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Travel management

Quando smart e mobility working sono una minaccia per le aziende

Quanti sono gli attacchi informatici che facilmente si possono realizzare a lavoratori remoti o ai viaggiatori d’affari?

Sembrerebbe molti di più di quanto pensino gli stessi dipendenti…e a volte aziende. Cadere vittima dei criminali informatici è all’ordine del giorno. E questo semplicemente perché durante un viaggio di lavoro non si rispettano poche e buone norme di comportamento per la gestione della privacy aziendale.

Una interessante ricerca realizzata da T-Systems, la divisione IT e cyber-security di Deutsche Telekom (una tra le più importanti società di telecomunicazioni europee), mostra come un terzo dei dipendenti utilizzi Wi-Fi gratuito in località come gli aeroporti, gli alberghi, i caffè e i bar, anche se non sono sicuri. Questi accessi sono facilmente intercettabili dai cybercriminali che possono accedere indisturbati alla posta elettronica privata in cui la sicurezza è inferiore ma che invece apre le porte ai potenziali attacchi a quella aziendale.

Ma perché i viaggiatori sono più vulnerabili?

I viaggiatori possono essere semplici bersagli per gli hacker, perché quando si viaggia le persone potrebbero essere affaticate, stressate, o semplicemente sempre di fretta. Fattori che incidono sulla sicurezza e che rendono più vulnerabili i viaggiatori.

Inoltre nelle aziende mancano spesso formazione e linee guida da far seguire ai viaggiatori d’affari. Infatti pochi sono a conoscenza di quanti sono i modi che possono infettare i dispositivi da virus e malware.

Una ricerca mostra i rischi dello smart  e mobility working

Secondo la ricerca di T-Systems condotta su oltre 2.000 dipendenti UK si noti come quasi un terzo dei dipendenti (31%) utilizzi punti di accesso gratuiti Wi-Fi, e quasi un quarto (24%) li usa per email e documenti correlati al lavoro. Modalità estremamente pericolose in quanto sono insicure e facili da clonare per gli hacker (accesso a tutti i messaggi di posta elettronica e web, inclusi tutti i documenti di lavoro e le password)

Il 28% dei dipendenti invia messaggi di posta elettronica dalla propria posta elettronica personale

Il 10% utilizza punti di ricarica USB gratuiti negli aeroporti e nelle stazioni. Queste porte possono essere utilizzate per trasferire virus e malware.

l 18% dei dipendenti ammette di collegare la propria fotocamera digitale al proprio computer di lavoro per scaricare le foto.I virus e il malware possono trasferirsi facilmente con le connessioni wireless e quindi diffondersi rapidamente attraverso l’organizzazione.

Il 15% ammette di collegare chiavi USB e schede di memoria che condividono con i propri familiari al proprio computer di lavoro. Un modo sicuro per i virus di diffondersi rapidamente da casa a lavoro.

I consigli per la sicurezza in viaggio e per un perfetto mobility working

Abbiamo stilato anche una Mini Guida con 7 consigli per la sicurezza informatica durante i viaggi d’affari che puoi leggere a questo link. https://www.travelforbusiness.it/2017/06/30/insidie-dello-smart-working-dei-viaggi-lavoro-cyber-crime-sicurezza-informatica/

La formazione sulla sicurezza informatica per tutti i dipendenti è particolarmente importante. Ecco perché puoi rivolgerti alla nostra TFB Academy per conoscere maggiori dettagli e garantire maggiore sicurezza alla tua azienda quando i dipendenti sono in viaggio per lavoro o per fuori ufficio.


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CEO, consulente e formatore senior con alle spalle trent’anni di esperienza maturati in prima linea in aziende top player del settore dei viaggi d’affari e della logistica internazionale. Dal 2017 direttore editoriale del Magazine Travel for business, una pubblicazione specializzata nei temi della gestione e organizzazione dei viaggi di lavoro e degli affari in viaggio. Travel for business diventa così il primo luogo, autentico e indipendente, per condividere esperienze nel business travel e mobility management in ottica di “cultura partecipativa”.

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