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Coronavirus: trasformare la crisi economica in opportunità

L’epidemia e l’emergenza dal Coranavirus non è una novità. Ce lo insegna la storia. E’ evidente che la memoria storica di altre pandemie ci pone di fronte ad una riflessione. Basta fare un salto nel passato e gli eventi riemergono con decisione ed attualità. La globalizzazione questa volta ci ha portato un conto salato, forse nel momento in cui si è raggiunto l’apice di un percorso. La battuta di arresto dell’economia mondiale ed italiana, causata dalla diffusione del virus, sta mettendo in circolo nuove risorse e capacità nascoste. I settori più colpiti in Italia, Commercio e Turismo, stanno fronteggiando la crisi e rivalutando nuove strategie. Ma il mondo non si ferma. Viaggiare per lavoro o per piacere con responsabilità e secondo le direttive sanitarie, rientra nella normalità. L’umanità da sempre ha dimostrato nei momenti peggiori l’intraprendenza e la volontà di ricominciare, trasformando la crisi in opportunità.

Superare lo stato di crisi con opportunità ed aiuti

Secondo i dati dell’ Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) si rischia che il Pil mondiale di crescita per il 2020 si fermi al +1,5% nel caso in cui l’epidemia si diffonda. Considerando invece una propagazione contenuta, si attesta un Pil intono al +2,4%. Nell’ area europea si prevede un +0,8% per il 2020 rispetto al +1,2% del 2019. Un rallentamento che non offre previsioni floride neanche in Italia. I settori maggiormente colpiti nel  “Bel Paese” sono quello del Commercio e del Turismo con perdite economiche preoccupati dalle stime di Confturismo – Confcommercio. Le anticipazioni aiutano sicuramente ad avere un quadro realistico della situazione.

Il vero scopo, però, resta quello di superare lo stato di crisi, senza dimenticare che l’influenza mediatica sta portando più danni del virus stesso. Pertanto, stabilire dei provvedimenti che diano nuove opportunità ed aiuti concreti all’economia per rilanciare i settori in crisi, sono le manovre intraprese in questi giorni dalle istituzioni e dalle aziende. Intanto il governo attraverso un decreto ha stanziato 7,5 miliardi di euro per le imprese e le famiglie. Valutare nuovi strumenti di organizzazione, in funzione alle inaspettate variabili, favorisce nuove esperienze e risorse, fondamentali soprattutto nei momenti di emergenza. Perché come sappiamo, ogni cosa tende a muoversi e a ripetersi ciclicamente, come in natura.

Il girotondo ricomincia, pensiamoci in tempo!

Così racconta un vecchio documentario dell’ Archivio storico dell’ Istituto Luce “Epidemia di influenza spaziale, 13 milioni di italiani a letto” che in questi giorni sta facendo il giro dei social: “Una vera epidemia. 13 milioni di italiani al letto, 1 italiano su 4 e 5 mila sono passati a miglior vita. Le strade, le fabbriche, gli uffici e i mercati si sono mezzi vuotati. A riempirsi sono stati gli ospedali: doppi letti, dunque, anche se le cliniche sono sempre le stesse. Quando Mao starnuta, dice un proverbio inglese coniato da poco, il mondo si ammala. Infatti, l’epidemia di quest’inverno è nata a Hong Kong, nel luglio del ’68, un anno e mezzo fa. Ha impiegato 18 mesi per arrivare in Italia ma in compenso ci ha colti del tutto impreparati …”

La situazione italiana era in ginocchio, dimostrato da un bilancio negativo del periodo. E continua “Occorre fermare il virus prima che arrivi. Prevenire insomma, non soltanto reprimere. Senza contare il pericolo di ricadute, staremo a vedere, fra 2 anni, fra 3, il girotondo ricomincia. Pensiamoci in tempo!”

Le trasformazioni sociali a fronte delle emergenze

Il Comitato economico e sociale europeo giusto il 29 novembre 2019 si riuniva a Strasburgo per presentare un modello di Economia sociale. Il tema era quello di coinvolgere i territori e la società civile per far fronte all’ emergenza climatica e alla crisi sociale. Un modello economico, quello presentato, che mette al centro i valori di uguaglianza, giustizia sociale e sviluppo sostenibile.

A distanza di 4 mesi, oggi, questi valori sono parte integrante delle azioni intraprese dalle istituzione italiane, dagli enti locali e dai cittadini stessi nel lavoro e nella quotidianità. La crisi ha fatto emergere un senso di responsabilità e nuove opportunità in tutti i settori sociali e lavorativi. Dal 1° di marzo ha innescato il nuovo decreto con procedura semplificata sulla modalità di accesso al lavoro agile (o smart working). Un ruolo importante svolto dalla digitalizzazione sta permettendo lo svolgimento delle attività lavorative e produttive del Paese. Le misure di sicurezza a rallentare la diffusione attraverso regole e pratiche igieniche più rigide sta mettendo alla prova la società italiana ma accettate con fiducia e coscienza.

Le parole di responsabilità diffuse dal Presidente della Repubblica Mattarella, ieri sera in diretta dal Quirinale descrivono lo stato d’animo del Paese. Un richiamo all’ unità e al senso civico: ”l’Italia sta attraversando un momento particolarmente impegnativo. Lo sta affrontando doverosamente con piena trasparenza e completezza di informazione nei confronti della pubblica opinione. L’insidia di un nuovo virus che sta colpendo via via tanti paesi del mondo provoca preoccupazione. Questo è comprensibile e richiede a tutti senso di responsabilità, ma dobbiamo assolutamente evitare stati di ansia immotivati e spesso controproducenti.

Continuando il suo discorso il Presidente sottolinea: “Il Governo, cui la Costituzione affida il compito e gli strumenti per decidere, ha stabilito ieri una serie di indicazioni di comportamento quotidiano, suggerite da scienziati ed esperti di valore. Sono semplici ma importanti per evitare il rischio di allargare la diffusione del contagio. Desidero invitare tutti a osservare attentamente queste indicazioni: anche se possono modificare temporaneamente qualche nostra abitudine di vita. Rispettando quei criteri di comportamento, ciascuno di noi contribuirà concretamente a superare questa emergenza.


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1 Comment

  1. Ciao Silvia, mi piace lo spirito di vedere sempre il lato positivo delle cose. Non ci arrendiamo! La storia insegna e il business deve andare avanti. I viaggi sono essenziali!

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