambasciata giapponese a Roma o il Consolato giapponese a Milano. Ma se si intende esercitare un’attività professionale in Giappone l’apposito visto è obbligatorio prima di intraprendere un viaggio di lavoro verso questo Paese.

In India invece il Visto di ingresso è necessario e può essere unicamente rilasciato dagli uffici diplomatico/consolari del Paese presenti in Italia. Il modulo di richiesta visto va compilato esclusivamente online sul sito http://www.indianvisaonline.gov.in/visa/ . Per il rilascio del visto è necessario che il passaporto abbia validità minima residua di almeno sei mesi.  E va ricordato che l’estensione del visto turistico in India non è permessa.

Per entrare in India, per motivi di turismo, non è richiesto il visto se si entra nel Paese dai seguenti Aeroporti e Porti:

Aeroporti:

1)    SoekarnoHatta, Jakarta

2)    Ngurah Rai, Denpasar, Bali

3)    Kualanamu, Medan

4)    Juanda, Surabaya

5)    HangNadim, Batam

 

Porti:

1)    SriBintan, TanjungDinang, Sumatra

2)    Sekupang, Batam, Sumatra

3)    Batam Center, Batam, Sumatra

4)    TanjungUban, Bintan, Sumatra

 

Se invece il vostro motivo del viaggio è per affari, il visto è obbligatorio. É possibile richiedere un visto multiplo d’affari al costo di circa $ USA 75. I visti ottenuti presso l’Ambasciata possono avere una durata maggiore (sino a 60 giorni) e sono rinnovabili. Per visite in particolari regioni, come ad esempio Papua o Aceh, oltre al visto occorre anche richiedere all’Ambasciata indonesiana le informazioni aggiornate per ottenere le speciali autorizzazioni necessarie per l’ingresso in dette regioni.

Per entrare in Taiwan non occorre il visto per soggiorni non superiori ai 90 giorni, purché si disponga del titolo di viaggio (biglietto aereo di ritorno) per il rientro o per la prosecuzione del viaggio verso altra destinazione.

Per le Filippine , dal 1 agosto 2013, il visto di ingresso gratuito si può ottenere direttamente all’arrivo. Per soggiorni superiori ai 30 giorni, rimane  l’obbligo di estensione da richiedere presso il “Bureau of Immigration”  (Magallanes Drive, Intramuros, Manila. Tel.:0063 2 527 3248), prima della scadenza del visto. Tale estensione ha un costo di circa 60 dollari USA.

Tenete presente che molte norme, sopra indicate, possono essere variate dai Paesi anche in modo repentino e improvviso. Suggeriamo, quindi, prima di recarvi in un Paese straniero, di visitare gli aggiornamenti sui documenti necessari presso il sito della Farnesina.

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