Nel 2026, le strategie tecnologiche delle aziende del settore turistico stanno attraversando una trasformazione radicale guidata dall’intelligenza artificiale “agentic”, cioè un tipo di IA in grado di eseguire compiti reali in autonomia invece di limitarsi a generare testi o risposte statiche. Il fenomeno supera la fase di semplice interesse per entrare nella pratica di business quotidiana, con una crescente quota del mercato che passa dall’idea all’azione concreta.
Secondo un report di Phocuswright, più del 60 % delle aziende di viaggio sta già sperimentando o iniziando a scalare soluzioni di agentic AI all’interno delle proprie organizzazioni, con una piccola parte che ha superato la fase pilota e ha avviato attività su scala operativa.
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ToggleCos’è l’agentic AI e perché conta
L’agentic AI rappresenta l’evoluzione della generative AI: non si limita a produrre output testuali o visivi, bensì interagisce con sistemi esterni, prende decisioni autonome e porta a termine task complessi. Questo tipo di IA può gestire flussi di lavoro, automatizzare operazioni ripetitive, personalizzare servizi per i clienti e persino completare acquisti o prenotazioni in autonomia.
Questa tecnologia introduce un nuovo paradigma nelle operazioni aziendali: l’IA diventa un collaboratore digitale in grado di ottimizzare processi, incrementare produttività e liberare risorse umane per attività più strategiche.
Applicazioni pratiche nel turismo
Nel settore travel l’agentic AI ha già iniziato a ripensare diverse funzioni:
- Automazione delle attività interne: monitoraggio dei prezzi, aggiornamento dei contenuti e risposta alle richieste dei clienti in tempo reale.
- Esperienze cliente più fluide: assistenti capaci di guidare gli utenti nella pianificazione di un itinerario, confrontare offerte e persino finalizzare prenotazioni autonomamente.
- Maggiore personalizzazione dei servizi, con AI che apprende preferenze specifiche e suggerisce soluzioni su misura.
Questi sviluppi sollevano opportunità competitive significative: le imprese che padroneggiano l’uso di agentic AI nei touchpoint chiave della customer experience saranno in vantaggio rispetto ai concorrenti.
Sfide e barriere alla diffusione
Malgrado un’adozione in crescita, restano ostacoli tecnici e organizzativi che rallentano l’adozione su larga scala:
- Integrazione nei sistemi aziendali richiede investimenti in infrastrutture, piattaforme interoperabili e dati di qualità.
- Competenze interne adeguate per progettare, gestire e governare agenti autonomi restano scarse.
- Rischi operativi e di governance richiedono approcci attenti alla sicurezza e alla supervisione umana.
Un settore in piena evoluzione
Osservatori e analisti segnalano un cambiamento di paradigma: mentre fino a pochi anni fa l’intelligenza artificiale veniva usata soprattutto per supportare compiti umani, oggi i modelli agentic stanno progressivamente assumendo un ruolo operativo nei processi di business. Questo sviluppo dovrà accompagnarsi a scelte strategiche su governance, interoperabilità e misurazione dei risultati.
In questo contesto, il 2026 viene visto come l’anno in cui l’agentic AI passa da sperimentazione a componente strutturale delle strategie tecnologiche nel turismo: chi saprà adottarla in modo efficace si troverà in una posizione di vantaggio competitivo, mentre chi resterà ancorato ai modelli tradizionali rischierà di perdere terreno in mercati sempre più dinamici e digitalizzati.









