Ha preso il via ieri mattina all’UNA Hotels Bologna San Lazzaro BizTravel Lab, il nuovo format ideato dal presidente del Gruppo Uvet Luca Patanè per portare il confronto sui grandi temi della mobilità aziendale, del travel management e dell’hospitality direttamente nei territori produttivi del Paese.
Il titolo scelto per la prima tappa, “A ognuno la sua misura – fra guerra e pace”, racconta bene lo spirito dell’iniziativa: un laboratorio di idee pensato per leggere un contesto in cui conflitti internazionali, instabilità geopolitica, inflazione e rivoluzione dell’intelligenza artificiale stanno ridisegnando il modo di viaggiare, lavorare e gestire le persone in azienda.
Sommario
ToggleUn mercato solido, ma attraversato da una discontinuità generazionale
Secondo Patanè, il mercato del business travel in Italia si conferma solido nonostante la guerra e le interdizioni imposte nei momenti più critici del conflitto. La vera discontinuità, però, non arriva dal contesto bellico, ma da un cambio generazionale che sta attraversando il settore da entrambi i lati: quello dei travel manager e quello dei viaggiatori d’affari.
Le nuove generazioni che entrano oggi nel mondo del lavoro portano con sé approcci diversi e sistemi nuovi, spingendo l’intero comparto a rivedere i propri modelli tradizionali. Cambiano gli strumenti e i linguaggi, ma l’obiettivo di fondo resta lo stesso: garantire sempre un servizio di alta qualità. Un tema tutt’altro che marginale per un gruppo che gestisce circa 4,1 milioni di transazioni l’anno e milioni di viaggiatori.
La tecnologia come chiave per conoscere (e anticipare) il cliente
Di fronte a volumi di questa portata, conoscere, profilare e anticipare le esigenze di ogni singolo viaggiatore sarebbe impossibile senza il supporto della tecnologia. È su questo fronte che Uvet ha concentrato gli investimenti degli ultimi anni, in particolare nello sviluppo di strumenti legati al linguaggio, per interpretare meglio richieste e comunicazioni dei clienti.
A questo si affianca un secondo asse di investimento, altrettanto strategico: la razionalizzazione delle procedure interne. Per Patanè, le aziende che non rimettono in discussione i propri processi rischiano di scivolare nella “pigrizia organizzativa”. Il cambiamento, al contrario, viene indicato come una vera e propria chiave di efficienza per l’intero gruppo.
Emilia-Romagna e Bologna, territori d’eccellenza per il business travel
Nel corso dell’intervista, Patanè ha sottolineato il ruolo dell’Emilia-Romagna e in particolare di Bologna come centri d’eccellenza per il settore. La strategia di Uvet punta a costruire una community solida tra clienti e partner, facendo leva su piattaforme digitali e strumenti come Microsoft Teams per semplificare i processi d’acquisto e rispondere alle nuove esigenze del mercato.
La crescita nel territorio viene paragonata dallo stesso Patanè all’approccio di un maratoneta: muoversi magari con gradualità, ma in modo continuo e costante, per arrivare al traguardo — una metafora che il presidente di Uvet usa per descrivere la stabilità aziendale di fronte alle fluttuazioni del mercato.
Crisis management: la spontaneità del personale come primo pilastro
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda la gestione delle emergenze. Per Uvet, il crisis management non si basa su una prassi rigida, ma su un approccio flessibile costruito attorno a quattro pilastri principali:
- Spontaneità e dedizione del personale: in situazioni di emergenza è capitato che un centinaio di dipendenti si collegassero autonomamente ai sistemi aziendali, anche da casa, per assistere in tempo reale i clienti in difficoltà all’estero.
- Tempestività d’azione: nelle trasferte legate a interventi tecnici critici — come la riparazione di macchinari o la gestione di incidenti — la rapidità nella riorganizzazione degli spostamenti diventa determinante per evitare perdite economiche anche milionarie alle aziende clienti.
- Soluzioni logistiche proattive: dall’eruzione del vulcano islandese alle crisi geopolitiche, il gruppo ha una lunga esperienza nell’organizzazione di voli charter per il rimpatrio di centinaia di persone.
- Consapevolezza e resilienza: l’esperienza maturata in crisi passate, inclusa quella di Blue Panorama durante il Covid, ha rafforzato nel management la cultura del riconoscere tempestivamente il pericolo e affrontarlo con prontezza.
La lezione di Blue Panorama: dalla crisi alla resilienza
Patanè torna anche su uno dei momenti più difficili nella storia recente del gruppo: la chiusura di Blue Panorama. Un passaggio doloroso che, nella lettura del presidente di Uvet, si è trasformato in un’occasione di crescita e consapevolezza.
Le crisi affrontate nel tempo hanno contribuito a costruire quella che Patanè definisce una “resilienza spontanea”: la capacità del gruppo di reagire agli urti non solo grazie alle procedure, ma soprattutto grazie alla dedizione delle persone che lo compongono.
Hôtellerie, la nuova frontiera di crescita del Gruppo Uvet
Capitolo a parte merita l’espansione nel settore alberghiero, che Patanè indica come una divisione sempre più centrale nel core business del gruppo. Da tre hotel gestiti tre anni fa, Uvet è arrivata oggi a 11 strutture, una alle Maldive e dieci in Italia.
I piani futuri guardano ancora al territorio nazionale, con l’obiettivo di acquisire la gestione di altre due o tre strutture nei prossimi due o tre anni, puntando sia su località iconiche sia su contesti urbani. Un percorso che il management descrive come graduale, coerente con l’approccio “da maratoneta” già applicato allo sviluppo territoriale del gruppo.
Un modello fondato sul dialogo continuo
Dall’intervista emerge in definitiva un filo conduttore che tiene insieme tecnologia, persone e territorio: la capacità di Uvet di trasformare le esigenze del cliente in soluzioni concrete attraverso un dialogo continuo, supportato da strumenti digitali come Teams e WhatsApp, soprattutto nei momenti di emergenza. Una strategia che, secondo Patanè, è ciò che ha permesso al gruppo di attraversare guerre, crisi geopolitiche e trasformazioni tecnologiche mantenendo la propria solidità.
















