Mobilità sostenibile nella “città dei 15 minuti”

Condividi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su whatsapp

La città dei 15 minuti: la mobilità sostenibile di quartiere per un piano urbano che valorizzi la prossimità e uno stile di vita economico e sostenibile.

Cosa significa “città dei 15 minuti”? Si tratta di uno slogan che sintetizza la sfida internazionale per promuovere un modello urbano che renda le città vivibili e soprattutto percorribili nel minor tempo possibile, potendo contare su infrastrutture e mezzi che rispettano l’ambiente. Insomma: la “città dei 15 minuti” è una risposta tutta contemporanea alla “città ideale rinascimentale” che individua nell’accessibilità e nella mobilità sostenibile la chiave di volta per porre nuovamente l’uomo al centro del mondo, disegnando una realtà cittadina su misura che favorisca uno stile di vita positivo.

In meno di due anni il concetto di “città dei 15 minuti” si è trasformato da un quadro di pianificazione urbana, fatto di vaghe linee guida teoriche, ad uno slogan fatto proprio da cittadini e leader urbani che vedono come un bisogno concreto e un obiettivo facilmente raggiungibile una città a misura d’uomo, di ogni uomo.

Anche nelle recenti amministrative a Roma, l’ormai sindaco Gualtieri ha fatto riferimento a tale modello urbano durante la campagna elettorale. Infatti il presupposto di questo modello è che tutti gli abitanti di una città dovrebbero avere un facile accesso ai servizi urbani essenziali. D’altronde la comodità di avere ogni tipo di servizio a portata di mano è il motivo che spinge le persone a vivere in città. La sfida della “città dei 15 minuti” è ridurre le distanze urbane e sincronizzare tutti i servizi, innanzitutto legati al trasporto, per facilitare la vita delle persone. I quartieri di questa “città ideale” dovrebbero inoltre essere accessibili anche finanziariamente, non solo fisicamente. 

La città dei 15 minuti tra iperprossimità e trasporti più economici

Il modo più semplice per viaggiare all’interno di un quartiere è camminare o andare in bicicletta: sana attività fisica, nessun problema di parcheggio, nessuna attesa per autobus o malaugurate corse di treni saltati. Ma i quartieri percorribili a piedi e in bicicletta dovrebbero essere la norma, non l’eccezione. Lo scopo del progetto è fare in modo che il trasporto sostenibile consenta di accedere alla maggior parte dei luoghi in breve tempo, andando a piedi, in bicicletta o ricorrendo a qualunque altro tipo di mezzo; sostanzialmente l’obiettivo è annullare tutte quelle complicazioni che rendono disagevole prendere l’auto o i mezzi di superficie. La definizione di “città dei 15 minuti”, o “five minutes city“, l’ha fornita Carlos Moreno dell’Università Panthéon Sorbonne di Parigi per sintetizzare lo spirito del piano.

Il concetto di città dei 15 minuti dovrebbe occupare un ruolo centrale nelle discussioni urbane, partendo dall’osservare dove abitano le persone e dove devono arrivare, analizzando i punti nevralgici della vita sociale e mobilità cittadina e in seconda battuta come riorganizzare quartieri e città per ottenere quel tipo di “iperprossimità” e facilità di accesso che renda piacevole la vita urbana.

Marchetti constant”: velocità degli spostamenti in una città in espansione

Spesso si pensa che il cuore della questione dia la velocità di viaggio; in altre parole si crede erroneamente che consentire alle persone di percorrere distanze significative in brevi periodi di tempo sia la svolta per uno stile di vita sostenibile. In realtà l’aumentare della velocità di viaggio va di pari passo con l’espansione progressiva delle città. Il risultato? Andiamo a velocità maggiori ma per coprire distanze più ampie, trascorrendo così in viaggio lo stesso tempo di prima. Questo fenomeno, chiamato “Marchetti constant“, comporta inoltre l’accrescimento delle distanze dal punto di vista sociale. Infatti, coloro che non sono in grado di operare o non possono permettersi la modalità di viaggio più veloce vengono lasciati indietro, essendo sempre meno in grado di soddisfare le proprie esigenze vicino a casa.

Quindi, possiamo dire che “accesso”, “prossimità” e “sicurezza”, devono essere i concetti attorno ai quali costruire le città del futuro. Basta spostare l’asse della pianificazione sulla riduzione della necessità di viaggiare, evitando così di incrementare costose infrastrutture di trasporto in una battaglia persa contro la congestione del traffico e gli autobus sovraffollati.

Trasporti sostenibili e servizi accessibili: caratteristiche della città dei 15 minuti

Esistono quattro caratteristiche chiave di una città dei 15 minuti: 

  • Prossimità: i servizi devono essere vicini e presenti in ogni quartiere;
  • Diversità: gli usi del territorio devono essere misti per fornire un’ampia varietà di servizi urbani nelle vicinanze ad ogni quartiere;
  • Densità: devono esserci abbastanza persone per supportare una varietà di attività in un’area territoriale compatta;
  • Ubiquità: i quartieri devono essere disponibili e alla portata di chiunque voglia viverci.

Mobilità sostenibile

Il concetto di città dei 15 minuti si pone come un modello ideale, descrivendo le città che vorremmo avere, ma non quelle in cui la maggior parte di noi vive effettivamente. Eppure non si tratta di un’utopia: fare progressi concreti verso questo obiettivo è possibile in un piano urbano a lungo termine. Città diverse come Parigi, Melbourne e Portland in Oregon stanno lavorando per ridisegnare i propri servizi e le proprie infrastrutture riducendo il tempo di percorrenza a piedi o in bicicletta. Finora non lo abbiamo detto direttamente, ma ovviamente facilitare la vivibilità dei quartieri e guardare alla mobilità sostenibile significa anche voler ridurre le emissioni di carbonio.

Affinché le aree urbane raggiungano il loro pieno potenziale, gli sforzi della città dei 15 minuti devono fronteggiare alcuni punti critici. Ad esempio:

  • Ampio coinvolgimento del pubblico e consenso. Le variegate comunità che animano la città devono essere coinvolte nella promozione e nell’attuazione del piano. 
  • Misurazione e analisi dettagliate. È necessario definire e quantificare chi ha accesso a cosa e dove. È un’attività di big data a tutti gli effetti. La domanda “a cosa è importante accedere?” deve essere sottoposta ai residenti della città, non ai pianificatori; così come la misurazione della risposta deve essere continua, in modo che una città possa misurare i miglioramenti dell’istanza di prossimità e accessibilità nel tempo, individuando i leader responsabili di tali progressi.
  • Economicità: la città in 15 minuti rappresenta un progetto ambizioso che richiederà tempo per essere raggiunto. Gli sforzi di maggior successo devono far riferimento in larga parte a strategie gratuite o poco costose come requisiti di zonizzazione flessibili e riutilizzo creativo dello spazio stradale esistente.
  • Coinvolgere tutti i tipi di attori. Molte organizzazioni e gruppi di persone devono essere coinvolti, inclusi governo, leader di quartiere, organizzazioni non profit, imprenditori, investitori, organizzazioni imprenditoriali e mondo accademico del territorio. Le aziende sul territorio non possono quindi sottrarsi a questo virtuoso piano di vivibilità che, ci auguriamo, presto coinvolgerà molte città italiane. I Mobility Manager sono in questo senso importanti punti di riferimento che possono contribuire a snellire la congestione del traffico e l’inquinamento, favorendo uno stile di vita più disteso per i propri dipendenti in prima battuta e per l’intera cittadinanza in secondo piano. Ecco perché nelle strategie di mobility management è necessario orientarsi già verso una mobilità sostenibile.

Scopri cosa dice il Decreto Legge sul Mobility Manager.

Sull'autore

Condividi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.