Il Ministro Enrico Giovannini conferma l’obbligo del Mobility Manager in Azienda

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Inizia con l’intervento del Ministro Enrico Giovannini il webinar del Consumers’ Forum dal titolo “Cittadini, istituzioni e aziende insieme per una nuova mobilità”, al quale ho partecipato con grande interesse.

Il suo è stato il primo di una serie di interventi sul tema della mobilità sostenibile.

Il Ministro oltre ad illustrare gli obiettivi e gli interventi strutturali contenuti nel “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” (PNRR) per una nuova mobilità fondata su Digitalizzazione, Inclusione e Sostenibilità, ha focalizzato l’attenzione sulla figura del Mobility Manager.

In settimana è pronto il decreto per i Mobility Manager

Questo l’intervento ripreso prontamente dall’ANSA: “Questa settimana spero che sarà approvato da me e dal ministro Cingolani il decreto che rende obbligatorio il mobility manager per le città oltre i 50.000 abitanti e per le imprese oltre i 100 addetti. Il decreto è pronto, spetterà agli enti locali attuarlo”. Al mobility manager secondo il ministro “spetterà capire come spalmare lo smart working lungo la settimana. E’ chiaro che se tutti fanno smart working il venerdì, poi negli altri giorni si crea intasamento”. Prosegue ancora il Ministro: inizieremo già oggi a parlare con gli enti locali in vista delle riaperture a settembre. Una cosa che deve coinvolgere tutti: senza un coinvolgimento di tutti non si cambia la vita delle città, gli orari di lavoro, la vita delle scuole“.

Un’affermazione che in realtà non mi sorprende seguendo da tempo il Prof. Enrico Giovannini, conosco le sue idee e la sua illuminata visione della società del futuro green e sostenibile. Quello che invece è molto importante e che questo nuovo paradigma, questa impostazione, sia condivisa dal Governo e possa finalmente iniziare a realizzarsi. Altrettanto è molto importante che venga ribadito dal Ministro che è prerogativa del Mobility Manager gestire lo smart working in azienda, regolandone le presenze.

L’adozione obbligatoria del Mobility Manager, già contenuta nel Decreto Rilancio di maggio 2020, è prevista per tutte le società con 100 o più dipendenti localizzati in Comuni, capoluoghi di provincia e regione e città metropolitane con popolazione superiore a 50 mila abitanti, sarà quindi nei prossimi giorni confermata. Tuttavia, riconoscere la centralità dell’attività del Mobility Manager come apporto fondamentale e strategico al progetto di mobilità sostenibile nazionale è emerso con forza, per la prima volta, ieri durante tutto l’incontro.

Per l’ANCI il Mobility Manager è fondamentale per I progetti di mobilità

Questo “endorsement” è stato infatti ripreso dall’Assessore alla mobilità Granelli del comune di Milano che in rappresentanza dell’ANCI ha definito molto importante l’apporto che potranno portare i Mobility Manager Aziendali e di Area all’organizzazione dei servizi di trasporto e ai progetti di mobilità sostenibile.

Come detto precedentemente, il Mobility Manager introducendo nelle aziende maggiore flessibilità agli orari d’ingresso e uscita, regolando lo smart working e incentivando sempre più un maggiore uso dei servizi di mobilità condivisa contribuirà in modo sostanziale ad una ripresa degli spostamenti e delle attività produttive in sicurezza.

L’emergenza sanitaria ci ha insegnato che una gestione non ordinata dei flussi crea assembramenti e congestiona i servizi oltre al traffico cittadino. Situazione alla quale non si vuole e non è possibile ritornare.

Digitalizzazione e investimenti strutturali per favorire inclusione sociale e le aziende

Tornando all’intervento del Ministro Giovannini, su digitalizzazione e inclusione ha detto: “La trasformazione digitale è anche una trasformazione di sicurezza. Nel Pnrr ci sono investimenti digitali per aumentare il traffico senza costruire nuove infrastrutture: per aumentare i voli senza bisogno di costruire nuove piste e per mettere in sicurezza viadotti e gallerie attraverso strumenti digitali”.

Sappiamo bene noi di Travel for business come l’info mobilità digitale, i veicoli sempre più connessi e la Mobility As A Service potranno rivoluzionare la mobilità e gli investimenti sembrano andare in questa direzione.

Il Governo con i fondi del “Recovery  Fund” prevede  grandi investimenti nella mobilità considerata uno dei cardini principali della sua azione.

Con l’alta velocità ferroviaria nel sud Italia, si vuole eliminare il divario ancora esistente tra nord e sud. “L’idea di nuova mobilità- dice il Ministro Giovannini – è quella che si costruirà insieme nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Molte decisioni verranno assunte alla luce dei cambiamenti di comportamento determinati da questa terribile pandemia. Abbiamo bisogno di immaginare una mobilità duttile, e quindi gli investimenti devono essere in grado di adattarsi a una situazione che cambierà”.

Continua il Ministro con una domanda: “quanto ha cambiato la nostra vita l’Alta Velocità? Per alcuni ha influito anche sulla scelta del luogo dove vivere, per il Sud no. Ci saranno dunque 10 miliardi in più per chiudere la famosa T dell’alta velocità, realizzando la Venezia-Padova e la Salerno -Reggio Calabria. Per realizzare un’idea di uguaglianza tra Nord e Sud che finora non è praticata. L’Alta Velocità cambia la vita delle persone ma anche la vita delle aziende. È una realizzazione fondamentale per connettere aree del Paese che oggi sono fortemente sconnesse“.

Indubbiamente l’alta velocità ha modificato le abitudini, lo stile e la qualità di vita, in meglio, di molte persone. L’obiettivo è quindi quello di consentire a una parte del territorio finora esclusa da questa possibilità, di spostarsi per lunghe percorrenze con l’alta velocità. Volano per la crescita del territorio e per il turismo, gli investimenti infrastrutturali non dovrebbero però riguardare solo l’alta velocità ma anche la rete ferroviaria ordinaria e i convogli per le tratte regionali e locali.

Se alta velocità oggi è un vanto nazionale il rimanente trasporto ferroviario presenta molte lacune è l’altra faccia della medaglia negativa e poco degno di un Paese moderno.

In conclusione, non possiamo che essere contenti per queste affermazioni del Ministro Enrico Giovannini e della volontà di coinvolgere finalmente i Mobility Manager.

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