Con l’avvio della nuova stagione turistica e in occasione di BIT Milano 2026, diventa fondamentale rafforzare il confronto tra pubblico e privato per ripensare i modelli di governance e garantire uno sviluppo strategico e competitivo dell’offerta di destinazione.
I primi mesi dell’anno rappresentano da sempre un momento strategico di analisi e pianificazione per gli operatori del turismo, dell’ospitalità, degli eventi e del travel. È il tempo dei bilanci, ma soprattutto delle scelte che possono orientare l’andamento dell’anno.
Dalle prime anticipazioni della BIT – Borsa Internazionale del Turismo di Milano – emerge un dato ormai chiaro: i viaggiatori-consumAttori 5.0 utilizzano il digitale non solo per informarsi, ma per selezionare destinazioni alternative a misura d’uomo, caratterizzate da lentezza, autenticità ed esperienze immersive. I viaggiatori sono sempre più consapevoli, preparati e orientati verso mete alternative, lontane dai circuiti dell’overtourism.
Questa tendenza trova conferma anche nei risultati emersi durante la Tavola Rotonda “Turismo che unisce, territori che raccontano: come ridisegnare il presente e futuro del Marchio d’Area “Terre fra Adige e Po”, promossa dall’Azienda Speciale Opportunità & Mercati Camera di Commercio di Venezia Rovigo, tenutasi lo scorso dicembre a Rovigo.
Durante il confronto partecipato da Amministrazioni Pubbliche, Istituzioni culturali e operatori del settore turistico, abbiamo condiviso i risultati dell’analisi sugli asset principali dell’offerta attuale nell’ambito geografico del Marchio d’Area “Terre fra Adige-Po”. Inoltre, abbiamo presentato cinque nuove proposte leisure declinate in chiave esperienziale, con particolare attenzione alla costruzione di prodotti e servizi turistico-culturali di rete declinabili anche in attività di team building da proporre al segmento M.I.C.E.
L’evento ha fatto emergere un’indicazione chiave: per garantire uno sviluppo strategico, competitivo, sostenibile e innovativo delle destinazioni – soprattutto di quelle più piccole – è fondamentale rafforzare i driver identitari dell’offerta locale e ripensare i modelli di governance. La vera sfida è valorizzare destinazioni capaci di unire pubblico e privato in una visione condivisa, superando la frammentazione delle singole località e puntando su una rete integrata di attrattori territoriali.
D’altra parte, come ci ricorda Peter F. Drucker “Il modo migliore per prevedere il futuro è crearlo”, piuttosto che limitarci a osservarlo.
Buona BIT a tutti
Autrici
Olimpia Ponno – Managing Director di Olimpia Ponno Consultancy, VP Communication & Past President MPI Italia Chapter
Cristina Regazzo – Destination Management, Responsabile di Rovigo CVB, MPI member









