Prezzi dei treni in Europa: concorrenza, tariffe e nuove dinamiche di mercato

Prezzo dei treni in Europa

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I prezzi dei treni in Europa si inseriscono nel contesto di una domanda in forte crescita, con le compagnie ferroviarie del vecchio continente che nel 2024, secondo i recenti dati di Eurostat, hanno percorso 443 miliardi di PKM (Passenger-Kilometer, unità di misura che quantifica lo spostamento dei passeggeri per chilometro).ù

Si tratta del valore più alto mai riportato dal 2004, a conferma dell’impulso che le rotaie hanno ricevuto negli ultimi anni, di pari passo con la diffusione dell’alta velocità. In particolare, l’Italia ha registrato 843 milioni di passeggeri e si colloca dunque al terzo posto nella classifica del Vecchio continente dopo la Germania (2904 milioni) e la Francia (1320 milioni).

La liberalizzazione fa scendere i prezzi dei treni in Europa

In Europa il processo di liberalizzazione del settore ferroviario è iniziato nel 1991, con la Direttiva 91/440/CD che consentiva alle compagnie ferroviarie di operare con i loro treni sulle infrastrutture di altri Stati membri. Una posizione poi consolidatasi nel 2001, con il lancio del primo di una serie di pacchetti legislativi volti a stimolare la libera concorrenza. L’Italia è stata una delle nazioni che per prime hanno messo in pratica queste normative, con l’ingresso nel 2012 di Italo nel mercato dell’AV.

Il principale effetto della concorrenza tra più operatori è la riduzione delle tariffe. Secondo un recente white paper della piattaforma di prenotazione Trainline, ad esempio, nel 2021 l’ingresso di Trenitalia nel mercato francese con i collegamenti Parigi-Lione-Milano ha comportato una riduzione delle tariffe del 43%, oltre a un aumento delle prenotazioni del 334%. Un primo passo verso la liberalizzazione a cui è seguita l’estensione dei servizi di Trenitalia anche alla rotta Parigi-Marsiglia, oltre al possibile ingresso in Francia nei prossimi due anni di nuovi operatori quali Le Train, Ilísto e Velvet.

Italia, esempio virtuoso grazie alla concorrenza nell’AV

In tema di liberalizzazione del mercato ferroviario, l’Italia è un significativo caso di studio perché mostra tutti i vantaggi derivanti dall’ormai decennale concorrenza tra Trenitalia e Italo nell’ambito dell’alta velocità. Il documento di Trainline segnala una riduzione dei prezzi che ha raggiunto il 40% su alcune tratte e una crescita dei passeggeri che, nel 2024, si è attestata al +9% sulle rotte Firenze-Roma e Milano-Torino.

Ad oggi, queste performance positive non riguardano i collegamenti regionali e locali, che sono ancora in gran parte gestiti dal servizio pubblico. Ma si attende per quest’anno una trasformazione radicale dei trasporti su rotaia nazionali grazie all’annunciato ingresso di Arenaways (del gruppo spagnolo Renfe) e di SNCF, che da sola punta a raggiungere una quota di mercato del 15% entro il 2030. Un aumento della competizione a tutto vantaggio della clientela, sia leisure che business.

Leggi: Prezzi dinamici sui treni Frecciarossa: dal 2026 Trenitalia come le compagnie aeree

Treno o aereo? Il paradosso dei prezzi dei treni in Europa

Nonostante la tendenza al contenimento dei prezzi dei treni in Europa, le rotaie ad oggi non sono sempre più convenienti dell’aereo, soprattutto sulle tratte internazionali. Un’analisi che Greenpeace ha effettuato su 142 tratte in 31 Paesi europei ha rivelato che in ben 109 collegamenti internazionali i voli sono mediamente più economici dei viaggi in treno.

In Italia la situazione è anche peggiore: nelle 16 tratte internazionali prese in esame, l’aereo costa meno del treno nell’88% dei casi. E la differenza di prezzo è rilevante: addirittura, viaggiare da Lussemburgo a Milano costa quasi 12 volte di più in treno che in aereo, da Barcellona a Londra fino a 26 volte di più. Dati che destano preoccupazione, se pensiamo al ruolo fondamentale che i trasporti su rotaia possono giocare sulla decarbonizzazione nel Vecchio continente e sul raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità imposti alle aziende dall’UE.

In Francia, aumenti al di sotto dell’inflazione

Osservando le politiche di pricing dei principali operatori ferroviari, si nota una tendenza al contenimento dei prezzi dei treni in Europa, soprattutto nell’AV. Una tendenza che spesso trova il supporto delle Istituzioni, orientate a rendere i trasporti su rotaia sempre più convenienti e flessibili.

La già citata SNCF Voyageurs, ad esempio, ha reso noto che per tutto il 2020 i prezzi dei treni TGV INOUI e OUIGO aumenteranno in media dell’1%, un livello che per il quarto anno consecutivo si mantiene inferiore all’inflazione (prevista all’1,3% nel 2026). Nel complesso, quest’anno saranno venduti oltre 50 milioni di biglietti TGV INOUI e OUIGO a meno di 30 euro e un biglietto leisure su due (TGV INOUI e OUIGO) dovrebbe essere acquistato a meno di 45 euro, considerando tutte le classi e le tariffe. Inoltre, per la carta Avantage, oggi utilizzata da 4 milioni di passeggeri, è stato confermato il prezzo di 49 euro, come nel 2021.

Tariffe scontate in Spagna

Anche Renfe ha iniziato l’anno con una campagna di tariffe promozionali scontate, nonché con il lancio di Pase Via, nuova misura promossa dal Ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile per rendere il trasporto ferroviario più flessibile e competitivo. Si tratta di un sistema di pagamento associato agli abbonamenti Avant che, grazie all’applicazione di sconti progressivi, riduce il prezzo dei biglietti da 22,80 euro a 6,40 a tratta.

Prezzi dei treni in Europa

Prezzi congelati e riforma del sistema ferroviario in UK

Lo scorso novembre, Il governo britannico ha annunciato il congelamento delle tariffe ferroviarie per la prima volta in 30 anni. Nel 2026, quindi, non sono previsti aumenti tariffari. L’intervento punta a ridurre il costo della vita, contenere l’inflazione e favorire la crescita economica. Il provvedimento si inserisce nella riforma del sistema ferroviario con la nascita di Great British Railways, nuovo ente pubblico che unificherà gestione di infrastrutture e servizi, ponendo fine ad anni di frammentazione.

Aumenta il costo del Deutschlandticket di DB

Per ora sembra in controtendenza Deutsche Bahn, la compagnia ferroviaria tedesca, che ha iniziato l’anno facendo salire a 63 euro il prezzo del Deutschlandticket, una formula che consente di viaggiare in tutto il territorio nazionale sui trasporti pubblici locali, incluse le metropolitane, i tram, gli autobus urbani e regionali, i treni regionali, alcuni traghetti e le navette da e per l’aeroporto di Monaco.

In Italia, l’incognita del pricing dinamico

In Italia, come è noto, Trenitalia ha introdotto per i servizi Freccia il pricing dinamico, che ha sostituito il modello delle tariffe fisse e delle quote predefinite per i biglietti scontati. Un cambiamento che segna un punto di svolta non solo per i viaggiatori leisure, ma anche per il business travel, per il quale la prevedibilità dei costi rappresenta un fattore chiave.

Oggi la possibilità di risparmiare sul prezzo dei biglietti è legata prevalentemente all’anticipo con cui si effettua la prenotazione. Nei giorni e nelle fasce orarie di maggiore domanda, inoltre, gli algoritmi tendono a spingere i prezzi verso l’altro. E la promessa di meccanismi di tutela, quali un tetto massimo alle tariffe, non elimina la volatilità intrinseca nel nuovo modello di pricing.

Foto: Rossana Pasian su Pexels.com

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