La normativa europea sui diritti delle persone con disabilità ha acceso i riflettori sull’accessibilità nei viaggi, ma da sola non basta. È questo il punto di partenza di Edoardo Priori, Managing Director di BCD Travel Italy, che nel recente The Mobility Talkha sottolineato l’urgenza di un approccio più ampio e autentico alla diversità, equità e inclusione (DE&I) nel mondo del business travel.
Priori riconosce l’importanza del passo compiuto dall’Europa: definire la disabilità non più come una condizione individuale, ma come l’effetto delle barriere esterne che limitano la libertà delle persone. È un cambio di prospettiva culturale e politica che obbliga aziende e istituzioni a confrontarsi con il tema. Tuttavia, la legge da sola rischia di restare sulla carta: “Se manca la traduzione in pratiche concrete, l’effetto è puramente simbolico. Viaggiare non è solo logistica: è benessere, produttività, dignità. E se l’esperienza viene ostacolata, l’inclusione rimane incompiuta.”
La ricerca condotta da BCD Travel, in collaborazione con Travel for business, ha evidenziato come i gruppi più esposti a difficoltà siano le persone con disabilità, le donne che viaggiano da sole, la comunità LGBTQ+, chi ha esigenze religiose specifiche o chi proviene da contesti a rischio discriminazione. Le barriere più visibili restano quelle fisiche — come il recente caso di una viaggiatrice italiana a cui è stato negato l’imbarco a causa della dimensione della carrozzina — ma quelle culturali e sociali sono altrettanto impattanti, seppure meno considerate.
Quanto alle aziende, Priori individua tre pilastri fondamentali:
Policy inclusive: dichiarazioni di principio chiare sulla centralità dell’inclusione;
Linee guida flessibili: strumenti pratici per adattare le policy ai diversi casi;
Ascolto attivo: un dialogo costante con i dipendenti per rimuovere ostacoli concreti.
La responsabilità, tuttavia, non ricade solo sulle imprese. Anche i fornitori — compagnie aeree, hotel, agenzie — hanno un ruolo decisivo nel garantire accessibilità e rispetto delle diversità, in sinergia con le istituzioni e i servizi pubblici.
Infine, Priori propone un vero e proprio “vademecum” per un business travel inclusivo: policy e linee guida, formazione interna ed esterna, scelta consapevole dei fornitori, tecnologie accessibili e monitoraggio costante. Solo così, sottolinea, si evita il rischio del “diversity washing” e si costruisce un impegno autentico.
“Investire nell’inclusione non è un peso, ma un’opportunità. Permette alle persone di crescere e, di conseguenza, fa crescere le aziende.”
Guarda e Ascolta l’intervista completa da qui! (https://youtu.be/c1mq_v5OYk8)
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