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La crescita dell’industria dell’aviazione va di pari passo con le politiche di sostenibilità

La seconda edizione del rapporto ambientale europeo sull’aviazione fornisce una valutazione scientifica e una panoramica completa delle sfide ambientali dell’aviazione nell’UE, con l’obiettivo di mettere in luce, sviluppare e implementare soluzioni innovative in ambito di sostenibilità.

Come sappiamo, il traffico aereo è destinato ad aumentare nei prossimi anni: i dati recenti parlano di un +8% dei voli tra il 2014 e il 2017 e le previsioni di crescita sono del 42% nel periodo 2017 – 2040.
Sappiamo anche che i viaggi stimolano gli investimenti, gli sviluppi economici, sociali e le tecnologie…ma di conseguenza anche le emissioni nocive crescono.

Lo sviluppo del settore dell’aviazione ha prodotto nel 2016 il 3,6% delle emissioni totali di gas a effetto serra dell’UE e il 13,4% delle emissioni complessive nel settore trasporto.

Inoltre, il numero di aeroporti che gestiscono più di 50.000 movimenti di aeromobili annuali dovrebbe aumentare da 82 nel 2017 a 110 nel 2040, e di conseguenza anche l’inquinamento acustico potrebbe influenzare di molto le popolazioni, le città e l’ambiente in senso generale. Tuttavia, il rapporto dell’UE indica che le tecnologie avanzate stanno dando una forte mano a questi temi, poiché già dal 1° gennaio 2018 i nuovi standard sul rumore sono stati applicati, mentre dal 1° gennaio 2020 saranno normate le emissioni di CO2. su tutti i velivoli a motore.

Quali sono gli effetti più importanti?

La distanza media dei voli aerei è cresciuta del 16% ma i fattori di carico (cioè la frazione di sedili occupati) è passata dal 70,2% al 80,3% poiché oggi è possibile “sistemare più passeggeri sullo stesso aeromobile” e di conseguenza si è prodotta una riduzione del consumo di carburante per passeggero per chilometro percorso.

Emissioni inquinanti degli aeromobili

Il rapporto specifica che le emissioni inquinanti di un aeromobile sono generate da anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOX), zolfoossidi (SOX), idrocarburi incombusti (HC), monossido di carbonio (CO), particolato (PM) e fuliggine.
Anche se c’è stato un aumento di efficienza del settore, questo non è stato sufficiente per controbilanciare l’aumento di CO2 emesso a causa della crescita nel numero di voli, dimensioni dell’aeromobile e distanza volata.
Va notato, tuttavia, che il trasporto aereo è un’industria difficilmente paragonabile ad altri settori economici in quanto un aeromobile può restare in funzione per 25 anni o più. E questo rende difficile attivare o mettere in atto velocemente pratiche sostenibili sui mezzi, mentre dovrebbe essere più facile (e doveroso) un sistema di compensazione rispetto ad altri settori.

Fonte European Aviation
Environmental
Report 2019

Gli obiettivi al 2020 e al 2030

L’UE si sta impegnando su diversi punti per ridurre significativamente l’inquinamento generato dal settore dell’industria aeronautica, e sta attivando politiche e piani d’azione per raggiungere, ad esempio:

• Per il 2020 una riduzione del 20% delle emissioni di gas serra (a partire dai livelli del 1990) e il 20% dell’energia UE da fonti rinnovabili
• Per il 2030 una riduzione del 40% delle emissioni di gas serra (a partire dai livelli del 1990) e il 32% dell’energia dell’UE da fonti rinnovabili, con una clausola di revisione al rialzo entro il 2023.

L’UE ha inoltre concordato una tabella di marcia per l’economia del 2050 a basse emissioni di carbonio che suggerisce i seguenti obiettivi:
• Riduzione del 60% delle emissioni di gas serra entro il 2040 • Riduzione dell’80% delle emissioni di gas serra entro il 2050 (rispetto ai livelli del 1990), compresa una riduzione del 60% dei trasporti

Le misurazioni sono state sviluppate in accordo con le organizzazioni internazionali competenti, come l’ICAO.
Una copia completa del rapporto dell’Unione Europea è disponibile al seguente link
https://ec.europa.eu/transport/sites/transport/files/2019-aviation-environmental-report.pdf


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CEO, consulente e formatore senior con alle spalle trent’anni di esperienza maturati in prima linea in aziende top player del settore dei viaggi d’affari e della logistica internazionale. Dal 2017 direttore editoriale del Magazine Travel for business, una pubblicazione specializzata nei temi della gestione e organizzazione dei viaggi di lavoro e degli affari in viaggio. Travel for business diventa così il primo luogo, autentico e indipendente, per condividere esperienze nel business travel e mobility management in ottica di “cultura partecipativa”.

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