Ambasciate fisiche, ma anche virtuali con il metaverso

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Di Metaverso e Business Travel ne avevamo parlato recentemente e affrontato i temi caldi delle nuove esperienze virtuali dei viaggi d’affari. Ricordiamo un business, quello del metaverso, quantificato in quasi 42 miliardi di dollari entro il 2026, secondo la società di ricerca Strategy Analytics.

Oggi, sempre nello spirito di osservazione di quanto sta accadendo e di quanto potrà accadere, parleremo delle ultime notizie apparse sui principali media internazionali che riguardano le Pubbliche amministrazioni e le Ambasciate virtuali.

Nei giorni scorsi Seoul e Barbados hanno dichiarato che entreranno nel metaverso per fornire rispettivamente servizi amministrativi e consolari.

Che cosa significa questo? Che Seoul sarà la prima città al mondo a fare un passo avanti verso quella evoluzione indicata attualmente come “smart city“, la “città connessa” in cui si può interagire e, appunto, connettersi nello spazio di pochi minuti, a volte istanti. Per una PA vuol dire offrire in un mondo virtuale servizi ai propri cittadini che vanno dalle banali pratiche burocratiche alla gestione di reclami o approfondimenti. Insomma, un vero e proprio “municipio virtuale”.

Per la minuscola nazione insulare si tratta di diventare il primo stato sovrano con un’ambasciata digitale nel metaverso. Per farlo Barbados ha firmato un accordo con Decentraland, una delle piattaforme di realtà virtuale che comprende oltre 90.000 appezzamenti di terreno acquistabili con criptovaluta. 

Il prossimo passo sarà quello di “attrezzare” la propria ambasciata virtuale e progettare servizi per fornire i “visti elettronici” attraverso i quali gli avatar potranno viaggiare.

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