I salvataggi delle compagnie aeree nel mondo. A quali condizioni?

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Mentre il nuovo governo Draghi prova a riprendere i colloqui con le autorità dell’Unione europea sul futuro di Alitalia, sempre più a corto di liquidità, il quadro generale delle condizioni delle compagnie aeree nel mondo non sembra certo più roseo. Una vera e propria lotta alla sopravvivenza poiché la crisi del covid-19 continua a turbare tutto il settore dei viaggi e le speranze di un ritorno alla normalità prima di questa estate sono fievole.

Diversi vettori hanno chiesto o ottenuto azioni di salvataggio dai propri governi locali. Vediamo quali e a quali condizioni.

Le condizioni di salvataggio

In Europa molte delle condizioni di salvataggio richieste dai governi hanno previsto l’impegno nella riduzione delle emissioni di CO2. Negli Stati Uniti l’impegno è stato particolarmente rivolto agli accordi per limitare i licenziamenti, la riduzione degli stipendi dei dirigenti e il controllo sui dividendi.

Gli aiuti governativi per le compagnie aeree europee

Già a maggio 2020 Lufthansa aveva raggiunto un accordo con il governo tedesco per un pacchetto di salvataggio di 9 miliardi di euro. Una mossa importante sebbene non sufficiente. Basti pensare che la compagnia tedesca ha registrato una perdita annuale di quasi 8 miliardi di euro e i piani operativi per il 2021 sono in riduzione poiché, come un po’ per tutti i vettori, le tratte a lungo raggio sono state più che dimezzate a causa della pandemia.

AirFrance-KLM, dopo un primo accordo di 2,1 miliardi di euro sarebbe pronta ad un nuovo salvataggio da parte del governo. Air France-KLM ha, però, una previsione più ottimistica nella ripresa per questa estate avendo presunto di aumentare la sua capacità grazie alla diffusione dei vaccini. Tuttavia, sia la parte francese sia la parte olandese hanno presentato nei mesi scorsi un consistente piano di riduzione del personale.

Per Brussels Airlines la Commissione europea aveva approvato una misura di aiuto belga da 290 milioni di euro nel contesto dell’epidemia di coronavirus.
Il pacchetto di stabilizzazione e il sostegno finanziario di 170 milioni di euro di Lufthansa coprono parte delle perdite subite da Brussels Airlines a seguito della crisi e assicurano allo stesso tempo decine di migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti legati alle attività di Brussels Airlines. Il governo belga e Lufthansa non sono le uniche parti interessate a supportare la compagnia aerea in tempi molto difficili. I dipendenti di Brussels Airlines stanno contribuendo alla creazione di una Brussels Airlines più forte e finanziariamente sana.

Per Ryanair il sostegno del governo alle compagnie aeree durante la pandemia di coronavirus non è piaciuto. Michael O’Leary ha detto “Abbiamo dovuto rimborsare oltre 1,5 miliardi di euro (1,3 miliardi di sterline) ai clienti negli ultimi 12 mesi perché i nostri voli sono stati cancellati per ordine del governo e non abbiamo ottenuto alcun supporto per questo. Ryanair è stata “sostanzialmente spazzata via”, con appena 27 milioni di passeggeri previsti nei 12 mesi fino alla fine di marzo, rispetto ai 150 milioni dell’anno precedente. Il gruppo prevede di realizzare una perdita annuale di oltre 850 milioni di euro (735 milioni di sterline).

Con un terzo del normale programma nel 2020, British Airways registra la più grande perdita nella sua storia. Ma l’impegno per lo sviluppo e l’uso di carburanti sostenibili è stato particolarmente forte. British Airways vuole raggiungere emissioni zero entro il 2050 attraverso una serie di iniziative a breve, medio e lungo termine. Inoltre, la società madre di British Airways, IAG (International Airlines Group), investirà 400 milioni di dollari in carburante sostenibile per l’aviazione nei prossimi 20 anni.

Aer Lingus si è assicurata un prestito di 150 milioni di euro dal governo irlandese.

Il sostegno alle compagnie aeree nel resto del mondo

Il 6 marzo scorso il Senato degli Stati Uniti ha approvato un pacchetto di altri 14 miliardi di dollari nell’ambito del Payroll Support Program (PSP), il pacchetto di sostegno che impedirà di licenziare i dipendenti delle compagnie aeree americane fino al 30 settembre 2021.

Nel frattempo, le compagnie aeree statunitensi hanno fatto pressioni sull’attuale amministrazione per un incremento dei sussidi al fine di incentivare il cambiamento climatico che renderebbe la ripresa della pandemia molto più green.

Lato asiatico, Vietnam Airlines, che aveva segnalato una perdita di 648 milioni di dollari USA nel 2020, chiede al governo vietnamita un pacchetto di salvataggio da 1,17 miliardi di dollari per sostenere l’industria dell’aviazione. Il supporto sarà anche sul piano di ristrutturazione per assicurare una maggiore sostenibilità.  

Singapore ha approvato un pacchetto di sostegno da 870 milioni di dollari per il settore dell’aviazione, fortemente incentrato ai sussidi salariali.

Anche l’Australia ha predisposto un piano ampio per sostenere la forza lavoro del settore dell’aviazione del Paese. Qantas ha ricevuto 726 milioni di dollari, ma già nella prima metà dell’anno finanziario 2020/21 ha comunque registrato una perdita di oltre 1 miliardo di dollari.

Compagnie aeree che hanno cessato l’attività nel 2020

Secondo i dati di CAPA sono 34 le compagnie aeree che hanno cessato l’attività nel 2020. Per alcune gli effetti Covid hanno purtroppo dato il colpo di grazia. Si tratta perlopiù di vettori “minori” ma troviamo nella lista anche realtà importanti come Germanwings chiusa ad aprile 2020,  Avianca che ha terminato la sua storia di 21 anni nel Sud America.

In Italia Air Italy, la società erede di Meridiana che aveva visto l’ingresso di Qatar Airways con un piano ambizioso, ha fatto atterrare il suo ultimo volo proveniente da Malé all’aeroporto di Milano-Malpensa a febbraio del 2020.

Qui la lista delle compagnie aeree che hanno cessato l’attività

11 gennaio: Ernest Airlines, Italia

14 febbraio, AtlasGlobal, Turchia

26 febbraio: Air Italy, Italia

4 marzo: Flybe, Regno Unito

11 marzo: Paradigm Air Operators, USA

1 aprile: Shoreline Aviation, USA

4 aprile: Trans States Airlines, USA

4 aprile: Island Express Air, Canada

5 aprile: Frontier Flying Services, USA

5 aprile: Hageland Aviation Services, USA

5 aprile: PenAir, USA

7 aprile: Germanwings, Germania

7 aprile: Compass Airlines, USA

22 aprile: LGW Luftfahrtgesellschaft Walter, Germania

4 maggio: Ghadames Air Transport, Libia

5 maggio: Avianca Perù, Perù

8 maggio: Tigerair Australia, Australia

19 maggio: TAME, Ecuador

29 maggio: Air Georgian, Canada

18 giugno: LEVEL Europe

23 giugno: Jetlines, Canada

26 giugno: NokScoot, Thailandia

26 giugno: SunExpress Germania, Germania

28 giugno: One Airlines, Cile

21 luglio: Jet Time, Danimarca

30 settembre: ExpressJet Airlines, USA

5 ottobre: ​​AirAsia Japan, Giappone

17 ottobre: ​​Indonesia AirAsia X, Indonesia

21 ottobre: ​​Cathay Dragon, Hong Kong

11 novembre: Austral, Argentina

20 novembre: Flyest, Argentina

26 dicembre: Montenegro Airlines, Montenegro

29 dicembre: Palestinian Airlines, Stato di Palestina

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