L’Europa si muove verso uno standard unico per le emissioni dei trasporti: un passo strategico per competitività e sostenibilità

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L’Unione Europea compie un passo storico verso la trasparenza climatica nei trasporti. Dopo anni di discussioni, i negoziatori europei hanno raggiunto un accordo su CountEmissionsEU, la prima metodologia unificata a livello comunitario per calcolare le emissioni di gas serra generate dai mezzi di trasporto. Una svolta che promette di cambiare il modo in cui aziende, settori industriali e cittadini misurano l’impatto dei loro spostamenti.

Oggi in Europa convivono decine di sistemi di calcolo, spesso incompatibili e difficili da verificare. Questo ha reso complesso confrontare soluzioni di viaggio e logistica, sia per i consumatori che per le imprese. Con il nuovo standard, invece, il calcolo delle emissioni sarà trasparente, comparabile e uniforme su tutto il mercato unico, dalle compagnie aeree alle flotte aziendali, dal trasporto ferroviario a quello marittimo e su gomma.

La decisione rappresenta una vittoria importante per BT4Europe, la rete europea che riunisce le associazioni di business travel. L’organizzazione si batteva da anni per uno standard armonizzato, considerato essenziale per rendere la sostenibilità un criterio reale nelle scelte di viaggio e negli appalti aziendali.

«CountEmissionsEU non è solo un metodo di calcolo: è l’infrastruttura che rende possibili decisioni informate e comparabili», ha spiegato Angela Lille, responsabile sostenibilità di BT4Europe. La metodologia si basa su standard ISO riconosciuti a livello globale, aspetto che faciliterà l’integrazione nei bilanci di sostenibilità aziendali e nelle rendicontazioni previste dalle normative europee, come la CSRD.

L’accordo mantiene formalmente la partecipazione su base volontaria. Tuttavia, qualsiasi attore che sceglierà di comunicare la propria impronta emissiva sarà obbligato a usare la metodologia comune. Questo significa, in pratica, che CountEmissionsEU diventerà lo standard operativo di riferimento per l’intero settore.

Per Patrick Diemer, presidente di BT4Europe, la portata è tanto economica quanto ambientale: «Allineare gli standard nel mercato unico non solo semplifica la conformità normativa: rafforza la competitività europea e dimostra che sostenibilità e crescita non sono obiettivi in conflitto».

La mossa arriva in un momento cruciale. Il business travel europeo sta ripensando i modelli di mobilità dopo la pandemia: maggiore attenzione all’impatto ambientale, ma anche necessità di mantenere relazioni commerciali globali. Gli investitori, dal canto loro, chiedono dati più solidi e confrontabili sulle emissioni, mentre le aziende hanno bisogno di strumenti che evitino complessità aggiuntive.

La sfida ora sarà l’implementazione. BT4Europe ha già annunciato la volontà di collaborare con la Commissione e gli Stati membri per assicurare una transizione semplice e inclusiva. Il passo successivo potrebbe essere ancora più ambizioso: integrare nel sistema anche altri ambiti del business travel, come eventi e hospitality, per un quadro davvero completo dell’impatto aziendale.

La posta in gioco è alta: chi controlla i dati sulle emissioni, controlla le scelte di investimento, di mobilità e di consumo del futuro. Con CountEmissionsEU, l’Europa prova a posizionarsi alla guida di questa trasformazione — con un modello che punta a essere non solo efficace, ma anche esportabile.

Foto di Earth Photart: https://www.pexels.com/it-it/foto/primo-piano-di-un-dente-di-leone-in-fiore-a-milano-31836404/

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