Controllori del trasporto pubblico, chi saranno?

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Sono recenti le dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, che annunciava il ripristino della figura del controllore sui mezzi e/o a terra per ridurre l’affollamento sui mezzi pubblici, assicurare il distanziamento e l’utilizzo della mascherina.

Un ruolo che sta suscitando non poche polemiche nel mondo dei sindacati. A parlarne è Mauro Mongelli, Segretario Generale Faisa-Cisal, la Federazione Autonoma Italiana Sindacale degli Autoferrotranvieri.

“Se da una parte sul Green Pass si assiste allo stallo ingenerato dal Governo, che preferisce muoversi sul filo delle interpretazioni di norme e utilizzare “FAQ” anziché adottare provvedimenti legislativi, dall’altra apprezziamo con meraviglia le dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, che annuncia il ripristino della figura del controllore sui mezzi e/o a terra per ridurre l’affollamento sui mezzi pubblici, assicurare il distanziamento e l’utilizzo della mascherina”.

Tra poche settimane ci sarà la riapertura delle scuole e i sindacati affermano che l’autista non potrà essere il destinatario di questo compito. Inoltre, non da poco il tema della sicurezza riscontrato negli ultimi episodi di violenza sui mezzi pubblici: “Le cronache impietosamente, restituiscono giornalmente, atti di violenza sui mezzi di trasporti ai danni di operatori e utenti nell’assoluta indifferenza collettiva ed istituzionale. Tale pericolo era già stato previsto e ampiamente segnalato a tutte le istituzioni competenti” afferma Mongelli.

La nota del sindacato precisa che “A distanza di un anno, riconoscendo che il Governo ha messo in campo risorse aggiuntive senza precedenti, a favore delle aziende, sia per compensare le perdite che per i maggiori costi derivanti dalla sanificazione – oltre ai cosiddetti tavoli prefettizi per una efficace programmazione, dove però si continua ad escludere il sindacato – non vi è stato alcuna attenzione specifica riferita al personale.

Altro tema indicato dal sindacato è che: “oltre a quello dei controlli, considerando anche l’immutato concentramento dei bisogni di trasporto della cittadinanza, non essendoci stato, in nessuna fase della pandemia, alcun cambiamento degli orari delle diverse attività produttive del Paese, rimane cruciale il tema della qualità, della quantità e della frequenza dei servizi offerti che necessariamente dovranno essere implementati”.

Dove sono i mobility manager scolastici?

La domanda che ci facciamo noi è? Dove sono i MOBILITY MANAGER SCOLASTICI, obbligatori con la legge 221 del 28 dicembre 2015, “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” che prevede una serie di disposizioni che riguardano appunto tutto il settore scolastico, di ogni ordine e grado.

Una legge, infatti, che prevedeva l’adozione entro 60 giorni e che sarebbe stata di grande supporto per organizzare gli spostamenti scuola casa degli studenti e del personale scolastico, ma anche quello di coordinarsi con gli altri istituti e strutture comunali per ottimizzare la gestione della mobilità sostenibile e sicura.

Settembre sarà nuovamente un inizio critico perché la carenza di piani di mobilità comunali, scolatici influiranno e graveranno su un sistema che prevede solo il controllo del distanziamento e delle mascherine.

Forse è il momento di fare davvero di più!


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