Viaggi di lavoro più sostenibili e vicini

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Predire il futuro è impossibile, ma prepararsi ad esso immaginando strategie utili a farvi fronte diventa sempre più cruciale per affrontare le sfide che ci aspettano nell’anno appena iniziato e in quelli a venire.

Il mantra che sembra prendere piede per qualcuno è “Go big, or stay home”: se i viaggi riprenderanno, che siano di vasta portata, quasi a risarcimento di quanto non è stato possibile attuare per un lungo periodo di tempo. In realtà, la ragionevolezza che prevale sull’impeto ci dice che si privilegeranno mete più vicine, spesso alla scoperta di territori non lontani dalla nostra sede abituale, ma che sinora si erano snobbati a favore di mete più blasonate e conosciute. E naturalmente non parlo solo di leisure, bensì la ripresa degli spostamenti vedrà protagonista anche l’ambito lavorativo.

Tutto ciò favorisce indubbiamente un business travel che sia più sostenibile, con tragitti più brevi e conseguentemente ad impatto ambientale minore, in strutture misconosciute, ma pronte a farsi carico del viaggiatore che si sposta per ragioni professionali. Ecco quindi ad esempio che un albergo diffuso, con i giusti spazi e ben cablato, lontano dai soliti circuiti e magari eco-friendly, può diventare un luogo per organizzare incontri in contesti discreti.

Tali strutture sono spesso immerse in ambienti paesaggisticamente superbi, pronti ad accogliere i businessmen per una rilassante passeggiata post-meeting cui faccia seguito una cena curata e legata ai sapori del territorio. Che anche il viaggio per lavoro si possa trasformare in turismo esperienziale, in modo da favorire un pieno coinvolgimento del singolo e solleticarne la gratificazione personale dal quel punto di vista green che diviene sempre più importante assecondare per il benessere di tutti?

Nuovi modi di fare travel business

Una questione da porsi è legata al fatto se gli operatori si sentano pronti a scardinare le abitudini consolidate per proporre nuove soluzioni che incontrino i favori delle aziende. Se le videochiamate dal proprio studio, quando non dalla camera da letto riorganizzata ad ufficio, hanno stancato e rimarranno relegate a quei contesti in cui diventa oggettivamente difficile e antieconomico incontrarsi di persona, è giusto cominciare a proporre nuovi modi di fare travel business che siano valutati come unici, innovativi e al contempo affascinanti. Perché quindi non pensare a formulare piani di viaggio e soggiorni in ottica sostenibile che siano comunque in grado di rispondere alle esigenze aziendali?

GECO, la fiera virtuale sulla sostenibilità in programma a fine mese e a cui Travel for business aderisce come Main Partner, si promette proprio di mettere in contatto operatori del settore e buyer (questi ultimi possono partecipare a titolo gratuito) in un ambiente digitale interattivo che consenta loro di accedere alle ultime novità, avendo la possibilità di confrontarsi con voci autorevoli che possano fornire sia una chiave di lettura, sia modalità e suggerimenti concreti per creare fattivamente un network: in un momento come questo, la sinergia diventerà fondamentale per la ripartenza, che – grazie anche all’avvento vaccinale – sembra sempre più prossima.

Farsi trovare preparati e con idee vincenti e green sarà il plus a cui puntare per rimanere competitivi e portare anzi quell’innovazione virtuosa che sa a sua volta creare tendenza.

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Il mantra che sembra prendere piede per qualcuno è “Go big, or stay home”: se i viaggi riprenderanno, che siano di vasta portata, quasi a risarcimento di quanto non è stato possibile attuare per un lungo periodo di tempo. In realtà, la ragionevolezza che prevale sull’impeto ci dice che si privilegeranno mete più vicine, spesso alla scoperta di territori non lontani dalla nostra sede abituale, ma che sinora si erano snobbati a favore di mete più blasonate e conosciute. E naturalmente non parlo solo di leisure, bensì la ripresa degli spostamenti vedrà protagonista anche l’ambito lavorativo.

Tutto ciò favorisce indubbiamente un business travel che sia più sostenibile, con tragitti più brevi e conseguentemente ad impatto ambientale minore, in strutture misconosciute, ma pronte a farsi carico del viaggiatore che si sposta per ragioni professionali. Ecco quindi ad esempio che un albergo diffuso, con i giusti spazi e ben cablato, lontano dai soliti circuiti e magari eco-friendly, può diventare un luogo per organizzare incontri in contesti discreti.

Tali strutture sono spesso immerse in ambienti paesaggisticamente superbi, pronti ad accogliere i businessmen per una rilassante passeggiata post-meeting cui faccia seguito una cena curata e legata ai sapori del territorio. Che anche il viaggio per lavoro si possa trasformare in turismo esperienziale, in modo da favorire un pieno coinvolgimento del singolo e solleticarne la gratificazione personale dal quel punto di vista green che diviene sempre più importante assecondare per il benessere di tutti?

Nuovi modi di fare travel business

Una questione da porsi è legata al fatto se gli operatori si sentano pronti a scardinare le abitudini consolidate per proporre nuove soluzioni che incontrino i favori delle aziende. Se le videochiamate dal proprio studio, quando non dalla camera da letto riorganizzata ad ufficio, hanno stancato e rimarranno relegate a quei contesti in cui diventa oggettivamente difficile e antieconomico incontrarsi di persona, è giusto cominciare a proporre nuovi modi di fare travel business che siano valutati come unici, innovativi e al contempo affascinanti. Perché quindi non pensare a formulare piani di viaggio e soggiorni in ottica sostenibile che siano comunque in grado di rispondere alle esigenze aziendali?

GECO, la fiera virtuale sulla sostenibilità in programma a fine mese e a cui Travel for business aderisce come Main Partner, si promette proprio di mettere in contatto operatori del settore e buyer (questi ultimi possono partecipare a titolo gratuito) in un ambiente digitale interattivo che consenta loro di accedere alle ultime novità, avendo la possibilità di confrontarsi con voci autorevoli che possano fornire sia una chiave di lettura, sia modalità e suggerimenti concreti per creare fattivamente un network: in un momento come questo, la sinergia diventerà fondamentale per la ripartenza, che – grazie anche all’avvento vaccinale – sembra sempre più prossima.

Farsi trovare preparati e con idee vincenti e green sarà il plus a cui puntare per rimanere competitivi e portare anzi quell’innovazione virtuosa che sa a sua volta creare tendenza.