Patanè, Fabbri e Mosconi aprono i lavori della prima tappa: dal duty of care all’intelligenza artificiale, fino al ruolo dei “distretti champion” nella competitività dei territori
Il business travel non si misura più soltanto in saving e processi di efficienza. Lo dimostra la giornata di lavori che si è aperta questa mattina all’UNA Hotels Bologna San Lazzaro, dove ha debuttato BizTravel Lab, il nuovo format ideato dal presidente del Gruppo Uvet Luca Patanè per portare il confronto sui grandi temi della mobilità aziendale, del travel management e dell’hospitality direttamente nei territori produttivi del Paese. Il titolo scelto per la prima tappa, “A ognuno la sua misura – fra guerra e pace”, fotografa bene lo spirito dell’iniziativa: un laboratorio di idee chiamato a leggere un contesto in cui conflitti internazionali, instabilità geopolitica, inflazione e rivoluzione dell’intelligenza artificiale stanno ridisegnando il modo di viaggiare, lavorare e gestire le persone in azienda.
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TogglePatanè: la tecnologia non sostituisce l’empatia
Ad aprire la sessione plenaria del mattino, dopo il dialogo con il giornalista Nicola Porro, è stato lo stesso Patanè, che ha indicato nell’equilibrio tra innovazione e fattore umano la vera sfida del settore. Per il presidente di Uvet è l’uomo a dover “insegnare” all’intelligenza artificiale, non il contrario: nei momenti di maggiore difficoltà — ha citato l’attualità della crisi in Iran — resta determinante un elemento che la macchina non può replicare, l’empatia. Un richiamo che si è tradotto anche in una valutazione operativa sul mercato dei viaggi d’affari: la guerra, ha osservato Patanè, viene percepita relativamente poco dal business travel in sé, mentre ha avuto un effetto frenante più marcato sul turismo nelle aree a rischio, spesso amplificato da percezioni distorte e da informazioni imprecise circolate sulla effettiva chiusura degli spazi aerei.
Fabbri: il Golfo è di nuovo percorribile, ma la guerra non è finita
Di segno complementare la lettura offerta da Dario Fabbri, che ha richiamato la platea a non confondere la ripresa dei flussi verso il Golfo con una reale normalizzazione dello scenario regionale. Si può tornare a viaggiare, ha sottolineato, ma il conflitto resta aperto, e gli ultimi mesi hanno reso evidente la fragilità dei paesi ricchi del Golfo di fronte a un Iran che può contare su una storia e una base demografica ben più consistenti. Quanto al ruolo dell’Europa, per Fabbri il Vecchio Continente resta un attore decisivo negli equilibri geopolitici, mentre gli annunci di disimpegno militare statunitense vanno letti con cautela: Washington, ha osservato, non può permettersi di lasciare campo libero a un’espansione dell’influenza cinese nell’area. Da qui la necessità, per l’Europa, di accelerare sul fronte di un’autonomia di difesa più solida e credibile.
Mosconi: i distretti e il ruolo trainante delle imprese “champion”
A chiudere idealmente il filo del confronto sul piano economico-territoriale è intervenuto Franco Mosconi, che ha riportato l’attenzione sul modello emiliano-romagnolo e, più in generale, sul ruolo dei distretti industriali italiani. Richiamando uno studio di Intesa Sanpaolo, il professore ha evidenziato come la tenuta competitiva dei territori dipenda in larga parte dalla presenza di imprese “champion”: realtà di dimensioni maggiori e capacità competitiva internazionale che, attraverso la filiera, sostengono e trainano anche il tessuto di piccole e medie imprese circostanti. Un modello che restituisce il senso stesso della scelta di partire da Bologna per il debutto di BizTravel Lab: l’Emilia-Romagna, tra le regioni più dinamiche d’Europa per manifattura avanzata ed export, rappresenta un caso di studio sul rapporto tra reti territoriali, competenze diffuse e capacità imprenditoriale.
Un laboratorio destinato a proseguire
I lavori della giornata proseguiranno nel pomeriggio con gli approfondimenti dedicati all’integrazione tra fleet, mobility e travel management e con la sessione sui nuovi modelli dell’hospitality, tra convergenza fra business e leisure travel e impatto dell’intelligenza artificiale sull’esperienza del viaggiatore. Con BizTravel Lab, il Gruppo Uvet inaugura un percorso pensato per proseguire nei prossimi mesi in altri territori italiani, con l’obiettivo dichiarato di mettere attorno allo stesso tavolo chi osserva il cambiamento, chi lo governa nelle organizzazioni e chi, ogni giorno, è chiamato a trasformarlo in opportunità di crescita.
















