Perché la sostenibilità è diventata centrale anche per le PMI. Quali sono le implicazioni strategiche, operative e impatto sul business travel?

Condividi

Negli ultimi anni la sostenibilità è passata da tema “valoriale” o reputazionale a fattore strutturale di competitività economica e finanziaria. Le politiche europee- dal Green Deal alla Tassonomia UE, dalla CSRD alle regole prudenziali bancarie – hanno ridefinito il modo in cui il sistema economico valuta rischi, opportunità e solidità delle imprese.

Sebbene le Piccole e Medie Imprese (PMI) non siano, nella maggior parte dei casi, direttamente soggette agli obblighi di rendicontazione di sostenibilità, esse sono oggi indirettamente coinvolte attraverso:

  • il rapporto con le banche;
  • le relazioni di filiera con grandi imprese;
  • l’accesso a finanziamenti pubblici e privati.

In questo contesto lo scambio informativo sempre più strutturato sugli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG) dell’attività d’impresa con le banche risulta fondamentale. Infatti, le banche chiedono informazioni ESG alle PMI in quanto devono:

  • misurare e comunicare i rischi climatici e ambientali dei loro portafogli di credito;
  • dimostrare l’allineamento delle attività finanziate agli obiettivi di sostenibilità europei;
  • integrare i fattori ESG nella valutazione del merito creditizio.

Poiché una quota rilevante dei portafogli bancari è composta da prestiti a PMI, gli istituti di credito hanno bisogno di dati ESG anche da imprese non obbligate per legge a produrli.

Il risultato è un cambio di paradigma: non conta più solo “quanto” un’impresa guadagna, ma “come” lo fa.

Cosa si intende per informazioni di sostenibilità

Le informazioni richieste alle PMI si articolano tipicamente in cinque ambiti:

  1. Informazioni generali
    Struttura aziendale, settore di attività, governance, presenza di ruoli dedicati alla sostenibilità.
  2. Clima ed energia
    Consumi energetici, fonti rinnovabili, emissioni di gas serra, strategie di riduzione.
  3. Ambiente
    Gestione delle risorse (acqua, rifiuti), economia circolare, impatti su biodiversità e territorio.
  4. Sociale e forza lavoro
    Salute e sicurezza, formazione, contratti, inclusione, welfare.
  5. Condotta d’impresa
    Etica, anticorruzione, procedure, sistemi di controllo e gestione dei rischi.

All’interno di questo perimetro, il business travel rientra pienamente, anche se spesso in modo implicito.

Business travel: da costo operativo a fattore ESG

Cos’è il business travel oggi

Il business travel comprende:

  • trasferte di lavoro nazionali e internazionali;
  • viaggi di manager, commerciali, tecnici, consulenti;
  • partecipazione a fiere, meeting, audit, visite clienti e fornitori.

Tradizionalmente è stato gestito come:

  • voce di costo;
  • questione logistica;
  • tema amministrativo.

Oggi, invece, il business travel è anche e oltre:

  • fonte di emissioni ambientali;
  • leva organizzativa e culturale;
  • indicatore di maturità ESG.

Impatto ambientale del business travel

Emissioni di CO₂ e cambiamento climatico

I viaggi d’affari contribuiscono in modo significativo alle emissioni di gas serra, soprattutto quando includono:

  • voli aerei;
  • auto aziendali o a noleggio;
  • trasferte frequenti su lunghe distanze.
  • trasferte con pernottamento

Dal punto di vista ESG:

  • queste emissioni rientrano generalmente nello Scope 3;
  • sono sempre più osservate da banche e stakeholder;
  • rappresentano un’area concreta di intervento per ridurre l’impronta carbonica.

Dalla misurazione alla gestione

Le PMI più evolute iniziano a:

  • monitorare le emissioni legate ai viaggi;
  • scegliere mezzi di trasporto meno impattanti;
  • ridurre viaggi non essenziali;
  • integrare strumenti digitali (videoconferenze, meeting ibridi).

Questo approccio è visto positivamente da tutti gli stakeholders perché:

  • dimostra consapevolezza dei rischi climatici;
  • segnala capacità di adattamento e innovazione;
  • riduce l’esposizione a futuri costi ambientali o regolatori.

Impatto sociale e organizzativo del business travel

Benessere dei dipendenti

Il business travel ha anche una dimensione sociale:

  • stress da trasferta;
  • work-life balance;
  • salute e sicurezza;
  • tempi di recupero.

Le politiche di viaggio più sostenibili:

  • limitano trasferte inutili;
  • favoriscono pianificazione e flessibilità;
  • migliorano il benessere dei lavoratori.

Dal punto di vista ESG, questo rafforza la componente “S” (Social).

Attrattività e retention dei talenti

Le nuove generazioni di lavoratori:

  • sono più sensibili a sostenibilità e qualità della vita;
  • valutano negativamente modelli basati su viaggi continui e poco razionali.

Una gestione responsabile del business travel:

  • migliora l’employer branding;
  • riduce il turnover;
  • aumenta la produttività nel medio-lungo periodo.

Governance, policy e controllo del business travel

Travel policy come strumento di governance

Una travel policy strutturata è oggi:

  • uno strumento di controllo dei costi;
  • una leva di riduzione degli impatti ambientali;
  • un segnale di maturità gestionale.

Anche le banche guardano con favore a imprese che:

  • definiscono regole chiare sui viaggi;
  • integrano criteri ESG nelle decisioni operative;
  • monitorano e migliorano le performance nel tempo.

Dati, processi e dialogo con tutti gli stakeholders

Il business travel diventa così:

  • una fonte di dati ESG (consumi, emissioni, scelte);
  • un elemento raccontabile nel dialogo con il sistema finanziario;
  • una prova concreta di approccio strategico alla sostenibilità.

Non serve la perfezione, ma: consapevolezza, gradualità e trasparenza.

Opportunità per le PMI

Integrare il business travel nella strategia ESG consente alle PMI di:

  • migliorare il rapporto con le banche;
  • rafforzare la propria posizione competitiva;
  • ridurre costi nel medio periodo;
  • prepararsi a future richieste normative e di mercato.

Inoltre, apre opportunità di collaborazione con:

  • operatori del travel sostenibile;
  • piattaforme digitali;
  • consulenti ESG e finanziari.

Il viaggio come metafora della transizione

Il business travel è, in fondo, una metafora della transizione sostenibile:

  • non si tratta di smettere di viaggiare, ma di farlo meglio;
  • non si tratta di subire le regole, ma di governarle;
  • non si tratta di un costo, ma di un investimento strategico.

Ogni scelta operativa come può essere anche un viaggio di lavoro contribuisce a raccontare la solidità, la visione e la credibilità futura dell’impresa.

Se vuoi approfondire di più e avere supporto da un consulente di Travel for business, contattaci ora!

Sull'autore

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

Accedi alla community

Inizia anche tu a condividere idee, competenze e informazioni con gli altri professionisti del travel e della mobilità

Ultimi articoli

Consulenza

Ebook

Prossimi corsi