Think Tank: Mobility e nuovo Ruolo del Travel Mobility Manager

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Proseguono in questo articolo i risultati del primo Think Tank nazionale sul Business Travel e Mobility Management promosso in occasione della IV convention aitmm.

L’iniziativa realizzata da Travel for business, rivolta ai professionisti della mobilità aziendale, ha visto la partecipazione e il supporto di 4 business coach per esplorare nuove soluzioni e guardare al futuro sulle 4 tematiche programmate:

  • Travel Process
  • Travel Risk
  • Mobility
  • Ruolo Travel Mobility Manager

Per facilitare i lavori del Think Tank è stato utilizzato il metodo dei 6 Cappelli di De Bono, una tecnica giocosa e molto efficace che permette di argomentare e ragionare da diverse prospettive, evidenziando gli aspetti e/o le soluzioni creative, sia con prospettiva ottimistica che pessimistica, sia la visione del micro dettaglio del dato di fatto che la visione strategica dall’elicottero, sia la parte emotiva ed emozionale.
Il risultato? Un dialogo “out of the box” che accresce consapevolezza e crea un pensiero unico con varie idee e obiettivi, frutto di tutte le prospettive e di tutti i cervelli e i cuori partecipanti.

Think Tank: mobilità aziendale, modelli, sostenibilità e nuove relazioni

La tavola tematica che riguardava la mobilità è stata gestita dalla dott.ssa Luisa Mao. Luisa ha iniziato la sua carriera lavorativa in una compagnia assicurativa come analista organizzativo e project manager nell’ambito dell’organizzazione del lavoro, dell’innovazione e del welfare aziendale. Oggi lavora come tutor e recruiter per le politiche attive per il lavoro ed è consulente e coach per il benessere organizzativo e l’innovazione organizzativa, per il worklife balance e la diversity and inclusion management.
Interessata ai temi dell’innovazione sociale, studia le dinamiche urbane e abitative, intese come vivibilità urbana e qualità abitativa. Mette in relazione la realtà territoriale con quella aziendale offrendo servizi personalizzati e contestualizzati in una logica di risposta ai bisogni individuali e collettivi. A gennaio l’avevamo già apprezzata per il suo webinar Smart working: aspetti organizzativi e operativi, elementi giuslavoristici. L’occasione per fare una analisi del contesto odierno sul tema dello smart working per permette di poter interpretare questa nuova modalità di lavoro facendola diventare una innovazione ed una rivoluzione, non solo nel modo di lavorare, ma di pensare e concepire il lavoro.

Come per gli altri temi, anche Luisa ha seguito la traccia predisposta da Travel for business per esplorare l’oggi, il domani a tre anni e la roadmap

Ecco i risultati salienti raccontati direttamente da lei.

Anno zero

“Questo frangente storico ci ha permesso di scoprire un modo di lavorare diverso, offrendo uno sguardo innovativo anche dell’utilizzo degli spazi di lavoro e sulla mobilità sostenibile ed in generale delle infrastrutture, facendo emergere con forza i temi della socialità, del benessere delle persone, insieme con la conciliazione tempo vita-lavoro (confort, risparmio di tempo e risparmio economico) oltreché dell’ecologia e dell’elettrico come nuova forma di emissione. Tutto questo deve essere accompagnato da una determinazione più concreta delle priorità e delle risorse da investire affrontando anche i temi dell’engagement delle persone, della soddisfazione lavorativa e dell’attrazione dei talenti.”
Una grande opportunità per aziende e persone.

Quali strumenti e competenze da sviluppare?

Mancanza di formazione e presenza di troppi e diversi strumenti che si sovrappongono e che non dialogano efficacemente.

Strumenti e competenze

Importanza del ruolo del HR nella “determinazione” del benessere del lavoratore.
Necessità di collaborazione e condivisione con gli altri ruoli e strutture aziendali e con le istituzioni (PA).
Integrare il concetto/servizio di mobilità con gli spazi (fisici) aziendali e vita quotidiana.

Quali azioni da compiere?

Definire le priorità e stanziare risorse con investimenti coraggiosi. Proporsi in una logica di “multiservizio” (Travel e Mobility manager).
Lavorare sulla cultura aziendale per comprendere e innovare, prevedendo e comprendendo gli impatti aziendali dei fenomeni e delle scelte compiute e che si vogliono intraprendere.

La parola chiave è stata “Learning agile”

Costruire il domani: con innovazione costante e rapida

La mobilità come tema trainante e valorizzazione del ruolo del mobility e travel manager.

Sarà cambiato qualcosa se nel frattempo si sarà evoluto e implementato lo smart working come innovazione organizzativa, accompagnato da un cambiamento culturale tanto aziendale, quanto sociale su questi temi, arrivando ad una visione WIN-WIN (azienda-dipendente).
Bisogna cambiare rapidamente, essere pronti e reattivi, non rigettare il cambiamento. Talvolta l’innovazione è più rapida di quello che pensiamo, le novità ed i cambiamenti possono essere anche più rapidi di 3 anni.
L’importanza di reinvestire le risorse risparmiate. Dirottare verso nuovi obiettivi e nuove priorità.

Fra tre anni

Strumenti e competenze

Necessità di formazione come Project Manager per la progettazione, implementazione e gestione dei progetti di mobilità in vista di fondi e finanziamenti pubblici
Nuove competenze per lo smart working “evoluto” -autonomia e responsabilità

Nuove relazioni

Nuovi ruoli di gestione delle HR anche a supporto dello smartworking
Studiare e prendere spunto dalle buone pratiche, senza dimenticare il proprio contesto aziendale e territoriale, rispettando e valorizzando la propria identità
Costruzione e promozione di nuovi business da parte delle società di mobility
Connessione e collaborazione con la pubblica amministrazione

Quali azioni da compiere

  • Innovare e implementare lo smart working
  • Ripensare agli spazi fisici di lavoro
  • Definire in maniera chiara gli obiettivi e convertire le risorserisparmiate (grazie all’innovazione organizzativa ed al nuovo modo di lavorare) verso altri obiettivi e priorità
  • Costruire un nuovo welfare aziendale che comprenda mobilità e sostenibilità a supporto anche dello smart workinge del lavorare “in luoghi diversi” dal tradizionale ufficio di sede

La parola chiave è stata “innovazione”

Roadmap, 3 dimensioni su cui lavorare

Collettività e ambiente

Revisione dei fornitori con una maggiore spinta su quelli più attenti e con maggiori servizi a minore impatto sull’ambiente intermini di eissioni CO2

Azienda

Comunicazione chiara verso l’esterno e verso l’interno della mobility in una logica di immagine aziendale e Responsabilità Sociale di Impresa.

Persone

Piani di welfare che includano progetti legati alla mobility non solo aziendale in una logica di benessere e work life balance.
Sostenibilità della trasferta in termini di work life balance e opportunità (BLEISURE)

Think Tank nuovo ruolo del Travel Mobility Manager

I lavori sul ruolo Travel e Mobility Manager sono stati condotti da Barbara Reverberi, giornalista, freelance mentor, podcaster e autrice di Freelance Digitali. Nel 2017 ha creato Freelance Network e oggi crea percorsi di mentoring e coaching per aiutare le persone che vogliono cambiare lavoro, trasformarlo o crearlo.

“Dei 4 tavoli di condivisione ho avuto il privilegio di condurre quello dedicato al Ruolo e ai nuovi obiettivi strategici del Travel Mobility Manager. Un contesto vicino alle tematiche che affronto quotidianamente come mentore e coach per supportare il cambiamento in uomini e donne d’azienda in procinto di ridefinirsi per cambiare scenario professionale” ha detto Reververi

Come per le altre tavole, i coach hanno condiviso le linee guida e le procedure per applicare il metodo dei 6 cappelli di De Bono, per guardare al ruolo del Travel Mobility Manager da punti di vista differenti e, talvolta, contrastanti.

Oggi

I partecipanti hanno scelto quale cappello indossare e il primo giro di tavolo è stato dedicato al contesto attuale. Il Think tank a fatto una fotografia della situazione attuale (l’oggi) – legata appunto a questa figura professionale.

La pandemia ha avuto un impatto profondo sul ruolo del Travel Mobility Manager mettendo in luce difficoltà e necessità di una mansione poco riconosciuta eppure di fondamentale importanza nei nuovi scenari internazionali. Da una parte la crescente richiesta di attenzione e responsabilità nella comunicazione di nuove procedure ai passeggeri coinvolti nei trasferimenti, dall’altra l’opportunità di studiare i processi di viaggio per raccogliere dati da più fonti e ottimizzarli per renderli disponibili e condivisibili a più livelli.

A 3 anni

Nel secondo giro di tavolo i temi già emersi venivano proiettati nel futuro, a distanza di 3 anni. Qui le parole più ricorrenti sono state team, rete e collaborazione, a sottolineare l’esigenza di riscoprire un lato umano del ruolo del Travel Mobility Manager, sempre più coinvolto nel fornire soluzioni pratiche per i viaggiatori ed efficienti per le aziende.

RoadMap

Nell’ultima tappa l’obiettivo era definire una roadmap per identificare i passaggi e introdurre un cambiamento nella percezione del ruolo del Travel Mobility Manager. Tutti concordi nel ritenere che il motore del cambiamento risieda nel coraggio e nell’introduzione del digitale a tutti i livelli per ridurre il lavoro operativo e rendere più efficienti le procedure con un minor dispendio di risorse.

Come attuare questo salto di consapevolezza e percezione del ruolo del Travel Mobility Manager?

Attraverso la formazione. Anche per condividere, come nel caso del think tank, una progettualità comune e necessaria per far crescere in azienda la figura del Travel Mobility Manger.

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