Firmati i decreti attuativi da MITE e MIMS del Mobility Manager

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Un’anno fa il Decreto Rilancio abbasava il limite da 300 a 100 dipedenti per l’obbligatorietà per le aziende di nominare il Mobility Manager.

Due giorni fa, con la firma sui decreti attuativi quest’obbligo è stato esteso anche alle città e i comuni, che dovranno contribuire in modo coordinato, con le scuole e le aziende, a rendere più sostenibile la mobilità e ripensare le città e la vita dei cittadini con rispetto del loro benessere e dell’ambiente.

Mobility Manager gestore e regolatore dello Smart Working

Al Mobility Manager oltre ai Piani di Spostamento Casa e Lavoro, strumento di pianificazione e programmazione della mobilità sostenibile aziendale, viene richiesto di gestire e regolare lo smart working.

In coordinamento con il Mobility d’Area, si dovrà spalmare sulla settimana le persone tra azienda e casa, per evitare i picchi di flusso e i problemi di assembramento sui mezzi di trasporto.

Un’attività questa, che richiederà un notevole impegno da parte del Mobility Manager che dovrà relazionarsi e negoziare al meglio con i colleghi e l’azienda.

Considerata l’alta predilezione delle persone al lavoro agile nel fine settimana, rispetto alle giornate del centro settimana, con i colleghi il Mobility manager dovrà concordare i turni e l’equità e rotazione di trattamento.

Con l’azienda, bisognerà ottenere flessibilità d’orari e una nuova organizzazione dei processi interni, per consentire il mantenimento della produttività e lo scambio delle informazioni per il successo dello smart working.

Qualche critica per l’assenza del regime sanzionatorio

Qualcuno, tra chi critica il decreto, denota come la mancanza del regime sanzionatorio per le aziende, possa essere il presupposto per un flop del provvedimento.

Io non la penso così!

Ritengo infatti, che le sanzioni non avrebbero fatto altro che produrre interventi top down, scarsamente efficaci e non condivisi e quindi, poco duraturi nel medio e lungo periodo. Introducendo invece, scelte condivise tra le parti in causa, con soluzioni praticabili e supportate da consapevolezza e responsabilità, si avvii il volano del cambiamento delle abitudini sogettive e delle buone pratiche.

Voi come la pensate?

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