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ToggleManovra 2027: cosa c’è di certo e cosa è ancora un’ipotesi sulle targhe personalizzate
Tra le novità economiche e normative presentate in seguito al Consiglio dei Ministri che ha varato la manovra, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha introdotto una misura che ha subito catturato l’attenzione mediatica e degli automobilisti: la possibilità di richiedere targhe personalizzate per auto e moto. Presentata con un tocco di colore e la previsione di una grande creatività da parte dei cittadini, la misura sblocca un’opportunità rimasta inattesa per oltre vent’anni. Già prevista dal Codice della strada del 2002, la personalizzazione non era mai diventata realtà per la mancanza dei decreti attuativi, ora rilanciati dal nuovo impianto normativo approvato lo scorso 13 ottobre. Tuttavia, tra annunci istituzionali, stime dell’ACI e legittime curiosità, è fondamentale tracciare una linea di demarcazione netta tra ciò che è stato stabilito con certezza e ciò che, al momento, appartiene unicamente al campo delle ipotesi e della speculazione.
Cosa c’è di certo sulle targhe personalizzate
I dati ufficiali e le indicazioni tecniche fin qui confermate delineano un quadro ben preciso riguardo ai costi e ai vincoli generali della misura:
- Il quadro normativo e la manovra. La legge di Bilancio e il nuovo Codice della strada sbloccano l’iter per le targhe on demand, superando il vuoto normativo del passato.
- I costi ufficiali per le auto. Per una coppia di targhe personalizzate (anteriore e posteriore) il costo fissato è di 500 euro da versare al Poligrafico dello Stato, ai quali si aggiunge una maggiorazione del 20% (100 euro) destinata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per un totale complessivo di 600 euro.
- I costi ufficiali per le moto. Per i motoveicoli, che prevedono la sola targa posteriore e l’inclusione dei tasselli autoadesivi, la spesa è di 300 euro, a cui si somma la maggiorazione del 20% (60 euro), portando il prezzo totale a 360 euro. A queste cifre andranno comunque aggiunti i normali oneri amministrativi delle pratiche di immatricolazione.
- Il formato e i caratteri. Le nuove targhe manterranno rigorosamente lo stile standard europeo (sfondo bianco, caratteri neri, bande blu laterali) e la struttura alfanumerica classica, senza introdurre modifiche alla tipologia di font o all’inserimento di simboli speciali ed emoji.
- I tempi di attesa. Sebbene l’introduzione sia legata alla manovra, l’iter parlamentare e la pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale richiederanno tempo. L’entrata in vigore formale della normativa è fissata per il 1° gennaio 2028 e la Motorizzazione Civile dovrà successivamente emanare i regolamenti attuativi specifici. Di conseguenza, le targhe non sono prenotabili nell’immediato e difficilmente si vedranno su strada prima del 2028.
- Il legame con il veicolo. La targa personalizzata resta legata al mezzo e non al proprietario. In caso di vendita dell’auto, la targa resterà in dotazione al veicolo fino alla sua eventuale demolizione, mentre è comunque previsto un duplicato in caso di furto o smarrimento con la medesima combinazione.
Le zone d’ombra della misura sulle targhe personalizzate di auto e moto
Intorno alla novità si rincorrono molteplici interrogativi a cui i futuri decreti attuativi dovranno dare risposta. Le zone d’ombra su cui è possibile soltanto avanzare supposizioni riguardano diversi aspetti pratici:
- La questione della provincia. Le targhe italiane attuali non riportano la sigla della provincia nella sequenza principale. Se il formato resterà quello standard nazionale (stile AA 000 AA), è altamente probabile che la provincia non rientri tra gli elementi personalizzabili, ma si tratta di un’inferenza in attesa di conferma ufficiale.
- Il cambio frequente e i costi ripetuti. Non è ancora chiaro se i 600 euro copriranno interamente le spese amministrative o se i cambi frequenti di targa (ipotizzando una sostituzione periodica) comporteranno un esborso moltiplicato per ogni singola operazione di reimmatricolazione.
- Le auto già circolanti. Secondo le prime indicazioni, la personalizzazione potrebbe essere inizialmente riservata ai veicoli di nuova immatricolazione o nei casi di smarrimento, furto e deterioramento della targa originaria, lasciando in sospeso la posizione di chi possiede un’auto già immatricolata con targa standard.
- Il rebus delle combinazioni e della censura. Pur escludendo per legge le combinazioni offensive o ambigue, restano da chiarire i criteri esatti di filtraggio per evitare omonimie, riferimenti istituzionali fuorvianti (come combinazioni simili a quelle delle forze dell’ordine) o tentativi di aggirare i divieti con trucchi fonetici. Inoltre, tenendo conto che le regole attuali escludono le lettere I, O, Q e U per evitare confusioni visive, la libertà creativa dovrà fare i conti con questi vincoli tecnici strutturali.
Il confronto internazionale: modelli di successo e mercati esteri delle targhe su misura
L’introduzione delle targhe personalizzate in Italia rappresenta una novità assoluta per il nostro ordinamento, ma trova ampi riscontri e modelli consolidati nel panorama internazionale ed europeo. Negli Stati Uniti, ad esempio, la personalizzazione delle targhe è una tradizione radicata e diffusissima, dove con cifre modeste all’anno è possibile scegliere sia il testo alfanumerico che grafiche dedicate a cause benefiche o università, sempre sotto il filtro di rigide commissioni di censura. Spostandoci in Europa, il Regno Unito gestisce un vero e proprio mercato d’investimento milionario attraverso l’agenzia governativa DVLA, dove le combinazioni rare o corte vengono battute all’asta per somme ragguardevoli. Altri Paesi come la Germania optano per una formula ibrida ed economica (il sistema Wunschkennzeichen), in cui la sigla della città rimane obbligatoria ma si possono scegliere liberamente i caratteri successivi. Infine, negli Emirati Arabi Uniti e in Belgio, la targa personalizzata si trasforma in un vero e proprio status symbol o in una tassa sul lusso, confermando come la creatività e il desiderio di personalizzazione automobilistica costituiscano un trend globale consolidato che adesso si appresta a debuttare anche nel nostro Paese.
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