La mobilità dolce e il turismo sostenibile

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Riappropriarsi del proprio tempo, del paesaggio e dell’ambiente. Camminare, pedalare, guardare, scoprire e riscoprire i posti, i luoghi il territorio. Promuovere la mobilità dolce per un Paese come l’Italia, ricco di storia, borghi, biodiversità, varietà di paesaggio, significa promuovere il Turismo su tutto il territorio in modo sostenibile, senza deturpare l’ambiente, distribuendo in modo più equo ricchezza e risorse. Quanto siamo pronti ad offrire una rete di servizi, strade, sentieri adeguati a questo nuovo modello di turismo? Quanto la pianificazione territoriale di Comuni e Regioni sostiene lo sviluppo della mobilità dolce e il turismo sostenibile, fondamentali per valorizzare il territorio e i piccoli borghi?

Il tema è stato affrontato durante la tavola rotonda intitolata “La mobilità dolce e il turismo sostenibile” alla fiera Geco Green Tourism, Mobility & Energy Expo, moderata da Ivano Gallino, co-fondatore di Travel for business, con ospiti Anna Donati, portavoce dell’Alleanza Mobilità Dolce – Amodo e di Kyoto Club, Maurizio Pompili, Operations Manager di Link, Luca Amato, direttore di Assoturismo Confesercenti, Antonio Dalla Venezia, già presidente Fiab – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e Ciab – Club Imprese Amiche della Bicicletta, Maurizio Corsini, rappresentante di Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia (Unpli) Lombardia, e Roberto Minerdo, presidente di Emoby.

Una rete di associazioni per promuovere la mobilità sostenibile: è Amodo

Anna Donati: “L’Alleanza Mobilità Dolce Amodo – Amodo è un’insieme di 28 associazioni che si occupano di cammini, ciclovie, ferrovie turistiche, borghi, natura e turismo sostenibile: intorno all’idea di mobilità sostenibile c’è un’idea di territorio, accoglienza, e permanenza sui territori per contrastare sia i mutamenti climatici e il dissesto del territorio, cioè di infrastrutture e servizi di mobilità dolce e turismo sostenibile come sostegno al territorio e paesaggio”.

Nell’anno della pandemia, i cammini italiani hanno hanno riscontrato maggiore interesse: “Nel nostro Paese i cammini sono in crescita. Hanno cominciato a decollare in particolare dalla via Francigena, il grande cammino europeo che va Canterbury a Roma, con intorno molti altri cammini – ha spiegato l’ambientalista -. In tempo di pandemia, nell’estate del 2020, il turismo ha sofferto tantissimo: quello internazionale è crollato, mentre il turismo di prossimità ha retto con numeri interessanti. Tra questi, i cammini sono la componente che ha retto meglio: si è scoperto che si può camminare vicino ai propri territori”.

Un altro progetto è quello delle ciclovie turistiche: il sistema nazionale ne comprende dieci, che hanno anche ottenuto risorse significative. Oltre a queste ci sono anche le greenways, vecchie ferrovie trasformate in percorsi dove si può camminare e pedalare: sono circa 800 chilometri. Un ulteriore tema di cui la rete si occupa sono le ferrovie e i treni turistici: la prima Legge, del 2018, ne prevede 18, “ma, come nel caso delle ciclovie turistiche, si fa fatica ad attuare la normativa”. Ancora, l’Amodo si interessa del riuso delle strutture per l’accoglienza lungo cammini e percorsi, un patrimonio pubblico poco utilizzato: l’Agenzia del Demanio ha messo a bando dei manufatti da risistemare sia per il terzo settore che per imprenditoria vera e propria, per fornire lungo cammini e ciclovie il sistema di accoglienza che rende facile vivere serenamente l’esperienza al viaggiatore. Infine eventi culturali evocativi e coinvolgenti e servizi innovativi da offrire al viaggiatore: si va dalle Bandiere Arancioni del Touring Club alle Comunità del Cibo Buono e Autentico. Una grande opportunità per il nostro Paese, i cui numeri sono ancora nettamente inferiori rispetto a quelli di altri Paesi d’Europa come la Germania.

Assoturismo Confesercenti: il turismo sostenibile come opportunità per il post-Covid

Per Luca Amato, direttore di Assoturismo Confesercenti, “si tratta di opportunità interessanti da cogliere perché c’è una domanda che le richiede. Il nostro settore è molto vicino a quello della mobilità dolce e del turismo sostenibile: penso ai campeggi, alle guide turistiche, ai rifugi alpini”.

Luca Amato, direttore di Assoturismo Confesercenti

Un impegno che il sodalizio persegue: “Promuoviamo le opportunità legate al mondo del turismo sostenibile, cercando di collaborare attivamente con i progetti che vengono portati avanti soprattutto dalla Pubblica Amministrazione, e in particolare dalle regioni oltre che dal governo. In Piemonte stiamo lavorando sul progetto Piemontescape, che si sviluppa a partire dal cicloturismo, cui si connettono esperienze come la via Francigena o percorsi naturalistici da fare a piedi, andando a intercettare e creare consapevolezza nelle aziende del territorio”.

Il trend, ha affermato Amato, proseguirà: “Credo che il turismo sostenibile nella fase di rilancio post-Covid sarà un asse turistico fondamentale: le previsioni ci dicono che ancora per un po’ di tempo non sarà percorribile un turismo di lunga gittata e lunghi tragitti. Quello della ripartenza sarà un turismo entro un raggio di 3-400 chilometri nelle varie zone e di conseguenza bisogna attrezzarsi: i margini ci sono”. Ecco come: “Alcune realtà sono già cresciute intorno a questa domanda, ad esempio i ciclohotel e i servizi di trasporto bagagli lungo la via Francigena. In Piemonte, il territorio che conosco meglio, c’è una buona esperienza legata al trekking, forse ancora poco promossa dal punto di vista delle strade militari che sono fantastiche, tra le più alte d’Europa, e sono percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo”.
Per conseguire i risultati, ha concluso Amato, servono coesione tra i vari soggetti e un’efficace promozione per rendere visibile la possibilità del turismo sostenibile.

Fiab e Ciab: il recupero delle ferrovie dismesse e il ritorno economico, di presenze, di vivibilità e restauro del paesaggio

Antonio Dalla Venezia, già presidente Fiab – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e Ciab – Club Imprese Amiche della Bicicletta, ha fatto il punto sulla situazione delle ferrovie ciclabili: “Oggi sono poco più di mille i chilometri recuperati nel nostro Paese: non molto rispetto al totale di circa 5 mila, ma un dato significativo se si pensa che dieci anni fa erano circa 600. C’è dinamismo da questo punto di vista, ci sono alcune regioni che stanno investendo molto su questo asset perché è un elemento di forza non solo per il recupero del sedime ferroviario ma anche perché si tratta di un recupero della memoria storica e quindi dell’identità territoriale”.

La situazione è ancora molto diversa fra zone d’Italia: “Al momento il nord la fa da padrone con circa 50% dei sedimi recuperati ma negli ultimissimi mesi regioni come Calabria, Basilicata, Campania e in parte la Sicilia stanno recuperando un po’ il terreno perso in questi anni. La strada da fare per arrivare a recuperare i 5 mila chilometri di ferrovie dismesse dai mille attuali è molta e richiede un impegno di risorse cospicuo, soprattutto in montagna dove ci sono ponti ferroviari o viadotti, ma il risultato è eccezionale in termini di ritorno economico e di presenze, ma anche di vivibilità dei territori e di restauro del paesaggio”.

Un’opportunità che, ha ricordato Dalla Venezia, alcuni Stati europei hanno colto qualche anno prima: “Non siamo sempre un po’ in ritardo e non tutto è recuperabile, difatti le ferrovie dismesse sono molto più di 5 mila chilometri: si parla di 7-8 mila. È comunque ragionevole pensare che nel giro di dieci anni sia possibile raddoppiare il numero di chilometri a disposizione per cominciare a creare una rete di mobilità dolce e a recuperare anche infrastrutture ed edifici a essa collegati: ad esempio stazioni e caselli ferroviari possono essere attrezzati come bicigrill, ciclofficine o piccoli ostelli. Un patrimonio importante per chi l’ha a cuore, che rischiamo di perdere nei prossimi anni se non interveniamo con attenzione”.

Link: con i monopattini in sharing e le app innovative per scoprire le città in sicurezza

A Maurizio Pompili, Operations Manager di Link, è toccato raccontare i progetti di operatore statunitense di micromobilità in sharing nata nel 2004. Dopo il successo in Nord America ha puntato sull’Europa scegliendo l’Italia, e in particolare Roma: da qualche mese nella Capitale sono disponibili mille monopattini elettrici a noleggio altamente tecnologici e progettati con grande attenzione alla sicurezza, ad esempio con manopole più grandi.

“A breve uscirà una nuova app che indica dei tracciati in collaborazione con Touring Station e patrocinata dal Comune di Roma, che presenterà percorsi e piste ciclabili su distanze più lunghe del solito chilometro o due che si possono fare a piedi o del raggio della passeggiata in bicicletta per vedere più luoghi – ha affermato -. Durante la passeggiata i turisti sentiranno cosa stanno visitando: la voce dell’app indica ad esempio “sulla sinistra hai il Campidoglio, sulla destra il Teatro Marcello”. Siamo prossimi all’apertura su Torino, e vogliamo inserire altre cose come il calzolaio o un negozio di alimentari storico, per far comprendere al turista che ci sono sempre  cose di quella città che non sono riusciti a visitare, e che quindi possono tornare”.

Unpli Lombardia: scoprire il Parco del Mincio in bici, in battello, canoa, nave o a cavallo

L’intervento di Maurizio Corsini, rappresentante di Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia (Unpli) Lombardia, si è concentrato sul Parco del Mincio, un’area naturale protetta nella provincia di Mantova, che interessa la valle del fiume Mincio, dal lago di Garda alla confluenza nel Po.

“È molto interessante la possibilità di frequentare le sommità arginali in una zona rurale ricca di campagne e di verde – ha spiegato -. Si approccia con la bicicletta ma c’è anche la possibilità di navigare con piccoli battelli o, ed è il modo migliore, con la canoa: è l’occasione di scoprire il parco da una prospettiva completamente diversa, quella che si vede dall’acqua. All’altezza di Mantova c’è l’ulteriore opportunità della motonave”.

L’area non è solo verde ma anche ricca di storia dal periodo Neolitico in avanti, raccolti anche in musei come quello archeologico di Mantova, e scavi, ad esempio all’altezza di Bagnolo. Un altro modo per spostarsi sono le ippovie: sono presenti infatti numerosi maneggi.

È già possibile fare il tragitto Mantova-Venezia a bordo di bici e nave col gruppo Girolibero: due motonavi sono attrezzate per la sosta serale e durante il giorno ci si sposta in bicicletta per visitare le piccole produzioni dei contadini o i caseifici di parmigiano e grana padano.

Se impareremo a mettere insieme queste realtà, potremo ricreare un’economia di zona: adesso siamo un po’ smarriti – ha commentato Corsini -. Dobbiamo rimboccarci le maniche e come illustrato non si tratta di ripartire da zero: bisogna di cambiare mentalità e con un piano di mobilità dolce possiamo recuperare parecchio, anche di noi stessi”.

Emoby: l’azienda tecnologica italiana 4.0 che rende la mobilità dolce accessibile

L’italiana Emoby, riconosciuta 4.0, è l’unica azienda in Europa a offrire servizi di micro-mobilità elettrica ecosostenibile, integrati e indirizzati ai consumatori finali in maniera totalmente diversa rispetto a quelli che attualmente vediamo soprattutto nelle grandi città. “Abbiamo brevettato l’unico sistema self service al mondo di ricarica di sharing di mobility scooter, grazie a una stazione di ricarica intelligente che permette di ricaricare più device – ha dichiarato Roberto Minerdo, presidente di Emoby -. Alcuni sono dedicati a persone con mobilità ridotta e hanno un’autonomia di 50 chilometri. Possono servire per entrare in un museo, salire in ascensore, visitare zone pedonali o un centro commerciale, gestendo il tutto in modo automatico dalla prenotazione al pagamento tramite app”.

Roberto Minerdo, presidente di Emoby

Un altro sistema brevettato da Emoby è legato alle city bike o mountain bike che si caricano con un sistema a induzione, wireless, che può stare all’aperto, senza bisogno di tettoie. L’inserimento della ruota anteriore segna l’inizio e la fine del noleggio ma attiva anche la ricarica. “Sistemi ottimali per spostarsi in città o in altri percorsi, in località turistiche, intorno ai laghi, su piste ciclabili”, ha spiegato. Così la mobilità dolce diventa anche accessibile.

Video completo Tavola Rotonda Mobilità Dolce e Turismo Sostenibile

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