Uber e Lyft sono sicuri per i viaggi d’affari?

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Proponiamo oggi un interessante articolo scritto da Charles Brossman , esperto mondiale della gestione della sicurezza nei viaggi.

Un articolo che lui stesso definisce di natura editoriale, ma che in qualche modo mette in luce i temi della sicurezza di questi nuovi attori della mobilità su strada rispetto  la conformità dei programmi di viaggio delle aziende corporate.

I servizi Uber eLyft stanno prendendo sempre più piede e si stanno estendendo come soluzione per la mobilità aziendale. Ma esiste oggi una politica aziendale in grado di gestire e regolamentare efficacemente questa modalità di trasporto? La soluzione può essere quella di vietare questi nuovi attori o forse è più coerente trovare una soluzione all’interno delle travel policy?

Il tema della sicurezza è quello che maggiormente preoccupa le aziende quando si fa uso di questi mezzi. In particolare ci si chiede se le garanzie assicurative e generali, previste anche per legge in alcuni paesi, vengono effettivamente rispettate e quali sono i criteri di verifica adottati.

Ad esempio in molti Stati viene imposto regolarmente un corso di guida sicura, così come la verifica annuale che non si faccia uso di sostanze stupefacenti. Addirittura il controllo delle impronte digitali o quello delle patenti per evitare che vengano utilizzati nomi falsi e non idonei alla guida per il trasporto di passeggeri.

Altro importante aspetto è quello della manutenzione regolare della vettura. Ma come si fa a controllare questi parametri se non regolamentati in modo idoneo?

Quando l’azienda analizza i temi relativi alla copertura assicurativa, ecco che i dubbi si intensificano. Quali sono i massimali che vengono stabiliti da ciascun conducente? E cosa succede in caso di incidente? Ma soprattutto quali sono i termini di responsabilità se il viaggiatore d’affari viene coinvolto in un problema? Esiste una responsabilità centralizzata (piattaforma) o viene tutto lasciato al caso? …E se il conducente fosse un molestatore ?

CharlesLa proposta di Brossman

Brossman, nel suo articolo, indica alcune proposte e soluzioni : in primis un nuovo modello di copertura assicurativa che fornisca al passeggero una maggiore garanzia anche per lesioni personali e assistenza medica quando si utilizza questa modalità di trasporto.

Lato conducente Brossman propone inoltre di creare un programma di sicurezza stradale -“Safety Ride” – di carattere globale che consenta di avere un profilo corretto del guidatore e che tenga traccia di alcune informazioni basilari come ad esempio lo stato manutentivo della vettura e dei livelli assicurativi minimi richiesti.

Questa soluzione permetterà ai passeggeri di fare delle scelte più consapevoli e soprattutto sicure. L’adesione ad un programma di sicurezza stradale offrirà anche delle garanzie agli stessi conducenti perché saranno preferiti dai viaggiatori d’affari  rispetto a chi non seguirà certi parametri e lo standard Safety Ride.

Forse non è la soluzione più completa, afferma Brossman, ma sicuramente una prima proposta per allineare gli standard di sicurezza ad un fenomeno sempre più crescente nelle trasferte di lavoro.

 

Leggi l’articolo completo di Charles Brossman cliccando sul seguente sharing economy standards Charles Brossman

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