Rimborso chilometrico e fringe benefit: le nuove tabelle Aci per il 2021

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Nella Gazzetta Ufficiale numero 317 del 22 dicembre 2020, all’interno del supplemento ordinario numero 42, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso le nuove tabelle elaborate da Automobile Club d’Italia (Aci) per calcolare i costi chilometrici per auto e moto da usare nel 2021 per i mezzi assegnati a uso promiscuo ai dipendenti (fringe benefit).

Il rimborso chilometrico 2021

Il rimborso chilometrico spetta al dipendente che per ragioni di lavoro debba recarsi in luogo diverso dalla sede abituale stabilita dal contratto.

Inoltre, l’indennità di rimborso chilometrico può essere richiesta non solo dal dipendente ma anche dai soci, collaboratori e dal personale esterno all’ azienda. Stabilito ciò, il successivo parametro da considerare per tale richiesta è la proprietà del veicolo. Durante un viaggio di lavoro se il mezzo utilizzato è aziendale i costi sono gestiti dalla società, mentre se il veicolo è di proprietà del dipendente o noleggiato, il lavoratore ha diritto al rimborso. Solitamente nelle spese del rimborso chilometrico (carburante) vengono considerate anche le spese una tantum come i costi del pedaggio e del parcheggio.

L’uso promiscuo e i fringe benefit

A differenza delle auto concesse dal datore di lavoro solo per finalità aziendali, quelle di cui il lavoratore si può servire sia per scopi lavorativi che privati (è il cosiddetto “uso promiscuo”) vengono qualificate come compensi in natura (“fringe benefit”): sono assoggettati a contributi e tasse in base ad un valore convenzionale stabilito annualmente dall’Aci.

Per quanto riguarda invece i mezzi assegnati dall’azienda per l’uso esclusivamente personale, tasse e contributi si applicano sul valore normale del bene.

Le novità della Legge di bilancio

Nell’ottica di incentivare l’acquisto di auto con emissioni ridotte di Co2, la materia della tassazione dei veicoli aziendali ad uso promiscuo è stata modificata con la Legge di bilancio 2020 (Legge numero 160/2019). Le percentuali per il calcolo dei fringe benefit sono state ulteriormente inasprite nell’ottica di rendere più conveniente l’uso dei mezzi meno inquinanti.

La normativa a cui fare riferimento dipende dal momento della stipula del contratto. I veicoli assegnati ai lavoratori con contratti stipulati fino al 30 giugno 2020 non sono soggetti alle modifiche operate dalla Manovra. Le disposizioni della Legge di Bilancio si applicano invece ai contratti stipulati dal 1º luglio 2020 per veicoli immatricolati da questa data: in questi casi la percentuale da calcolare sull’importo corrispondente alla percorrenza convenzionale varia in funzione dei valori di emissione di Co2.

Le tipologie: per la prima volta ibride ed elettriche sono divise

Quest’anno le tipologie prese in considerazione nelle tabelle Aci per il rimborso chilometrico e il calcolo del finge benefit passano da 9 a 11: le automobili ibride sono infatti state separate dalle elettriche, con cui rimangono solo le plug-in.

Fringe Benefit 2021 – Tabelle nazionali ACI

 Le tabelle ACI pubblicate sono: 

Come calcolare il rimborso chilometrico

Il calcolo del rimborso chilometrico è semplice. Le tabelle riportano:

– Marca;

– Modello;

– Serie.

Basta trovare la riga corrispondente nella tabella Aci dov’è indicato il costo chilometrico corrispondente. Una volta individuato il costo chilometrico sulla tabella, si moltiplica per il numero di chilometri dichiarati dal lavoratore. L’importo viene inserito nella busta paga ma non come una normale retribuzione. La tassazione applicata a questa tipologia di pagamenti sarà differente sia per il dipendente che per l’azienda e varia dal tipo di trasferta e/o in base alla tipologia del mezzo utilizzato (se personale o aziendale) oppure se rientra nei pagamenti in natura (fringe benefit).

Se il veicolo assegnato al dipendente non è citato nelle tabelle Aci, si deve prendere come riferimento il più simile tra quelli presenti.

La tassazione dei rimborsi chilometrici

I rimborsi chilometrici vengono erogati ai dipendenti per i costi sostenuti per raggiungere il luogo di lavoro. Le somme corrisposte sono soggette a contributi e imposte solo se la trasferta è avvenuta all’interno del Comune in cui è situata la sede di lavoro. Sono esenti da tasse e contributi se la trasferta è avvenuta al di fuori del Comune in cui è presente la sede di lavoro, nei limiti del costo chilometrico definito dalle tabelle Aci.

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